venerdì 30 novembre 2012

Essere Ottimisti
(magari non come quelli
che vanno nel supermercato
degli elettrodomestici),
ovvero quel che si contrappone,
come ideologia individualista,
agli Indios del Chapas.
Perbacco, ma io sono ottimista..., più ottimista di un paguro in cerca di casa che all'improvviso trova una bellissima conchiglia vuota. Altrimenti, come tu ben dici, "non avrebbe senso neppure scrivere". Sono ottimista perchè, nonostante tutto, sono disposto a "ricominciare daccapo"; perchè, me ne impippo della caduta del muro di Berlino, o del fatto che la Cina da paese socialista si sia trasformato, come per una sorta di incantesimo del mago d'oz, in paese a capitalismo "giovane", in quel tipo di capitalismo che riesce ancora a produrre merci che garantiscono retribuzione del capitale o del fatto che tutte le ipotesi strategiche a sinistra, da quella socialdemocratica a quelle più estremiste, sono miseramente fallite, però un conto è essere ottimisti un conto è chiudere gli occhi su quel che accade intorno a te. È necessario, anche se può essere doloroso o fastidioso, dare conto di quel che accade non tanto -naturalmente anche quello- nel mondo delle scempiaggini, delitti, misfatti o atti da criminali di guerra che compiono i quattro padroni del mondo, ma delle trasformazioni "anomale" che sorgono e si installano come tumori maligni nelle persone "normali", mediamente medie che compongono le mediamente medie società avanzate in cui io, purtroppo, mi trovo immerso e che, guarda caso, sono proprio quegli elementi che si contrappongono al tipo di società a cui mi sento legato e che in qualche modo ritrovo, ad esempio, negli Indios del Chapas.
Effetto abbagliante.
Quel che è possibile notare in prima battuta, ha una similitudine con quel che succede ad un animale mentre sta attraversando una strada e si viene a trovare nella traiettoria di luce dei fari di un'auto. Non fugge, si rannicchia, rimane fermo e tremante in attesa di essere travolto. Si dice, giustamente, che è abbagliato, perchè sono le luci che determinano quel suo stato di l'immobilità. Ecco questo effetto "abbagliante", lo sbrilluccichio di merci perlopiù inutili il cui scopo reale è ingolfare e rendere tossica l'esistenza dei singoli individui e la chimera di una vita da trascorrere tra agi, mollezze ed opulenza, conseguente ad un facile e rapido arricchimento -e che non ha importanza se ottenuto passando sui cadaveri o procurando negli altri malattie terribili o morte-, si può riscontrare anche nelle persone. Le persone risultano abbagliate, sembrano incapaci di sottrarsi al seducente ed irresistibile "effetto monetario". Si tratta di un'idea maligna che si insinua di soppiatto nelle menti e produce danni colossali. L'idea, una affascinate e luccicante esca che contiene solo ami e insidie, dell'arricchimento veloce, dell'accantonamento rapido di denaro, tanto accattivante quanto vuoto e vano. Bisognerebbe spiegare che il denaro, in fondo è solo carta straccia, e che "l'arricchimento" non è una soluzione realizzabile, o almeno non lo è per tutti quando e se si decide di "correre da soli", ma solo per una ristrattissima cerchia di persone specializzate nell'arte dei salassi. Perchè le persone sono attratte irresistibilmente da questa idea e sono disposte praticamente a tutto per realizzarla? Non sono immuni da questa ossessione per l'arricchimento facile nè, ad esempio, gli abitanti delle "favelas" sudamericane, nè le classi medie di tutto il mondo. Si tratta di una "aspirazione" universale. Sembra che nasca quando vengono meno i legami di appartenenza alla propria comunità di riferimento, che so... la classe, la comunità agricola... Ha come levatrice la disperazione e la realizzazione che si è soli ed in balia di forze indifferenti, terribili e crudeli che possono schiacciarti senza alcuno sforzo ed in qualsiasi momento.
È allora che prende corpo l'idea, come via di fuga perlopiù immaginaria, dell'arricchimento veloce a tutti i costi e senza scrupoli come tentativo di porsi al riparo da tale forza incontrollata.
Individui isolati e comunità territoriali.
La società industriale si basa, fin dalla nascita, su comportamenti individualistici che mirano scientemente al perseguimento dell'interesse personale, perchè -nella metafisica ideologica del capitalismo- così facendo si "persegue l'interesse generale"!!! Ovviamente si tratta di una sciocchezza. Si può dare del capitalismo anche una versione disecologica. Il capitalismo, proprio perchè si basa sul ripudio dei legami di comunità a vantaggio dell""iniziativa individuale" e contro le comunità, nasce, si sviluppa e "crea ricchezza", da sempre, a scapito dell'ambiente e degli altri individui. Consegue, da sempre, considerevolissimi vantaggi individuali a scapito di degrado ambientale e conseguenti costi -non solo economici- che vengono ripartiti su tutta quanta la collettività. Si tratta delle famose "diseconomie esterne", la faccia oscura del profitto.
