domenica 22 luglio 2012

Vita Quotidiana
Non interessa alla pubblica opinione, e non è mio compito, in quanto umile testimone, enorme occhio collettivo indagatore su vicende private pruriginose e/o sanguinolente -giornalista di razza di cronaca nera, unica categoria, ormai, di “veri giornalisti”- sapere quali motivi hanno indotto n ad adottare i comportamenti che lo hanno portato a questa tragica fine. Quel che conta è che, dolorosamente, questi comportamenti hanno originato un nuovo, ulteriore, grave fatto di sangue, hanno generato un ulteriore -l'ennesimo- intervento preventivo/umanitario di pace, un intervento chirurgico necessario, ancorché doloroso, ad evitare ulteriori eventi delittuosi. I fatti dicono che n è sempre stato ribelle, asociale, deviante, un mutante oggettivamente destinato a creare disordini, uno che mal sopportava gerarchia, regole e controllo. Questi sembrano essere i motivi che lo hanno spinto verso una situazione senza via d'uscita. Alle ore 21:00, nonostante, avesse ricevuto diversi avvertimenti, come tutti i testimoni concordemente ricordano, si trovava ancora nella corsia del supermercato che ha definitivamente messo radici di fronte alla sua casa... a circa 20 mt di distanza... a meno di 5 min. Il tempo necessario per andare dal suo appartamento, dal luogo in cui abitualmente viveva in condizioni di precarietà e sporcizia, al rinomato, patinato centro commerciale di zona. Un vigilantes del centro commerciale riferisce di averlo visto già alle ore 19:00, essendo n personaggio noto agli ambienti supermercateschi, cioè ben due ore prima della chiusura. N era un assiduo frequentatore del centro. Si ritrovava lì ogni volta che aveva a disposizione qualche ritaglio di tempo libero, tant'è che il responsabile del centro lo conosceva perfettamente, milioni di volte aveva visto la sua faccia e avuto a disposizione le sue impronte digitali, ed in più di un'occasione lo aveva invitato a non frequentare il centro, in quanto persona sgradita. I vicini ne parlano come di una persona isolata con cui era difficile “familiarizzare”, non aveva nessuna relazione stabile, non aveva figli e, neppure, genitori ancora in vita. Insomma il classico filo slegato, uno che continuamente criticava tutto quel che casualmente capitava sotto il suo sguardo miope.
Ma chi era n? Un Impiegato con contratto a termine in un anonimo call center; di media cultura, laureato in economia -indirizzo economico- con lode presso un'università di provincia e poco prestigiosa, in epoca -preistorica- in cui ancora qualcuno si ostinava a proporre piani di studio personalizzati, avendo la presunzione di saperne di più dei suoi docenti su quel che gli occorreva; uno che aveva sempre avuto da ridire su tutto, fazioso, estremista, bilioso, antipatico, incline alla polemica e alla rissa, insomma un gran rompiscatole. L'epitaffio sulla sua tomba potrebbe essere: “visse una vita da coglione, appagato solo da scontento”. Uno di cui certamente non si sentirà la mancanza e chi ha avuto lo sgradevole compito di porre fine alla sua “stupida, piccola, inutile vita” ha fatto un favore all'umanità intera. Da giovane era stato un promettente scacchista in erba, uno studente brillante, solo che la sua luce era priva di quello smalto -lo strato lucido e patinato- che rende le persone speciali, era un autorevole angelo caduto in disgrazia, uno che aveva “tutti i numeri” per “arrivare” e che invece aveva malamente sprecato la sua vita. Insomma uno di quelli che pur avendo le potenzialità per riuscire, sembrava essere “geneticamente” predisposto perdente e mutante. Un “perdente” congenito, sempre scontento, triste e schivo... uno “sfigato” . E dire che problemi seri non ne aveva mai avuti. Era uno di quelli che sembravano dotati di quel magnetismo animale capace di attrarre le donne naturalmente, probabilmente per questo suo aspetto caratterialmente cupo, in grado di mostrare la parte oscura di se. Come si sa le donne, sempre in costante ricerca del più..., del principe azzurro, anzi blu tendente al nero, sono attratte da qualsiasi deviante nullità, il loro cuore “batte sempre per il peggiore”. Qualsiasi uomo avvenente, capace di mostrare anche un solo aspetto non omologante -situato permanentemente sulla coda di un “pan di zucchero”- capace di mostrare sicurezza, spigliatezza, estro e devianza ha sempre schiere infinite di piccole, inutili, stupide donne che credono di aver trovato, finalmente, dopo tanta, faticosa, accurata ricerca, il “loro” personale principe più o meno azzurro da esibire nelle feste paesane e con le amiche, magari, per farle schiattare di invidia. Perchè n abbia fatto una scelta così definitiva è difficile dirlo. Probabilmente un ultimo tentativo di rivolta, oppure un infelice modo di mettere definitivamente fine alla sua tormentata, inutile, oscura, perversa esistenza. Non sarà mai dato saperlo, essendo l'unica possibile persona in grado di dare risposta a queste domande, definitivamente “andata”. Pertanto non rimane che esporre i soli nudi fatti.
Alle ore 19:00, dopo una telefonata alla sua sgrinfia del momento, n esce di casa e si dirige al supermercato. Per la strada incontra n2 con cui scambia, al volo, 2 chiacchiere e qualche trita battuta e alle 19:04 è nel parcheggio del supermercato, prende un capiente carrello della spesa ed entra. Qui gironzola un po' tra gli scaffali e si avvia con passo deciso verso la reception, il bancone di servizio per richiedere l'ennesima una nuova tessera. Qui nasce un primo alterco con la persona addetta al pubblico. Sembra che n negli ultimi 4 mesi abbia richiesto 57 nuove tessere, motivo per cui l'esecutivo del centro commerciale ha deciso di “sospendere” le sue numerose tessere e di non fornirne di nuove. La breve discussione si conclude con la frase “spocchiosa” di n: “poco male, tanto non le ho mai utilizzate”.
All'interno del supermentecatto, c'è la registrazione audiovisiva completa delle sue ultime due ore – e non solo. n sembra soddisfatto, tranquillo e rilassato. Gli acquisti che fa sembrano molto oculati, anche se risulta essere un po' indeciso. Alle 20:50 primo avviso di chiusura: “si informa la gentile clientela che il supermercato chiuderà alle ore 21:00. Si invitano pertanto i ritardatari ad avviarsi alla barriera casse e a lasciare senza indugio alcuno il nostro centro commerciale”. n sembra volutamente trascurare l'annuncio e continua a cincischiare con le confezioni nella corsia pane e biscotti industriali, legge sulle etichette gli ingredienti e le informazioni, le soppesa, prova a sentirne l'odore e poi immancabilmente le lascia cadere in un settore diverso da quello di appartenenza, generando una indescrivibile confusione che irreprensibili commessi dovranno poi rimettere in ordine. In diverse occasioni n era stato energicamente redarguito per questo suo irresponsabile comportamento e la sua risposta, invariabilmente, è sempre stata: “lo facevo per dare il mio contributo all'occupazione degli impiegati all'interno di questa deliziosa struttura”. Nel suo carrello è presente solo qualche verzura, poca pasta e l'immancabile confezione da tre di birra. Continua a gironzolare ancora per il centro -“Di un tale “cliente” il centro commerciale farebbe volentieri a meno”-, senza nessuna intenzione di acquistare qualcos'altro, mentre il secondo avviso responsabilizza, diffida e mette in mora gli eventuali acquirenti dell'ultima ora. Da questo momento in poi tutti, ad eccezione di n si affrettano verso la zona franca delle casse, ma lui no. Lui, invece, quasi avesse già deciso di interrompere definitivamente il suo viaggio esistenziale, una volta accertato il suo fallimento, continua con noncuranza a bighellonare tra gli scaffali e le corsie e soltanto l'annuncio della chiusura definitiva dell'ipermercato lo coglie visibilmente preso dal panico. È ora e soltanto ora – quando ormai è definitivamente troppo tardi- che inizia a correre... troppo tardi... uno dei vigilantes, con anfibi, divisa e cappello da cowboy, si accorge della sua presenza e, quasi in una scena rallenty, lo si vede impugnare la pistola con entrambe le mani, assumere una posizione in equilibrio più stabile, spostando il baricentro verso il basso, divaricando leggermente le gambe e flettendo le ginocchia, cercare la linea di tiro tra il mirino e il bersaglio e fare fuoco. CENTRATO AL PRIMO COLPO. I più vicini a robocop -lo ricorderanno per sempre con lo sguardo raggiante acceso da vivida luce-, lo sentiranno sussurrare frasi apparentemente sconnesse: “sono un lupomannaro assetato di sangue... sono troppo forte... l'ho seccato al primo colpo... magari capitassero tutti i giorni schizzati come questo da “freddare””, poi soffiare sulla canna ancora calda, fare una giravolta su se stesso con aria sognante da ballerino di tip tap ed allontanarsi camminando a mezzo metro dal suolo per andare ad aggiornare la sua scheda personale degli obiettivi/bersagli. Dall'autopsia praticata immediatamente dopo l'esplosione dei colpi nell'obitorio del centro commerciale, si può leggere: “Unico proietto esploso dal “fuoco amico” ha prodotto un minuscolo foro -come quello di uno spillo- di entrata nella nuca, all'altezza della prima vertebra cervicale ed un foro di uscita di dieci cm. all'altezza dell'orbita sinistra, quella preferita da n, spappolando il cervelletto, l'ippotalamo, il centro del piacere e della libido nonché il lobo frontale”. Risulta impossibile il “ripristino” dell'individuo -ottanta chili di carne insaccata spappolata- identificato con la lettera n. All'arrivo in obitorio, a 70 mt. dal luogo dell'incidente, risultava mancante metà materia celebrale. La porzione mancante si ritroverà sul luogo “dell'incidente” e solerti commessi saranno obbligati -sarà loro obbligo e cura- a pulire al fine di non turbare in alcun modo gai pensieri dei potenziali acquirenti. Qualcuno avanza l'ipotesi che n abbia volontariamente lasciato metà della sua materia grigia sul pavimento, al fine di dare un ultimo ed estremo contributo alla occupazione degli inservienti in questo benedetto luogo privato di pace, benessere e prosperità”.