Senza l'aggregazione di individui isolati in comunità radicate nel territorio non è possibile immaginare nessuna alternativa all'agghiacciante incubo rappresentato dalle società attuali. Ascanio Celestini, un pò di tempo fa rifletteva sulla "trasformazione" subita nel passaggio da "pubblico" a "privato". Rifletteva sul fatto che molte cose che prima si facevano nel pubblico, adesso si ricercano nel privato. Aveva ragione Romero... siamo tutti Zombi attratti dai luoghi che maggiormente frequentiamo. Qual è il luogo di "socializzazione" principale nelle società industriali e a cui tutti gli altri popoli esclusi "dalla società dei consumi" aspirano? Il supermercato. In questo luogo reale quanto immaginario ed ideologicamente schierato, però, accadono cose magiche e misteriose, si sperimentano mutazioni perfino della scienza ufficiale capaci di aderire perfettamente, come un abito confezionato da abilissimi sarti, alle "fattezze" del "consumatore"... nel supermercato - scientemente concepito per questo scopo- "uno più uno, non fa mai due", rimane sempre uno. Basta poco per essere -non pessimisti ma- terrorizzati testimoni del disfacimento della società. Nelle piazze, nei giardini nelle vie ci sono solo extracomunitari, persone non ancora del tutto lobotomizzate, che ancora hanno un orizzonte "comune", "pubblico". Si incontrano ancora italiani per le strade, ma sono sempre occupati, affaccendati e preoccupati di dover andare da qualche parte che si configura, comunque, come "privato". Il loro orizzonte non comprende più ciò che è pubblico e con ciò stesso l'idea di una società diversa. Possono avere case bellissime e grandissime o "villette a schiera", tutte deprimentemente uguali, oppure appartamenti sul modello degli alveari dotati di tutti i "comfort", ma come dice sempre Celestini, si tratta comunque di prigioni, perchè se l'orizzonte è individuale, privato, limitato, per quanto grande possa essere "limitato", si sta, comunque, pur se dorata e gradevolmente piacevole, in una prigione, dentro steccati e recinti che si sono installati permanentemente soprattutto nella mente -e da cui, dunque, è impossibile evadere- degli esseri umani degradandoli a cose, alle "merci" inutili, colorate, patinate e sbrilluccicanti -valori di scambio... "potenza formale del confine"- a cui tanto aspirano. Celestini è convinto che attraverso la "costrizione" e la, conseguente, lotta si possano "tirare fuori" le persone da quella specie di incubo in cui, in parte, si sono volontariamente cacciate. Questo può essere vero, ma solo temporaneamente. Solo l'affermazione di un sistema -economico- di vita in cui la condivisione e l'orizzonte pubblico sono totalmente ripristinati, può modificare tale stato in maniera duratura. Le persone, invece, e in particolar modo, le persone giovani, sono tutte chiuse in un bozzolo -confinate tra "studio, computer, giochini idioti e film capaci di far impallidire quelli dell'orrore"-, nel loro individuale e personale orizzonte privato, completamente chiuso e deserto. Stiamo sperimentando una nuova e più terrificante mutazione antropologica di quella, evidenziata da P. P. Pasolini, "consumistica". Le persone, trasfomate in gradevoli e perfette bambole di gomma, non si incontrano più fisicamente, non frequentano più il campo di calcetto -semmai vanno ad una "scuola calcio" a pagamento, luogo a metà strada tra pubblico e privato, ma con finalità sempre e comunque privatistiche- non giocano (o si intrattengono) più per la via e nella piazza. Si conoscono tramite dispositivi elettronici e magari, forse, si vedono combinando un appuntamento convinte di incontrare chissà quali geni o esseri eccezionali, non rendendosi conto che si tratta della stessa merda che potrebbero incontrare facendo quattro passi. Basta andare in una piazza o su un tram per vedere persone che si scambiano "messaggini" o che fanno parte, e si sentono intimamente parte integrante, di una "comunity" "virtuale" ed in questo ambito "espletano" -sarebbe meglio dire evacuano- il loro essere sociale ... Questa si che è pornografia pura!... ulteriore "obiettivo ipertrofico implementante le magnifiche sorti e progressive"... Poi magari si incontrano pure e magari -nevroticamente costretti da quel che è stato loro concesso- si sfregano un pò, ma non fanno l'amore, sono comunque rinchiusi nel loro bozzolo individuale in una specie di terrificante versione reale del film "Matrix", usano l'altro come "strumento masturbatorio" -l'equivalente di essere catturati da una di quelle macchine per la ginnastica passiva-, ma si tratta solo di sport in cui ognuno è concentrato solo sui propri "addominali" e l'altro assume la forma di uno di quegli strani strumenti che si possono tranquillamente trovare in una qualsiasi palestra di periferia. La "società dicotomica" che si nasconde sotto le spoglie di quella "sussidiaria" sta avanzando in maniera travolgente, monetizza perfino i sentimenti, e sembra affermarsi senza trovare alcun ostacolo, ma nel fare ciò sta lasciando dietro di se enormi spazi pieni di macerie. È in questi spazi che è necessario collocarsi, provando (ed in ciò consiste il mio ottimismo) a sviluppare una società di liberi ed uguali.
Tutto cio non è "pessimismo", ma osservazione di quel che matura nel reale, ed io sono "ottimista" proprio perchè nonostante questa terrificante e nauseante merdazza, continuo nella ricerca di una società altra.

lunedì 26 novembre 2012

logica del cento, ovvero ricetta per la felicità
Ho un solo sogno: avere per soffritto il cielo!
Avevano ragione i Maya!
Ad un certo punto della storia i Maya abbandonarono le grandi città e si raggrupparono in agglomerati più piccoli, pur mantenendo, tra questi, stretti contatti, pur continuando a mantenere una visione d'insieme. I Maya avevano capito che non hanno senso i grandi agglomerati... semplicemente non sono a misura d'uomo. Il premio nobel H. Simon, con un migliaio di anni di ritardo, nella sua "Teoria dell'organizzazione", seppur incidentalmente, ribadisce un concetto simile. Oltre le 100 unità una organizzazione (intesa in senso lato), qualsiasi organizzazione, si frammenta in sotto organizzazioni. Il cervello sembra avere un limite nella capacità di intrattenere e gestire continuativamente rapporti con alte entità, più o meno intelligenti, e questo limite sembra essere 100. 100 deve essere un numero magico, ma cosa rappresenta? Sembra un numero scolpito a fuoco vivo nel cervello umano. Sembra avere a che fare con la dimensionalità, genetica, della mente umana. 100, le dieci dita di dieci uomini, a ben pensarci, non è altro che il numero degli agglomerati primitivi... le "tribù primitive" a cui il cervello umano sembra biologicamente e geneticamente legato in maniera inscindibile. È per questo che sembra possibile dire che l'uomo non è un "animale sociale", ma un "animale a socialità limitata". Vivere in comunità "idealmente poco numerose" radicate sul territorio al punto da essere indistinguibili da esso e condividerne le sorti, è un elemento di benessere per gli uomini, ma non l'unico. Occorre che questi agglomerati si "sintonizzino" su una comune lunghezza d'onda, riproducano quello che nel Film "Avatar" è il legame che i singoli individui, attraverso un'"appendice" sinaptica, avevano con il "resto del mondo". Solo così è possibile dire "niente per me, tutto per noi", e bene fanno gli Indios del Chapas a tentare di far capire a dei sanguinari ignoranti senza speranza che è necessario, per il bene dell'umanità e del pianeta pensarsi non come individui, ma come collettività. Tutto, in questo segmento di umanità và in questa direzione. Anche il "subcomandante" - e a partire proprio da SUB- Marcos che non mostra nemmeno il volto, perchè non vuole che si confondano il piano individuale e collettivo e che lui rappresenta solo ed esclusivamente il secondo, anzi è definito, come entità individuale proprio nella dimensione collettiva. È così e solo così, accoppiando questi due elementi, che gli uomini possono sperare in uno spicchio di vita dignitosa e felice, facendo in modo che le singolarità siano espressione, esattamente, della vita collettiva, senza che questo significhi costrizione. Esiste una dimensione in cui tutto ciò è possibile, ma questa dimensione è preclusa agli "occidentali", le famose e famigerate società sviluppate, -una "nuova, inedita" specie di "paradiso perduto"- i cui membri vivono da troppo tempo nella fogna dell'individualismo che è stata capace di eliminare in maniera definitiva ed irreversibile i legami di comunità. Il vivere tappati dentro buchi maleodoranti, uno a fianco dell'altro senza sapere nulla l'uno dell'altro, è un potente acido, capace di corrompere perfino i metalli più duri e preconfigurare l'unica società compatibile con un individuo isolato, abbrutito, psicotico: la società dei serial-killer di massa, dei "distruttori" in senso lato... distruttori di se stessi, degli altri, del mondo circostante.
"Singoli Individui" e livello aggregato.