sabato 21 luglio 2012

Equiseto.
Ho sempre ricercato Dio. Credo fermamente che ognuno nasca con un proprio "destino", inteso non come predeterminazione degli eventi futuri, ma come "impronta" o "predisposizione": innata mappa sinaptica originaria.
Io, fin dai primi ricordi, sono sempre stato ossessionato dalla ricerca di Dio. Vedevo gli altri bimbi trovare soddisfazione in cose che mi lasciavano del tutto indifferente. Percepivo la differenza, prima come malessere indistinto, e poi sempre più con maggiore consapevolezza.
Probabilmente questa è la motivazione profonda della scelta della mia professione. Sono un ricercatore botanico, mi occupo perlopiù di osservare un settore della natura, come creazione sublime di Dio.
Non che Dio non si manifesti anche in altri mondi, ma io avevo scelto quello che credevo essere il regno del vivente più antico. Ho sempre pensato che l'integrità di qualsiasi entità fosse sacra ed inviolabile. Ogni specie vivente ha un aspetto esteriore ed uno interiore, ed è mia ferma convinzione che quello che c'è fuori è totalmente diverso e infinitamente distante da quello che c'è all'interno. Non dico che quello che c'è dentro sia meno importante di quello che c'è fuori o viceversa, è solo che i due livelli sono inconoscibili ed indeducibili l'uno all'altro. Se Dio nella sua infinita bontà e saggezza vorrà che l'interno degli organismi si auto-indaghi, fornirà coscienza sufficiente a un qualche organulo e nulla può escludere che ciò sia già accaduto. Essendo i due livelli alieni l'uno all'altro, indagare il proprio interno  non può che generare mostri a prescindere da quelle che possono essere le intenzioni. Se "l'inferno è lastricato di buone intenzioni" ci sarà pure un motivo. Il mio lavoro consiste nell'osservare e catalogare nuove specie cercando di comprenderne le interrelazioni con ciò che le circonda. È così che mi faccio un'idea del funzionamento del "sistema" come un tutto unico. E questo è l'unico modo di fare ricerca. Anche "settorializzare", "specializzare"  ed equivocare il "metodo sperimentale" crea  mostri. e non  è l'unico generatore. Anche l'agire individuale e l'idea che arricchirsi individualmente fa aumentare il benessere globale attraverso la "mano invisibile del mercato" genera mostri - i più terribili in assoluto. Sarà per questo che nella società occidentale anche quando uno si "guarda il cazzo vede un mostro". Questo significa, in altri termini, che tutto ciò che è stato fatto, diciamo in misura approssimativa, negli ultimi  quattro secoli, andrebbe buttato nel cesso.  Si, Bisognerebbe avere il coraggio di buttare tutto nel cesso,  tirare lo sciacquone e ricominciare da capo. Sono un "osservatore" a contratto, sono redattore di una rivista ecologica su cui pubblico i risultati del mio lavoro. Considero la rivista un'appendice "superflua", un "canale" attraverso il quale poter essere in "comunione" con tutto il resto dell'umanità. Lavorare come "inviato speciale" di una rivista ecologica può significare rimanere per lunghi periodi completamente isolati, soprattutto se si sceglie, come ho fatto io, di vivere in angoli remoti del pianeta.
La rivista per la quale lavoro è sempre in continua ed affannosa ricerca di finanziamenti, sempre sull'orlo del fallimento. Sono pochi quelli che accettano di lavorare a queste condizioni: solo i drogati marci d'ambiente. Io sono uno di loro. Agogno con tutte le mie forze un incarico nel più profondo della foresta primaria. In luoghi inaccessibili e che mai hanno visto la presenza dell'uomo. Un giorno o l'altro imboccherò un sentiero che solo io posso vedere, scomparirò e sarà dolce perdersi...

martedì 17 luglio 2012

Prospettive Future
Maestro: "cosa ti aspetti dal futuro?"
allievo: "Un aumento esponenziale 
delle malattie degenerative 
del sistema nervoso centrale."

venerdì 13 luglio 2012

P.P.Pasolini, uno da tenere d'occhio e su cui riflettere.
tutto ciò che è fallito, aveva possibilità e speranza di riuscire; tutto ciò che è riuscito,  quello che ha retto "la prova della storia", è miseramente fallito.
Non condivido il pensiero di Pasolini, e rimango sempre attonito quando penso alle sue intuizioni, vere, profonde, fulminanti e l'apparato "teorico" che le ha generate. Mi lascia sgomento il suo guardare indietro al periodo dell'"età del pane", come se quel momento particolare -confuso con una specie di "età dell'oro"- non fosse comunque un prodotto sociale storicamente determinato. Mi fa nascere pensieri terribili il suo nero pessimismo, rivolto soltanto verso il "passato", un unico "scenario"... tra tutti i miliardi che si sono generati ed alternati nel corso del tempo. Mi terrorizza -data la sua enorme sensibilità e capacità di comprendere e "catturare" la "realtà"- la sua totale assenza di speranza. Pasolini non lascia nessuna possibilità al mondo, e in questo senso è più cristiano che marxista. Risale infatti direttamente alla tradizione cristiana: "tutto ciò che è fallito aveva possibilità e speranza di riuscire;  tutto ciò che è riuscito, quello che ha retto la "prova della storia", è miseramente fallito".
A fronte di un "quadro teorico, tutto sommato, modesto" profondissime intuizioni. Tra le sue innumerevoli intuizioni ce n'è una che, sembra, particolarmente illuminante: La mutazione e mutilazione antropologica indotta dal "consumismo". Una perla tra i porci passata praticamente inosservata.


Da “na specie de cadavere lunghissimo”.
… no, lui dice che rimpiango un'età dell'oro... tu dici che rimpiango l'italietta, tutti dicono che rimpiango qualche cosa, facendo di questo rimpianto, tra l'altro, un valore negativo e quindi un facile bersaglio, ma quello che io rimpiango, se si può parlare di rimpianto, mi sembra d'averlo detto chiaramente, sia pure in versi. Ora che degli altri facciano finta di non capire è naturale. Mi meraviglio che non voglia capire tu che non ha motivi per farlo. Io rimpiangere l'italietta? Allora tu non hai letto un solo verso delle ceneri di Gramsci o di Calderon, non hai letto una sola riga dei miei romanzi, non hai visto una sola inquadratura dei miei film... non sai niente di me. Perchè tutto ciò che ho fatto e sono, esclude per la sua natura che io possa rimpiangere l'italietta... l'italietta... l'italietta è piccolo borghese, è fascista, è demoristiana, è provinciale, ai margini della storia. La sua cultura è un umanesimo scolastico formale e volgare e tu vuoi che io rimpianga tutto questo?
Ora per quel che mi riguarda personalmente questa italietta è stata un paese di gendarmi che mi ha arrestato, processato, tormentato, perseguitato, linciato per quasi due decenni. Ora questo un giovane può non saperlo, ma tu no. Tu no. La tragedia è che non ci sono più esseri umani. Ci sono strane macchine, strane macchine che sbattono una contro l'altra e noi che siamo gli intellettuali prendiamo l'orario ferroviario dell'anno scorso o di dieci anni prima e poi diciamo: “... ma che strano, ma quei due treni non passano di lì, ma come mai sono andati a fracassarsi in quel modo? È qui o il macchinista è impazzito, o è un criminale isolato oppure c'è un complotto. Ecco soprattutto il complotto ci fa delirare, perchè ci libera da tutto il peso di confrontarci da soli con la verità. Che bello, se mentre noi siamo qui a parlare c'è qualcuno in cantina che sta facendo i piani per farci fuori. È bello, è semplice, è la resistenza. Noi perdiamo alcuni compagni e poi ci riorganizziamo, facciamo fuori un po' di loro, un po' per uno... e lo so che quando trasmettono in televisione "Parigi brucia" siete ancora tutti lì con le lacrime agli occhi e una voglia matta che la storia si ripeta... bella … pulita... semplice, io di qua, tu di là. Ma vedi nel mondo che molti di noi sognavano c'era il padrone turpe che il cilindro, i dollari che gli colavano dalle tasche, la vedova emancipata che chiedeva giustizia per i suoi pargoli... il bel mondo di Brecht, ma io non ho nostalgia di quel mondo. Io ho nostalgia della gente povera e semplice che si batteva per abbattere quel padrone senza diventare quel padrone, perchè erano esclusi da tutto e nessuno li aveva colonizzati. È l'illimitato mondo contadino pre-nazionale, preindustriale, sopravvissuto fino a pochi anni fa che io rimpiango e gli uomini di quell'universo non vivevano un'età dell'oro, vivevano semmai quella che qualcuno ha definito l'età del pane. Erano cioè consumatori di beni estremamente necessari ed era questo forse che rendeva estremamente necessaria la loro povera e precaria vita. Mentre è chiaro che i beni superflui rendono superflua la vita. Tanto per essere estremamente elementari, così concludiamo con quest'argomento. Ora che io rimpianga questo universo contadino resta comunque affar mio. Questo non mi impedisce affatto di esercitare sul mondo attuale così com'è la mia critica. Anzi tanto più lucidamente tanto più ne sono distaccato e quanto più accetto solo stoicamente di viverci. Io lo so bene come è la vita di un intellettuale, lo so, perchè in parte è anche la mia vita. Letture, solitudini al laboratorio, cerchi, in genere, di pochi amici e molti conoscenti, tutti intellettuali e borghesi. Una vita di lavoro e, sostanzialmente, perbene. Ma io, come il dr. Jeckill, io ho un'altra vita, perchè la mia vita sociale borghese si esaurisce nel lavoro, ma la mia vita sociale in genere dipende completamente da ciò che è la gente. E dico gente intendendo ciò che è la società, il popolo, la massa nel momento in cui viene esistenzialmente, magari solo visivamente a contatto con me. È da questa esperienza esistenziale, concreta, drammatica, diretta, corporea che nascono poi in conclusione tutti i miei discorsi ideologici. Ecco, con questa vita io pago un prezzo. È come uno che scende all'inferno, ma quando torno, se torno, ho visto altre cose, più cose di voi. Io non dico che dovete credermi, però perchè cambiate sempre argomento per non affrontare la verità? Allora voglio dirvelo fuori dai denti. Io scendo all'inferno, e vedo cose che per ora non disturbano la vostra pace, ma state attenti perchè l'inferno sta salendo da voi. È vero che viene con maschere e con bandiere diverse, però è anche vero che la sua voglia, che il suo desiderio di dare la sprangata, di aggredire, di uccidere è forte ed è generale e non resterà per tanto tempo l'esperienza privata e rischiosa di chi ha, come dire, "toccato la vita violenta". Non vi illudete. Voi siete con la scuola, la televisione, la pacatezza dei vostri giornali, voi siete i grandi conservatori di questo ordine orrendo. Basato solo sull'idea di possedere e sull'idea di distruggere. Beati voi che siete tutti contenti quando potete mettere su un delitto la vostra bella etichetta. A me sembra questa un'altra delle tante operazioni della cultura di massa. Non potendo impedire che accadano certe cose, si trova pace "fabbricando scaffali". Ecco in quanto trasformazione per ora degradazione antropologica della gente per me il consumismo è una tragedia che si manifesta in me come delusione, rabbia, taedium vitae, accidia e infine come rivolta idealistica, come rifiuto dello status quo. Ecco lui stesso mi accusa di idealismo e questa è un'accusa che io accetto. Questa la accetto, perchè è vera. Tu non sai quanto io ho sempre invidiato la tua mancanza di cattivo idealismo, tu scherzi sul fatto che la mia bestia nera sarebbe il consumismo. Però, perdonami, questo tuo scherzare mi sembra un po' qualunquistico, un po' riduttivo. Lo so bene, tu sei pragmaticamente per accettare lo status quo, però io che sono idealistico no. “eh, il consumismo c'è, che ci vogliamo fare?"... sembri volermi dire. Allora lascia che ti risponda. Lascia che ti risponda. Tra il 1961 e il 1975 qualcosa di essenziale è cambiato. Si è avuto un genocidio si è distrutta culturalmente una popolazione. Si tratta precisamente di uno di quei genocidi culturali che hanno preceduto i genocidi fisici di Hitler. Se io avessi fatto un lungo viaggio, e fossi tornato dopo qualche tempo, andando in giro per la grandiosa metropoli plebea, io avrei avuto l'impressione che tutti i suoi abitanti fossero stati deportati e sterminati... sostituiti proprio. Nelle strade, nei lotti da slavati, feroci, infelici fantasmi. Se io oggi volessi rigirare “Accattone”, non lo potrei più fare, perchè non troverei più un solo giovane che fosse nel suo corpo, nemmeno lontanamente, simile ai giovani che hanno rappresentato se stessi in “Accattone”, non troverei più un solo giovane che sapesse dire con quella voce quelle battute, perchè non soltanto questo non avrebbe lo spirito e la mentalità per dirle, ma non le capirebbe nemmeno. Una nuova forma di potere economico ha realizzato attraverso lo sviluppo una fittizia forma di progresso e tolleranza e i giovani che sono nati e si sono formati in questo periodo di falso progressismo e falsa tolleranza, stanno pagando questa falsità nel modo più atroce. Eccoli qui in mezzo a noi con un'ironia imbecille negli occhi, un'aria stupidamente sazia, un teppismo offensivo e afasico quando non un dolore e una apprensività quasi da educande, con cui vivono, questa reale intolleranza di questi anni di tolleranza. Non lo so, non vedo come un amico possa scherzare su tutto questo. Non voglio fare profezie, però non posso nascondere di essere disperatamente pessimista. Chi ha manipolato e radicalmente, antropologicamente, mutato le grandi masse contadine e operaie è un nuovo potere che adesso mi è difficile definire, ma di cui, sono certo, è il più violento e totalitario che ci sia mai stato, perchè cambia la natura della gente. Perchè entra nel più profondo delle coscienze e se io adesso dico POTERE con la P maiuscola è solo perchè sinceramente non lo so in che cosa consista questo nuovo potere e chi lo rappresenti. So semplicemente che c'è. Allora non lo riconosco più né nei potenti democristiani, né nel vaticano, né nelle forze armate. Non lo riconosco più neanche nella grande industria, perchè questa non è più costituita da un certo numero limitato di grandi industriali, però conosco, questo si, perchè le vedo e le vivo, alcune caratteristiche di questo nuovo potere ancora senza volto. Ad es. il suo rifiuto del vecchio sanfedismo e del vecchio clericalismo, la sua decisione di abbandonare la chiesa, la sua determinazione cononata da successo di trasformare contadini e sottoproletari in piccoli borghesi, ma soprattutto la sua smania, per così dire cosmica, di attuare fino in fondo lo “SVILUPPO”. PRODURRE E CONSUMARE... PRODURRE E CONSUMARE. Ecco l'identikit di questo volto ancora bianco del nuovo potere gli attribuisce anche dei tratti vagamente moderni dovuti alla tolleranza e ad un edonismo perfettamente autosufficienti, ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi. La tolleranza infatti è falsa, perchè mai nessun uomo ha dovuto essere tanto comune e conformista come il consumatore e quanto all'edonismo esso nasconde evidentemente una necessità a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. Ecco questo nuovo potere non ancora rappresentato da nessuno e dovuto a una mutazione della classe dominante, è, se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia, una forma totale di fascismo e questo nuovo fascismo ha anche omologato culturalmente l'Italia e si tratta di una omologazione repressiva, pure se ottenuta attraverso l'edonismo e la Joie de vivre. Io credo, e lo credo profondamente, che il vero fascismo sia quello che i sociologi hanno troppo bonariamente definito la “società dei consumi”. Una definizione che sembra innocua, no, puramente indicativa, invece no, se uno osserva bene la realtà, ma soprattutto se uno sa “leggere intorno”, negli oggetti, nel paesaggio, nell'urbanistica, ma soprattutto negli uomini, vede che i risultati di questa spensierata “società dei consumi” sono i risultati di una vera e propria dittatura, di un vero e proprio fascismo. Durante il ventennio noi abbiamo visto dei giovani inquadrati, in divisa, con una differenza però, allora i giovani, nel momento stesso in cui si toglievano quella divisa e riprendevano la strada verso i loro paesi e i loro campi ritornavano i giovani di 50, 100 anni addietro, perchè il fascismo li aveva in realtà resi dei pagliacci, dei servi, forse e in parte anche convinti, ma non li aveva toccati sul serio, nel fondo dell'anima. Questo nuovo fascismo, invece, questa società dei consumi, ha profondamente trasformato i giovani, ha dato loro altri sentimenti, altri modi di vivere, di pensare, altri modelli culturali. Non si tratta più, come all'epoca mussoliniana di una irregimentazione scenografica e superficiale, ma di una irregimentazione reale che ha rubato e cambiato la loro anima. Il che significa in definitiva che questa società dei consumi è una civiltà dittatoriale.
La responsabilità della televisione in tutto questo è enorme. Non certo in quanto mezzo tecnico, ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto il luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si fa concreta una mentalità che non si saprebbe dove collocare.
È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in realtà lo spirito del nuovo potere e se a livello della volontà e della consapevolezza la televisione in tutti questi anni è stata al servizio della democrazia cristiana e del vaticano a livello involontario e inconsapevole essa è stata al servizio di un nuovo potere che non coincide più ideologicamente con la democrazia cristiana e del vaticano non sa più che farsene. Mai un modello di vita ha potuto essere propagandato con tanta efficacia come attraverso la televisione. Il tipo di uomo o di donna che conta, che è moderno, che è da imitare e realizzare non è descritto o decantato. È rappresentato. Il linguaggio della televisione è per sua natura un linguaggio fisico-mimico, il linguaggio del comportamento. Ora la proposizione prima di questo linguaggio fisico-mimico e la seguente: “il potere ha deciso che noi siamo tutti uguali”, mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza. L'uguaglianza non è stata conquistata, è una falsa uguaglianza ricevuta in regalo. Allora non c'è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista o le scritte sui cascinali di slogano mussoliniani fanno ridere come, con dolore, un aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, lo voglio ripetere, non è stato, sostanzialmente, in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano. Questo nuovo fascismo invece attraverso i propri mezzi di comunicazione e di informazione, specie appunto la televisione, non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre. Ecco perchè i potenti che si muovono dentro al palazzo e anche coloro che li descrivono, stando anch'essi, logicamente, dentro al palazzo, per poterlo fare si muovono come atroci, ridicoli pupazzeschi idoli mortuari, perchè ciò che faceva la loro potenza, ossia un certo modo di essere del popolo italiano non c'è più. Il loro vivere è dunque un sussultare burattinesco. La colpevolezza di almeno una dozzina di potenti democristiani da trascinare sul banco degli imputati in un regolare processo penale per una lunga serie di reati commessi non consiste nella loro immoralità, che c'è, ma consiste in un errore di interpretazione politico. Nel giudicare se stessi e il nuovo potere di cui si erano messi al servizio. Errore di interpretazione politico che ha avuto conseguenze disastrose sulla vita del nostro paese. Allora quello che è il processo che io invoco renderebbe chiaro, folgorante e definitivo è che il contesto in cui governare non è più quello clerico-fascista e che proprio nel non aver capito questo sta il vero reato politico dei democristiani. Ciò che il processo che io invoco renderebbe chiaro, folgorante e definitivo è che amministrare e governare bene non significa più amministrare e governare bene in relazione al vecchio potere, ma in relazione al nuovo potere. Ma se è vero che i potenti democristiani sono stati lasciati indietro dalla realtà, con indosso come una ridicola maschera il loro potere clerico-fascista anche gli uomini all'opposizione sono stati lasciati un po' indietro dalla realtà con indosso come una ridicola maschera il loro progressismo e la loro tolleranza. Ad esempio uno dei luoghi comuni tipici dell'intellettuale di sinistra è la loro volontà di sconsacrare, di desentimentalizzare la vita. Ora questo si spiega nei vecchi intellettuali progressisti con il fatto che sono stati educati in una società che imponeva loro false sacralità e falsi sentimenti e quindi era una reazione giusta, ma oggi questo nuovo potere non impone più questa falsa sacralità e questi falsi sentimenti anzi è lui stesso il primo a volersene liberare. Il nuovo potere consumistico e permissivo si è valso proprio delle nostre conquiste mentali di laici, di illuministi e di razionalisti per costruire la propria falsa impalcatura di falso laicismo, di falso illuminismo, di falsa razionalità. Si è valso proprio delle nostre sconsacrazioni per liberarsi di un passato che con tutte le sua atroci e idiote consacrazioni non gli serve più. In compenso però questo nuovo potere ha portato al limite massimo la sua unica possibile sacralità. La sacralità del consumo come rito e naturalmente della merce come feticcio. Il nuovo potere non ha più interesse a mascherare con religioni ideali o cose del genere ciò che Marx aveva smascherato.