Alievo: "Maestro cosa pensano
gli uomini della guerra e
soprattutto perchè la fanno"

Maestro: "se tu chiedi ad un 'uomo',
ad ogni 'uomo' preso 'singolarmente',
cosa pensa della guerra,
ti dirà che ne ha orrore,
ma ciò nonostante la guerra è
una costante ineliminabile
dell'attività umana.
L'errore consiste nel chiedere
'singolarmente' ad ogni 'uomo'
cosa pensa della guerra,
perchè la guerra è una
variabile aggregata che poco
a che fare con le singole 'individualità'."

domenica 25 novembre 2012



http://youtu.be/8so-xyKyJ-A

What A Wonderful Word
I see trees of green, red roses too
I see them bloom for me and you
And I think to myself, what a wonderful world

I see skies of blue and clouds of white
The bright blessed day, the dark sacred night
And I think to myself, what a wonderful world

The colours of the rainbow, so pretty in the sky
Are also on the faces of people going by
I see friends shakin' hands, sayin' How do you do?
They're really saying I love you

I hear babies cryin', I watch them grow
They'll learn much more than I'll ever know
And I think to myself, what a wonderful world
Yes, I think to myself, what a wonderful world

Oh yeah

sabato 24 novembre 2012

In attesa del partito nuovo.
Occupare il "fianco sinistro" del M5S
nella battaglia imminente tra civiltà e barbarie
(cASTA pOLITICA, gOVERNICCHIO mONTI,
bce, bANCHE, mULTINAZIONALI...).
Frammenti di un "possibile, utopico, evanescente, volatile" programma economico. 
Tanto per fare esempi noti a tutti, si può parlare di:
raccolta differenziata. Innanzitutto va chiarito subito, contrariamente a quella che è l'opinione generale, che la raccolta differenziata costa meno del trattamento dei rifiuti in discarica o in inceneritore. Nonostante il buon senso e tutti gli indicatori economici siano a favore della raccolta differenziata questa stenta ad affermarsi. Solo un iscritto al pd, un cerebroleso, un politico -tra questi la differenza è davvero minima- o un "avvoltoio" (trattasi comunque di un malato di mente) che ha nel profitto, ottenuto a tutti i costi anche a scapito della salute di un'intera popolazione, il suo unico scopo della propria vita, può "preferire" la discarica o l'inceneritore. Tali loschi personaggi non dovrebbero poter gestire la raccolta differenziata, in virtù del fatto che esiste un evidente "conflitto di interesse". In una tale situazione di "stallo" le comunità locali potrebbero, loro stesse, in prima persona, organizzarsi per la raccolta differenziata, avendo, nel M5S la sponda politica. La RD non solo evita di produrre "rifiuti" rimettendo in "ciclo" i materiali che altrimenti finirebbero in discarica o in inceneritore aumentando il degrado ambientale, ma è un'occasione per creare occupazione;
settore dell'energia alternativa (eolico, fotovoltaico...). Potrebbe essere un volano eccezionale di sviluppo e occupazione. Immaginare un tipo di produzione di energia diretta e diffusa, con singole "unità produttive" (case, imprese, ed ogni soggetto concepito e costruito nei "centri motore di sviluppo") che producono la propria energia, la immettono in un "serbatoio" comune e sono comproprietari di una rete di distribuzione bidirezionale che appartiene a tutti. Si potrebbe immaginare il settore di produzione dell'energia come "orizzontale" e "diffuso", dato che è fondamentale non permettere monopolio dell'energia. Produrre la propria energia significa conquistare concretamente la propria libertà individuale e collettiva. Non possono essere "imprese" "accreditate" come enel o acea o"pizza margherita" o qualsiasi altra cosa ad avere il controllo delle energie alternative (che dovrebbero diventare le uniche energie che possono essere prodotte), perchè in questo modo si rendono gli individui, le comunità ed i paesi dipendenti da qualcuno che produce qualcosa di essenziale alla stessa vita e libertà di tutti e perchè anzichè potenziare lo sviluppo di queste fonti di energia, tenterà in tutti i modo di limitarle, essendo per loro natura potenzialmente "orizzontali" e "diffuse".
Tutto il settore dell'edilizia dovrebbe essere rivoluzionato attraverso l'autoproduzione esclusiva di case attive, capaci di generare energia.
Ogni struttura produttiva, ogni casa, ogni impresa deve essere uno scambiatore di energia.