A Chi Fischiano Le Orecchie?
"Io ho qualcosa di generale, immenso, di oscuro da rimproverare ai figli. I figli che ci circondano, soprattutto i più giovani, gli adolescenti sono quasi tutti dei mostri. Il loro aspetto fisico è quasi terrorizzante e quando non terrorizzante è fastidiosamente infelice. Orribili pelami, capigliature, carnagioni pallide, occhi spenti. Sono maschere di una qualche iniziazione barbarica, ma squallidamente barbarica. Oppure sono maschere di una qualche integrazione incosciente e diligente che non fa pietà. Dopo avere levato verso i padri barriere tendenti a relegare i padri nel ghetto, si sono trovati essi stessi chiusi nel ghetto opposto, nei casi migliori essi stanno aggrappati ai fili spinati di quel ghetto guardando verso di noi tuttavia uomini disperati, mendicanti che chiedono qualcosa soltanto con lo sguardo perchè non hanno coraggio nè, forse, capacità per parlare.
Nei casi nè migliori nè peggiori sono milioni. Essi non hanno espressione alcuna, sono l'ambiguità fatta carne. I loro occhi sfuggono, il loro sguardo è perpetuamente altrove. Hanno troppo rispetto o troppo disprezzo insieme, troppa pazienza o troppa impazienza. nei casi peggiori sono dei veri e propri criminali, ma quanti sono questi criminali. In realtà potrebbero esserlo quasi tutti. Non c'è gruppo di ragazzi incontrati per strada che non potrebbe essere un gruppo di criminali. Essi non hanno nessuna luce negli occhi. Il loro silenzio può procedere una trepida domanda di aiuto, ma che aiuto, o una coltellata. I loro lineamenti sono lineamenti contraffatti di automi senza che niente li caratterizzi da dentro. La stereotipia li rende infidi. Essi non hanno più padronanza dei loro atti, si direbbe dei loro muscoli, non sanno più quale è la distanza tra causa ed effetto. Sono regrediti sotto l'aspetto esteriore di una maggiore educazione scolastica e di una migliorata condizione di vita a una rozzezza primitiva. Se da una parte parlano meglio, ossia hanno imparato il degradante italiano medio, dall'altra sono quasi afasici, non sanno ridere o sorridere. Sanno solo ghignare o sghignazzare. Certo i gruppi di giovani colti del resto assai più numerosi di un tempo sono adorabili perchè strazianti. Essi a causa di circostanze che per le grandi masse sono finora solo negative e atrocemente negative sono più avanzati, sottili, informati dei gruppi analoghi di 10 o 20 anni fa, ma che cosa possono farsene della loro finezza e della loro cultura."

domenica 8 luglio 2012

Inutilità della classe medica.
Le malattie si dividono in due categorie: 
rimediabili e non rimediabili.
se sono rimediabili 
si può fare a meno del medico; 
se sono non rimediabili 
è perfettamente inutile.
Cosa hanno in comune
un musicista, 
uno studioso, 
un operaio, 
un artigiano...?
sono tutti alienati.

mercoledì 20 giugno 2012

La Canzone Preferita Dai Padroni

lunedì 18 giugno 2012

Conoscenza, Riduzionismo, Reddito, Consumo e Investimento - effetto amplificativo.
La tendenza ad "inventare la realtà" è amplificata dalla divisione del sapere che altro non è che un caso particolare di "divisione del lavoro". La divisione del sapere è un'arma formidabile a favore dello status quo. Crea bacini incomunicabili, inconoscibili e incommensurabili tra loro e ogni volta che viene approfondita allontana esponenzialmente dalla "verità" ... ammesso che si possa parlare di "verità". Settorializzato il sapere, se voglio conoscere qualche cosa che esula dal mio "ambito", dal piccolo -insignificante- segmento di "conoscenza" che con tanta fatica ho acquisito, chiedo ad un "esperto", e, per ciò stesso mi affido totalmente a lui -faccio atto di fede-, ma l'esperto non fa altro che riprodurre la propria conoscenza, le proprie credenze, i propri desideri, le proprie predizioni che, dunque, si autoaffermano.
È cosi che 
la maggior parte 
delle persone 
diventa 
strumento inconsapevole 
di tortura 
per se e per gli altri.
Solo cosi si possono spiegare, ad esempio, le mie scelte economiche e i miei investimenti finanziari forieri di catastrofi future.
Fondi Pensioni 
un esempio eclatante di "cane che si morde la coda".
il mio piccolo, trascurabile segmento di accantonamento pensionistico, una volta che viene utilizzato in borsa, o peggio ancora "privatizzato", diventa "denaro che non dorme mai", sempre in cerca di oppurtunità di "investimento", va ad integrare la massa enorme di altro denaro -piccoli segmenti accantonati da altrettanti piccoli coglioni- che consente di mettere "in corner" le economie che, in ultima istanza, mi danno modo di vivere. Si tratta di un esempio notevole di autocastrazione condivisa e accettata. Esattamente lo stesso meccanismo vale per i miei "piccoli investimenti privati" -impercettibile unico battito delle ali di una farfalla multicolore che non ha spazio per respirare in un coriandolo. Mi affido totalmente e incondizionatamente ad un "esperto" ascolto i suoi consigli, che lui usa per condizionare e mettere in sofferenza il "mercato", metto il mio culo nelle sue mani, e gli investimenti che realizzo servono a tagliare i miei coglioni.
PA-RA-DOS-SA-LE
Entrambe le operazioni le faccio per soddisfare il bisogno ancestrale di sicurezza futura. Il meccanismo è identico a quello che scatena l'astenersi da un consumo presente per rinviarlo al futuro, così facendo ottengo esattamente il risultato opposto.
Bisognerebbe tener sempre ben presente e scolpito in mente che: "C+I=Y=C+S".
 

domenica 17 giugno 2012


Manuale del golpista indolore
fare cassa di risonanza.
Da "cronacadiunacrisiannunciata"

il crollo della zona euro sarà sicuramente 
molto doloroso, ma sempre meno di quello 
che hanno in mente gli attuali "manovratori" 
per i PIIGS. Del resto la riconquista 
di un po' di "domocrazia" non può avvenire
in maniera indolore. 