Le forze realmente orientate al cambiamento e al conseguimento di una società ancora capace di progresso sociale, possono utilizzare come uno strumento di eccezionale capacità di sviluppo, il settore verticalmente integrato della cannabis, capace di sostituire totalmente il "petrolio e i suoi derivati"; questo settore apre una enorme opportunità di sviluppo economicamente sostenibile (e, in fondo, di civiltà) ed appetibile, essendo, questo, ancora un settore in embrione, ma capace di esplodere e di mettere in un angolo tutte le produzioni della "chimica lebbra" e di quei settori che incidono pesantemente sull'ambiente naturale producendo inquinamento, malattie e morte.
Invertire la tendenza allo sviluppo tramite il consumismo sfrenato, nevrotico e eteroindotto che produce "oggetti" ("beni" più o meno durevoli) con la data di scadenza come il latte. costruire, al contrario, imprese capaci di produrre beni che non si rompono mai.
I "soliti noti" sono in grado di usare il "lavoro" come arma di ricatto, perchè sono i soli a poterlo, illusoriamente, "offrire" come "ultima offerta  non negoziabile" e da "prendere o lasciare" (secondo l'antico adagio popolare: "o mangi questa minestra o salti dalla finestra"), per "compiere qualsiasi scempio e nefandezza". È possibile, però, concepire e realizzare concretamente un diverso modo di "offrire lavoro", capace di conseguire simultaneamente 2 obiettivi:  una vita dignitosa; togliere la potentissima arma del "monopolio dell'offerta di lavoro" ai soliti quattro sciacalli capaci di tutto per un "po'" di "profitto". È possibile immaginare anche su questo fronte una vera e propria "rivoluzione". Basare le opportunità di sviluppo non sul capitale, ma sulla intelligenza. Non dovrebbe essere permesso l'uso (abuso) del lavoro come arma di ricatto per imporre mostri capaci di devastare il territorio e produrre morte (vedi TAV, PONTE SULLO STRETTO, CENTRALI A CARBONE, NUCLEARI...), il lavoro deve essere un elemento (uno tra i tanti, non l'unico) capace di consentire una vita dignitosa ed in piena armonia e protezione con l'ambiente naturale.
Tutti obiettivi del M5S, tutti pienamente condivisibili, tutti capaci, potenzialmente, di sviluppare un più elevato grado di democrazia "diretta" e "diffusa" ed una economia altrettanto diffusa, capillare e partecipata,  di "trattenere" il reddito prodotto dentro le comunità locali e, più in generale, dentro il "sistema" paese, evitando le strettoie concepite a livello internazionale e capaci di generare solo "controllo" e "catena di comando".
Si tratta di capire come realizzarli. Il sistema della formazione di centri motore di sviluppo organizzati territorialmente che passano dentro le comunità locali è pienamente organico a tali obiettivi e potrebbe configurarsi come un elemento essenziale per la  realizzazione di una società più a misura d'uomo e capace di conseguire quel minimo di felicità tale da rendere dignitosa la vita.
tutto ciò è a portata di mano e immediatamente realizzabile. Si tratta di mostrare,  solo di mostrare, senza bisogno di "inventare" o dire cose capaci di far ammutolire un tale in procinto di essere buttato giù da un aereo in volo, cosa si può realizzare, attraverso questa via  e poi confrontarlo con lo squallore dell'"esistente".
Unica nota dolente. Il M5S (ahimé) sembra essere convinto che tutto ciò sia possibile realizzarlo solo ed esclusivamente attraverso la leva politica, ed è per questo che è sceso in campo nell'"arena" della competizione elettorale. Sembra molto probabile che per questa via non si riuscirà mai ad ottenere alcun risultato, essendo il sistema politico abbondantemente lottizzato -da "funghi, muffe e spore"-, sclerotizzato, diffusamente necrotizzato e al massimo della sua "entropia" possibile e dunque tale da rendere ogni ulteriore tentativo di un suo utilizzo anche al solo scopo "umanitario" ulteriormente peggiorativo.
È per questo che bisognerebbe scendere in campo al fianco -sinistro- del M5S, andando a coprire e sostenere il "quarto settore" -il settore economico-, contribuendo a costruire il sostrato della base economica capace di garantire mutazioni stabili e durature del sistema economico.