 non trovo una parola migliore, 
è valida, 
l'avidità è giusta, 
l'avidità funziona, 
l'avidità chiarifica, 
penetra e cattura 
l'essenza dello spirito evolutivo. 
L'avidità in tutte le sue forme: 
l'avidità di vita, 
di amore, 
di sapere, 
di denaro, 
ha impostato lo slancio 
in avanti di tutta l'umanità. 
E l'avidità, 
ascoltatemi bene, 
non salverà solamente 
la Teldar Carta, 
ma anche l'altra disfunzionante 
società che ha nome America" 
Come nel caso dei falsi positivi dove è possibile "creare" "terrorristi" tramite una "messainscena", così, se si desidera "giocare" con il mondo - Charlie Chaplin che gioca con un mappamondo nel film "il grande dittatore" ne è l'immagine più immediata-, si possono creare condizioni che consentono di "svendere" nazioni intere e di "costringere" popolazioni intere a cessioni di sovranità a beneficio di organismi sovranazionali - banche, multinazionali ed esecutivi - creando "artificialmente" crisi. Da 80 anni a questa parte il debito pubblico non è mai stato un problema, anzi era un elemento essenziale a garantire crescita, benessere e livelli di occupazione elevati. Improvvisamente è diventato il responsabile unico della crisi più devastante che il mondo ha conosciuto dopo quella del 1929 che poi è stata all'origine della seconda guerra mondiale.
Nel film Wall Street c'è un esempio di "speculazione" perfetta. Cosa faceva Gordon Gekko per acquisire la Teldar Carta? Faceva buon uso di "informazione" contraffatta. Faceva "girare voce" che quella azienda non era un'azienda solida, che "valeva poco", che si "stava svalutando", che stava "perdendo valore". Normalmente una qualsiasi "diceria" -chiacchiere da comari si potrebbe dire- non ha effetti particolarmente dirompenti, ma se chi veicola l'informazione -la menzogna- è un soggetto "accreditato", fa parte dell'ambiente "giusto", cioè, nel caso in questione, qualcuno che ha un portafoglio molto importante e consistente, allora si prende molto sul serio "l'informazione". La predizione accumula tanta forza da autorealizzarsi e diventa un esempio da manuale di "realtà inventata". Si tratta di una bella magia che succede nella finanza (ma potrebbe succedere, che so, nella psichiatria tanto per considerare un ambiente particolarmente significativo o nella dinamica di una famiglia in dissoluzione), tu dici una cosa e quella cosa si avvera, diventa reale, la gente comincia a tirare via gli investimenti dalla Teldar carta, che si svaluta, che si svaluta, che si svaluta e quando è abbastanza giù un qualche Gordon Gekko (il personaggio che ha ispirato Gordon Gekko nel film esiste veramente, si chiama Henry Kravis ed è lui che ha creato il motto "greed is good") che la compra lo si trova sempre.
Il paese di "pulcinella" è sotto attacco speculativo ormai da tempo. Lo stesso si può dire anche di altri paesi. La Grecia, in cui i giochi "speculativi" hanno ridotto sul lastrico intere fasce sociali, la Spagna, l'Irlanda, il Portogallo... In fondo si tratta di ben poca cosa, paesi che tutti interi non riescono a competere in termini di "ricchezza" con i cospicui patrimoni privati -patrimoni di banche o di imprese-, paesi deboli, forse "geneticamente" predisposti alla fame e alla miseria, Ma perchè il cosiddetto "spread" continuava e continua a salire? possibile che le più grandi 20 potenze mondiali siano totalmente impotenti di fronte a questo fenomeno?
Dati Grezzi.
Chi è mARIO mONTI? E, SOPRATTUTTO, COME HA FATTO AD ARRIVARE AL GOVERNO ALLA VELOCITÀ DI UN ASTEROIDE CHE IMPATTA LA "CROSTA TERRESTRE"? 4 punti fondamentali per mettere a fuoco il personaggio. mARIO mONTI fa parte di un sacco di cose … gruppi... ONG ecc. È una figura eminente della bOCCONI (presidente, rettore... rettore presidente....)...  bOCCONI è un centro di sapere molto importante per l'economia italiana e lo vuole diventare anche nel mondo. Fa parte del Bilderberg Group, che è un club "privato" fondato nel '54, nel castello Olandese dei Bilderberg. Al bg vieni invitato se sei una persona molto importante e di solito dopo, molto spesso, succede un qualche cosa. Si tratta, di solito,  di circa 180 inviti -segreti- all'anno; non si può divulgare la località nella quale si terrà l'incontro (Fidelio?); non si può divulgare l'invito: pena l'esclusione -dal "paradiso terrestre". Persone di vario genere hanno attraversato il bg. Un bilderberg di razza era David Rockefeller. Bill Clinton, ad esempio nel ' 91 ci ha fatto un "salto", poi ha vinto le primarie del partito democratico e poi nel '92 in cre di -bil- mente è diventato presidente USA (un caso... solo un caso) Tony Blair -il Martelli Inglese- partecipa al meeting nel 93, diventa leader del partito laburista nel 94 e viene eletto primo ministro nel '97 (un caso... solo un caso). George Robertson partecipa al meeting nel '98, poi diventa segretario generale della nato nell'agosto '99 (un caso... solo un caso). Romano Prodi partecipa al meeting nel '99 e riceve l'incarico di presidente dell'unione europea nello stesso anno (un caso... solo un caso). “quel che accade nel mondo, non accade per caso, si tratta di eventi fatti succedere, sia che abbiano a che fare con questioni nazionali o con questioni commerciali. La maggioranza di questi eventi sono inscenati da quelli che maneggiano la finanza". C'è un'altra specie di club (inventato sempre da D. Rockefeller), che in realtà non è proprio un club, ma una ONG -la Trilateral Commission-, di cui fa parte supermario. La Trilateral Commission è una commissione trilaterale, che, come dice la parola stessa, unisce tre lati, tre grandi aree geografiche (giappone, usa ed europa). in questa ONG si "creano geostrategie", sistemi di interdipendenza che legano socialmente ed economicamente diverse aree geografiche. Questa ONG ha commissionato una sorta di dossier ad accreditati guru dell'economia che hanno prodotto (anno '73): “the crisis of democracy”. Il "succo" di questo lavoro è che la democrazia, nel momento in cui rimane rappresentativa, ma le aree di interesse sono troppo grandi, non funziona più, cioè se all'interno del sistema democratico ci sono troppi sistemi rappresentati, la democrazia va in empasse, si blocca. Le implicazioni di ciò sono molto importanti, perchè così si arriva a teorizzare che le grandi aree geografiche non dovrebbero essere guidate da politici che hanno una carica di rappresentanza e quindi sono eletti, bensì dovrebbero essere guidate da tecnici. mONTI è tra i fondatori di un  gruppo, di amici, bruegel, in cui sono presenti 15 multinazionali e un po' di cAPI DI sTATO. supermario dal 2005 , è "Advisor International" per Goldman Sachs che fa parte della federal reserve. La gOLDMAN sACKS è uno dei GRANDI agenti del mercato; ha un "potere di fuoco" di 12.000 miliardi di dollari (per avere un ordine di grandezza, si può ricordare che l'ultima finanziaria in iTALIA è stata di 40 miliardi di euro). Fa parte della GS anche mARIO dRAGHI (attuale presidente della bce), pRODI lo è stato, Papademos, quel signore chiamato a "salvare" la Grecia anche lui è stato GS, bce, membro del BG, e della Trilateral Commission. Stiamo parlando, sembra, di un gruppo di amici che si ritrovano sempre.  Gli amici (degli amici?) si reincontrano sempre in questi "luoghi base", nelle cosiddette think tank, "bacinelle di pensiero -vasi comunicanti- , fanno sempre le stesse chiacchiere e si mettono d'accordo su cosa succede, cosa deve succedere e su cosa non deve succedere.
Quadratura del cerchio.
bERLUSCONI e Papandreu, eletti democraticamente, dopo il g20 a cannes, tornano, nei rispettivi paesi, e nonostante rassicurino le autorità internazionali, lo spread continua a salire. L'iTALIA e la Grecia sembrano essere come la Teldar carta nel film Wall Street. "Grandi agenti" del mercato cominciano a dire che l'iTALIA e la Grecia probabilmente non sono solvibili, e che quindi non riusciranno a pagare i loro debiti. Magicamente, LA POTENZA della finanza, comincia a rendere questa cosa vera, gli investitori cominciano a ritirare i capitali da questi paesi, contribuendo a rendere vera la profezia. Non si limitano a ritirare i capitali, ma iniziano a "giocare contro" con il risultato che lo spread accelera sempre più fino al punto in cui vengono entrambi “dimissionati”. Suscita preoccupazione lo scompiglio provocato dalla dichiarazione di Papandreu di voler indire un referendum per chiedere ai Greci se vogliono pagare i "debiti" e restare in eUROPA oppure non pagare e uscire. Non va  mai chiesto al "popolo" che cosa pensa che sia giusto fare perchè, probabilmente, non lo sa; perchè, soprattutto, c'è una visione "calata dall'alto" che detta gli obiettivi strategici da conseguire, legata a motivi e a fattori di carattere privatistico/economico,che possono mettere in campo strumenti tali da influenzare talmente tanto l'economia di un paese (con i 12.000 nld di goldman sacks si possono “fare” 15 iTALIE e con quel che avanza mandare in vacanza per un periodo ragionevolmente lungo tutti gli abitanti del globo), attraverso pressioni assolutamente legali -far salire lo spread?- fino a far cadere un governo non esattamente in sintonia con gli intenti che questi organismi -veri e propri espropriatori di domocrazia- si sono dati e che non sono propriamente benessere e prosperità per tutti.
Intervista di mARIO mONTI: 
“Naturalmente io ho una distorsione che riguarda l'europa, ed è una distorsione positiva che riguarda l'europa. Anche l'europa... non dobbiamo sorprenderci che l'europa abbia bisogno di crisi e di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell'europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle, perchè c'è una crisi in atto, visibile, conclamata. Abbiamo bisogno delle crisi...”
dunque: cessione di sovranità nazionale. “è difficile rieducare gente allevata al nazionalismo all'idea di rinunciare a parte della loro egemonia a favore di un potere sovranazionale”;
bisogno di crisi, le crisi fanno bene, perchè aumentano il “costo psicologico del non fare”. Non si tratta di una eresia. Milton Friedman premio nobel per l'economia nel 1982; il fondatore del “moderno liberismo” e dei “Cicago Boys”; esegeta moderno del libero mercato, ha già espresso un concetto simile: “Le crisi, i disastri e le guerre rendono il politicamente impossibile in politicamente inevitabile”.
Milano Finanza, che sicuramente non è un giornale "eversivo", sosteneva che il lancio di svendite dei titoli btp, dei titoli di stato italiani, è partito proprio da goldman sacks. La svendita dei btp è come la svalutazione della Teldar cart, è come mettere in crisi un paese a livello finanziario, e ciò è avvenuto, secondo Milano Finanza, il 10 novembre 2011. mARIO mONTI è stato nominato senatore a vita, passaggio fondamentale per poter diventare successivamente pRESIDENTE del cONSIGLIO, proprio il 9 novembre 2011 in tutta urgenza con lo spread in "ascesa inarrestabile". si deve trattare di coincidenze.
Parole di due commentatori significativi del gruppo bildenberg.
“i membri di bilderberg stanno costruendo l'era del post nazionalismo, quando non avremo più paesi, ma piuttosto regioni della terra circondate da valori universali, sarebbe a dire un'economia globale, un governo mondiale e una religione universale, e per essere sicuri di raggiungere questi obiettivi i bilderberg si concentrano su un approccio maggiormente tecnico e su una minore consapevolezza da parte del pubblico in generale. David rockefeller, sempre lui, bilderberg di razza, scriveva nelle sue memorie nel 2002: “alcuni credono che faciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia come internazionalisti e di cospirare con altri nel mondo x costruire una più integrata struttura politico economica. Se questa è l'accusa, io mi dichiaro colpevole e sono orgoglioso di esserlo.”


mercoledì 13 giugno 2012

eyes wide shut
"Ora a me interessa questo sesso,
 come, appunto interessa a De Sade, 
 per quello che è, 
ma nel mio film tutto questo sesso 
assume un significato particolare 
ed è la metafora di ciò 
che il potere fa del corpo umano, 
è la mercificazione del corpo umano, 
la riduzione del corpo umano a cosa."
P.P.Pasolini.

La società dicotomica sta alla domocrazia
come pornografia sta all'"amòre" libero.

Letto in giro recensioni su film, alcune da parte di "critici accreditati", altre di "giovani talenti" con la voglia di "emergere", il terzo gruppo di recensioni è quello degli affascinati affabulanti, sempre sospesi tra sogno e "reale" -ammesso che "reale", a questo punto del percorso (growth path),  possa ancora significare qualche cosa-, in un limbo sperduto che cerca disperatamente di dire qualcosa di velatamente significativo e "ficcante".
Tutti, a prescindere da estrazione, luogo ed età anagrafica, insistono sul "sesso"... con sfumature diverse, ma pur sempre ....sesso. Non sarà  che "essendo la libertà sessuale concessa dal "potere",  ognuno è nevroticamente obbligato a farne uso"?
È strano, ma leggendo queste recensioni ostinatamente viene in mente: "probabilmente abbiamo visto, con lo stesso titolo, lo stesso regista, gli stessi attori, un film diverso... estremamente diverso".
sesso? ma quale sesso. semmai rapporto potere-sesso, molto più vicino alle tematiche sviluppate da Pasolini sullo scempio che il potere opera sui corpi. Si avvicina molto a "Salò o le centoventi giornate di sodoma"; più vicino alla Goldman Sacs; più vicino al Gruppo Bilderberg; Più vicino alla mutazione e mutilazione antropologica indotta dal consumismo inconsapevole e sfrenato; testimonianza estrema de "la riduzione del corpo umano a cosa".
Il regista, con notevole capacità divinatoria, mostra la fine della domocrazia  e aspetti essenziali della nuova "società dicotomica": una fusione esclusiva tra il potere esecutivo, banche e multinazionali che lasciano "fuori" tutti gli altri -i potenzialmente "sacrificabili"-, inclusi i settori della borghesia medio-alta.

lunedì 11 giugno 2012

A come Amòre
L'amòre è un trucco, una variabile aggregata, e come tutte le variabili aggregate è "falsa". È un'etichetta-obiettivo che si da a cose diverse.
Analisi: il termine amòre si riferisce, indifferentemente, all'amòre, sacro, di un genitore verso i figli o all'amòre "fraterno" (già più ambiguo del fratello verso il fratello o la sorella), all'amòre verso Dio. Poi c'è l'amòre che lega un uomo a una donna. È di questo che tutti parlano. Un turbinio di possesso, gelosia, ormoni e piccole meschinità in cui è difficile vedere chiaro. Si tratta di un trucco multidimensionale, che, pur se turcco, può assumere caratteristiche tragiche o da operetta, ma che normalmente è un cappello che nasconde qualcosa d'altro. Nasce in condizioni particolari di infermità - sostituzione di un oggetto con un altro. A questo insieme eterogeneo di elementi si da un nome: amòre. L'amòre come Dio è uno e trino. Solo che nel caso dell'amòre questi elementi sono nettamene separati, distinti e in conflitto tra loro. Se le cose stanno così perchè ogni menestrello dotato di un briciolo di talento e rimario accluso ne canta le "magnifiche sorti e progressive"? perchè ogni donna, a prescindere dall'età, dall'intelligenza e da quanto è credulona, aspetta il suo personale "principe azzurro"? chiunque abbia capito come funziona, cioè si sia accorto che a un certo punto, per quanto grottesco, buso e tragico possa essere... ad un certo punto la vita termina, sente forte e impellente il bisogno di procreare, di lasciarsi dietro almeno un pezzettino della sua vita in senso lato, "biologico" e "spirituale". Infatti che che se ne dica i figli sono inquietantemente simili ai genitori, non solo "fisicamente" ma anche nell'inclinazione del sentire, nell'aspetto intellettuale, emotivo e spirituale. Gli ormoni spingono ad aprire le braccia follemente e ciecamente verso qualcos'altro che non si conosce a fondo, ma che rispetta alcuni requisiti formali che vanno al di là della comprensione cosciente. Per la donna il suono della voce, la sicurezza, la spigliatezza nell'atteggiamento e nei comportamenti e la capacità di dominare l'ambiente circostante e la "solidità della posizione" sono i fattori di gran lunga più importanti.
Non si può non pensare a G. Cooper o a R. Valentino con un sorriso ironico, eppure, nonostante gli atteggiamenti e i comportamenti degli del migliore pagliaccio del circo, smuovevano, nell'animo femminile quel non so che... Risvegliavano l'antica tensione all'accoppiamento, l'intero apparato ormonale femminile. Solo così si spiegano le scene di disperazione ai loro funerali. Erano l'equivalente generale universale - archetipo - del "principe azzurro".
Negli uomini gli aspetti formali sono, manco a farlo apposta, le forme, l'atteggiamento dolce e remissivo, capace di risvegliare l'istinto protettivo maschile o le immagini materne.
Ecco perchè biondone supercarrozzate o morettone procaci con atteggiamenti da barbie sono capaci di creare dal nulla una "lotteria", peraltro truccata, che le  assegnerà ai rari "fortunati" con i "numeri e i portafogli giusti".
Pulsioni e suggestioni ancestrali sfuggono continuamente al controllo cosciente di esseri "superiori". Ed è per questo che dopo qualche anno di vita comune, ogni individuo con una dotazione intellettuale minima, si chiede continuamente "perchè"? e sogna la propria libertà.
Questi elementi però da soli non bastano a spiegare l'enorme castello in aria costruito sull'amòre. Se l'impulso è solo l'accoppiamento, perchè deve durare per sempre? Il fatto è che le cose possiedono sempre una propria dinamica e si complicano da se.
Il cervello, quella macchia rugginosa, scricchiolante, opera costantemente "sostituzioni". Se la singola esistenza non è in equilibrio; il sesso insufficiente; la vita sociale o affettiva insoddisfacente; non si sfoga sufficientemente l'aggressività; si operano sostituzioni. Il cibo è il succedaneo mentale per eccellenza. L'amòre è l'altra gamba della sostituzione. L'amòre è il succedaneo principale del bisogno ancestrale della tribù di appartenenza. L'uomo non è un "animale sociale", è un animale a socialità limitata, e da quando i legami tribali sono venuti meno, il rapporto esclusivo, scl-erotico uomo/donna e la famiglia ne è divenuto il succedaneo. 
L'amòre tra uomo e donna, da fatto temporaneo ed "accidentale" è divenuto "eterno", dovrebbe sostituire i legami tribali e la dinamica di gruppo. Solo che l'amòre, quel povero passeggero transitorio nell'orizzonte temporale vitale, è inadeguato a sostenere un ruolo così importante. Quel che c'è tra un uomo e una donna e i legami familiari sono un ambito troppo ristretto che diventa in pochissimo tempo oppressivo e soffocante. È così che questo secchio pieno di vermi esaurisce tutte le sue "meravigliose" proprietà e diventa una trappola che imprigiona tutti i membri che sono coinvolti e procura ferite che qualche volta fanno fatica a rimarginarsi.

domenica 3 giugno 2012

Goldman Sachs
Gruppo Bilderberg

venerdì 25 maggio 2012

Dichiarazione d'intenti

Sono stato ad un convegno... uno di quelli faziosi ed estremisti.... come sempre... e per tutto il tempo nella mia testa un ritornello "molesto" impediva la benchè minima concentrazione. "Ridatemi il cervello che basta alle mie mani"... È allora che ho capito. Non voglio scrivere un cazzo di niente - nessuna elaborazione teorica -, nonostante abbia delle cose da dire... perchè è stato già tutto scritto. Voglio prendere ad esempio il subcomandante MARCOS che non è "il capo" e che non mostra nemmeno il suo volto al fine di evitare, ritengo, in un'unica radice - la radice del potere - le proprie pulsioni compulsive di autoaffermazione leaderistica dell'io invischiato nella palude di relazioni che necessariamente e a prescindere dal singolo individuo, - a questo stato delle cose - si scatenano attorno al potere del "capo" e di subordinazione e gregarietà in quelli che lo stanno a sentire. Vorrei solo mostrare, in maniera anonima, quello che si può fare, facendo solo affidamento sul fatto che "l'acqua" non si può fermare. In un paese di aspiranti scienziati, poeti, artisti, registi, attori, calciatori professionisti, operatori dello spettacolo, cantanti, ballerini, banchieri, multinazionali e top manager di multinazionali, super mega direttori, veline, politici di qualunque livello con la vocazione a coltivare solo ed esclusivamente il proprio interesse, appartenenti a strani club esclusivi e privati il cui intento msnifesto è il destino del mondo facendolo sembrare assolutamente necessario e in barba alla cosiddetta "domocrazia rappresentativa"..., vorrei essere un semplice produttore capace di essere totalmente in sintonia con l'ambiente, senza per questo diventare uno di quei "bonzi" che coltivano il proprio orticello con tecniche più o meno "biologiche", ben sapendo che la merda arriverà - e di fatto è già arrivata - anche nel loro piccolo spicchio di mondo che credono di essersi ritagliati. La merda, come l'acqua, non la puoi fermare.