mercoledì 14 novembre 2012

Partito nuovo... uomo nuovo. Uomo nuovo--- partito nuovo.
Bisogna togliersi dalla mente che possa nascere un “partito nuovo” che non sia un'organizzazione che si pone come obiettivo il superamento dell'attuale sistema capitalistico. L'attuale crisi è simultaneamente congiunturale, strutturale e sistemica e trae origine e forza dalla impossibilità di retribuire il capitale direttamente nella sfera della produzione di merci. La finanziarizzazione dell'economia ha come obiettivo la retribuzione del capitale, che non ha più sufficiente “alimento” dal settore reale. Pertanto oggi la crisi si configura come crisi dell'attuale sistema economico dominante ed ha come epicentro, finalmente (a meno di una qualche miracolosa risurrezione del sistema stesso, che ha sempre dimostrato una capacità di rigenerazione e mutazione incredibile), il profitto stesso. Chiunque si ponga dentro tale sistema ha già perso la sua “battaglia” per un partito “onesto”, “pulito”, “non corrotto”... il problema è che un partito, qualsiasi partito, in un contesto capitalistico non può non essere “corrotto”, essendo funzionale agli interessi enecessariamente agganciato al mondo dell'impresa capitalistica. Che che se ne dica, e con buona pace degli esegeti del libero mercato, il sistema capitalistico è molto distante dal paradigma della concorrenza perfetta. Si trova esattamente al suo opposto. Ogni impresa per poter vivere ha necessità -estremo bisogno- di stabilire una rete di relazioni il più possibile permanenti e durature, tali da rendere la sua attività il più possibile stabile. All'interno di questa cornice i partiti, tutti i partiti che si muovono nell'orizzonte di questo sistema, sono o divengono, in breve tempo, necessariamente delle “appendici” del mondo dell'impresa.
Esiste un nuovo modo di concepire un partito?
“Un nuovo partito, una nuova forma di organizzazione, in questo momento, sembra essere necessaria come il pane”.
Come dovrebbe essere il partito?
Non credo che si possa ricorrere ai tipi di organizzazioni politiche del passato, riproporre un partito di tipo “giolittiano”/”anglosassone” o un partito “leninista”. Quindi, in tal senso, si tratta davvero di costruire qualche cosa di nuovo.
Che caratteristiche dovrebbe avere?
Certamente non dovrebbe essere un partito di “opinione”, un partito leggero. Al contrario dovrebbe avere una potente rete organizzativa ed una capillarità tale da far impallidire persino i “carabinieri”. Dovrebbe essere presente in ogni paese ed in ogni città, proprio come era presente il vecchio PCI. Strutturarsi secondo comunità territoriali che riproducano in ambito economico l'esperienza del software libero, dotarsi di centri motore di sviluppo economico totalmente compatibili con il mantenimento integrale dell'ambiente naturale. Eliminare totalmente l'idea stessa di profitto, che non significa rinunciare alla ricchezza, ma configurarla diversamente dall'accumulazione di carta straccia. Verificare sul “campo”, selezionare e riprodurre le esperienze economiche significative e valide. Dovrebbe considerare prioritari l'aspetto economico e la tutela integrale dell'ambiente naturale, in quanto componente essenziale di ogni aspetto della vita comunitaria e a partire da ciò fare della dignità di ogni essere umano un principio inviolabile ed inalienabile. Capace di infiltrarsi in ogni interstizio della società e divenire egemone non solo culturalmente ma, soprattutto, economicamente.
Il movimento 5 stelle.
Credo molto nel Movimento 5 Stelle. Condivido quasi tutto il programma di questo nuovo soggetto politico, però sono convinto che, nonostante si tratti di consistenti e rilevantissimi contributi alla realizzazione di un tipo di democrazia diretta e diffusa, non sia sufficiente.