sabato 12 maggio 2012

Radice del Potere
potere  asintomatico, uni-verso senza retroazione in contrasto con relazione che,  sempre, necessariamente, si deve instaurare tra dominatore e dominato.  È rapporto sempre presente di entità aliene.  Permea la continua mistificazione e ricomposizione. Composizione e scomposizione plasmano. 2 entità astratte costrette a convivere in un corpo solo. non c'è mai l'uno senza l'altro. No intellettuali, non scienziati, no sapienti. Elaborare senza alcun piacere concetti: da ingurgitare ad intervalli continui, regolari, eterni; da cagare di continuo, con retrogusto avariato che continuamente viene su come impellente rigetto.  pa pa pa papapapapapa. pa pa paapppa pap ppa papa 
E da lontano si intravede, mentre, malignamente sorridente fa capolino da dietro un angolo, la convinzione che non c'è niente d'altro.

lunedì 7 maggio 2012

Bersani, ipotesi suicida:

"È possibile battere la destra".

domenica 6 maggio 2012

(23/03/2012) Garantisti ai Margini
C'è uno che mi guarda dai manifesti in palese contrasto con il divieto di affissione. Avrebbe voluto chiamarsi Dario! È un'ombra. Avrebbe voluto fare l'astronauta, ma non è mai nato perchè qualcuno ha deciso per lui.
Frazione fottuta del genere umano scisso, anzi multiplo, anzi schizzato, capace di garantire diritti potenziali di "nascita" ma non di cittadinanza... garantisti ai margini la cui "scienza" e "coscienza" si esplica e si limita solo all'"inizio" e alla "fine", Nel mezzo invece viene assalita dal morbo di Parkinson  che impedisce di parlare e di esprimersi... Tutto quel che riesce a fare è spendersi per chiedere garanzie sui diritti del nascituro e accanimento terapeutico. La notevole "energia" di cui sono dotati si esaurisce tutta in determinati istanti temporali. il resto viene lasciato in balia di "precarietà" e malattie indotte.
Certo, come non comprendere gli ipotetici Darii e la loro passione per l'astronautica, come non essere lacerati dal saperli sospesi nel limbo di quelli mai nati, però ci sono anche io, clone come tanti altri, insieme a quelli che sono nati. Anche noi ci guardiamo, vivi, vitali e reali, riconoscendoci l'un l'altro, un riflesso distorto come davanti a uno specchio, medium necessario per arrivare al '"terminatore", la linea che separa la luce dal buio'. "Cose",  "Oggetti" metropolitani alienati che non riescono a vivere tranquillamente e dignitosamente e muoiono da stronzi, in un solo colpo di lavoro o lentamente tra atroci sofferenze. "Enormi pascoli rosa" si guardano, e si riconoscono in un prisma capace di scindere il singolo raggio di luce, dai tram, dalle metropolitane, dalle auto. Corpi imprigionati in scatole di metallo/vetro/plastica, capaci, come pochi, di ammorbare l'aria. Non sono in grado di modificare la loro esistenza. Anche loro sembrano parlare, anche loro, probabilmente, avrebbero voluto fare gli astronauti, invece sono forzati precari part-time a meno di 400,00 euro mensili, anche perchè in questo cazzo di paese, nemmeno ipoteticamente, nemmeno conoscendo gli stessi che conosce Brunetta (che non è una ragazza carina di capelli scuri, ma un orrido nano), si può diventare astronauti. Noi siamo nati, ma, ogni tanto, desidereremmo non esserlo.
Urliamo isterici che non vogliono vivere dentro "case" che "puzzano sempre di cesso". Si, sembriamo parlare. Basta andare nelle corsie d'ospedale o in ogni casa dove o si ricorda qualcuno morto per cancro o qualcuno che sta morendo. Loro, forse, non volevano fare gli astronauti, avrebbero voluto vivere, magari, anche in dignitosa povertà, senza essere costretti a mangiare e bere e respirare ogni fottuto giorno che dio ha messo sulla terra merda. Avrebbero voluto non guardare con sospetto ogni cibo e chiedersi "chissà da dove cazzo arriva"... "chissà come cazzo è prodotto"... "chissà se è saggio as-saggi-arlo". Probabilmente avrebbero voluto o vorrebbero, a seconda dei casi, ad un certo punto della vita, concluderla dignitosamente, ma è vietato. Commetterebbero peccato. "La croce più grossa la porta sempre il più debole e sofferente": bisognerebbe marchiarlo a fuoco su ogni superficie visibile o nascosta; chissà se commettono peccato pure quelli che gassificano le "enormi, patetiche masse", o quelli che costruiscono gli inceneritori o quelli che, contro ogni ragionevolezza, ostacolano la raccolta differenziata e "spingono per costruire mega discariche, quelli che non vogliono una produzione di energia capillare,  diffusa e "pulita" perchè non vogliono persone energeticamente e mentalmente indipendenti ed autonome; quelli che sono capaci di impedire la coltivazione di piante per poter privilegiare produzione di materie plastiche con il loro carico pestilenziale; quelli che con il loro bisogno di denaro stanno producendo danni enormi e, probabilmente, irreparabili al "sistema terra" nel suo complesso; quelli che per guadagnare i soliti sporchi trenta denari produrranno l'estinzione della vita sulla terra (forse estinzione no, ma sicuramente "drastico ridimensionamento" di tutte le forme di vita animale e vegetale, e prima di tutto quella umana); quelli che dopo aver abbondantemente saccheggiato il pianeta, magari si trasformeranno nei boia di una bella fetta di genere umano sfornando qualche bel virus o batterio capace di colpire selettivamente solo certi "target"; quelli che faranno rimpiangere i nazisti come "artigiani dello sterminio". Si direbbe di no. Nessun bel manifesto li accusa; nessuno, con lo sguardo perso a rincorrere la propria vita tra flutti di vomito frutto di coglioni chiamati uomini, li condanna. Si tratta di -gli stessi che scrivono manifesti e inneggiano agli astronauti Darii mai nati - attempati e azzimati signorotti senza un cruccio e che magari ogni giorno si confessano e che magari sono convinti che dopo questa vita di rapina li attenda un'altra migliore che li premierà per quanto hanno "realizzato". si danno da fare come ossessi, - piccole formichine bastarde - come finanziatori di manifesti di propaganda e tesaurizzatori di biglietti di prima classe di ogni tipo e specie, certi che prima o poi li useranno. Convinti che si possa acquistare anche una voluttuosa e sensuale "particola" di paradiso semplicemente mangiandola. Di certo questi individui dotati di benevola miopia, avendo molto da farsi perdonare, portano con se, anche, tra altre varie  e variegate cassette degli attrezzi sempre ben accuminati ed oliati a dovere, un prete, un personal trainer dell'anima, unico dipendente assunto con contratto a tempo indeterminato. In fondo c'è da capirli, tanto gravi sono i "peccati" che commettono contro l'umanità che sarebbe intollerabile il peso di un giorno intero senza confessione. Persone previdenti e razionali secondo la classica definizione marginalista e liberista. Anche per l'anima hanno adottato un "ciclo continuo a qualità totale". Pacchettizzano e modularizzano i loro peccati in transito per le loro animacce nere e li mandano in discariche od inceneritori, regolarmente e perfettamente legali ed è così che tornano lindi, pinti e puliti, pronti per altro scempi quotidiani.
Caro ipotetico astronauta Dario, piccolo d'uomo mai nato, ti assicuro che la mia pena per te è tanta, ed anch'io sogno - vorrei - un mondo senza aborti, però pure tu dovresti venire giù da quei fetidi manifesti e prendere a calci nelle palle, quelli che ti hanno strumentalmente "appeso",  steso come uno straccio ad asciugare.


martedì 24 aprile 2012

Stamattina, mentre leggevo i quotidiani, pensando allo sguardo da pugile intronato di mONTI e alla rassegnazione, ormai cronica, degli iTALIANI, mi è venuta in mente la vecchia storia di totò (il popolo iTALIANO) che incontra un energumeno (il governo mONTI) che lo carica di mazzate.

"Chissà 'sto stupido dove vuole arrivare"


http://youtu.be/fTPA9LeHCc8

martedì 17 aprile 2012

Rapa Nui - Esempio notevole di "Diseconomia Esterna"
perchè la popolazione dell'Isola di Pasqua ha abbattuto tutti gli alberi dell'isola e, dunque, ha messo a rischio ADDIRITTURA  la propria sopravvivenza?
Facile, qualcuno ha detto  loro che facendosi i cazzi propri si persegue l'interesse generale.

martedì 3 aprile 2012

"We don't need no education
we don't need no thought control
No dark sarcasm in the classroom
Teachers leave the kids alone
Hey teacher leaves the kids alone
All in all it's just another brick in the wall
All in all you're just another brick in the wall"