La partita si giocherà essenzialmente sul terreno economico peraltro macroscopicamente truccato. A partire da questo dato di fatto, bisognerebbe costruire una nuova, inedita, forma di organizzazione. A fronte della crisi devastante che attraversa tutto il mondo e che non ha ancora esplicato i suoi maggiori effetti. è chiaro che la credibilità di un (nuovo) soggetto politico sarà necessariamente proporzionale a quello che riuscirà a mettere in campo come nuovo progetto di sviluppo economico capace di bloccare gli effetti della crisi in corso.
Il sistema capitalistico sembra somigliare sempre più ad un “gigante con i piedi d'argilla” e forse sono maturate le condizioni che consentono di assestargli un “colpo di incontro” capace di metterlo definitivamente al tappeto. Il sistema attuale è stato in grado di salvare soltanto banche, multinazionali e poco altro, “gettando a mare” tutto il resto, inclusi i settori della borghesia medio alta. Questo è un elemento inedito della crisi. Il sistema è talmente debole da dover “sacrificare” quel che è sempre stato usato come uno straordinario elemento di “assorbimento” e “contenimento” di tutte le istanze rivoluzionarie. Nel fare questo, però, ha lasciato dietro di se enormi spazi vuoti -che andrebbero occupati immediatamente-, anche perchè convinto di aver acquisito una specie di invulnerabilità a causa di una serie di meccanismi posti in essere a livello internazionale capaci di contenere e controllare le eventuali spinte, vecchie e nuove, verso un superiore sviluppo economico ed una maggiore giustizia sociale. Questo sembra spiegare come mai le enormi mobilitazioni che si sono verificate in Grecia, non hanno ottenuto, almeno per il momento, nessun risultato tangibile. Nessun risultato è emerso da queste enormi “scosse telluriche”, perché nessuno sa dove cazzo andare e come scardinare questi meccanismi che sembrano essere “invisibili ai comuni mortali” ed irraggiungibili, ma che pesano come montagne sulla vita di miliardi di persone. Non si tratta di “tradimento”, o, almeno non soltanto di quello, delle forze politiche che tradizionalmente erano legate agli interessi dei ceti popolari, ma di una impossibilità oggettiva di modificare alcunché all'interno degli schemi tradizionali e di una mancanza di prospettiva dovuta al fatto che ci si sta inoltrando in un nuovo terreno. Sembra necessario scompaginare totalmente lo schema di azione economico-politico andando ad occupare tali enormi spazi vuoti che il capitalismo ha lasciato dietro di se e che a questo punto non sembra più in grado di gestire (sviluppo pienamente sostenibile con l'ambiente, sanità, istruzione, gestione delle risorse necessarie alla vita come il cibo, l'aria, l'acqua...). Ma come è possibile gestire questo enorme e complesso insieme di spazi, beni e servizi potenziali? È in questo contesto che ha senso porsi il problema dell'organizzazione -del “partito nuovo”-, tenendo bene a mente che non sarà più possibile attuare le “solite” “ricette” di “sviluppo economico”, le classiche politiche keynesiane, sia perchè quel tipo di teoria soffre di indeterminatezza, essendo venuto meno il trade-off tra inflazione e occupazione, sia perchè esistono tutta una serie di vincoli a livello internazionale che possono far fallire questo tipo di strategia economica nel modo peggiore, scippando tutto l'incremento di reddito che un singolo paese è stato capace di realizzare (a questo proposito si può ricordare la prima esperienza mitterrandiana) e costringendolo ad un rapido dietrofront. I meccanismi che congiuntamente e in maniera sinergica, nel concreto, impediscono l'adozione di politiche di sviluppo sono:
il vincolo della bilancia dei pagamenti;
l'aumentato grado di apertura delle economie;
la globalizzazione -l'unica!- del mercato dei capitali;
la sincronizzazione del ciclo economico dei diversi paesi;
il modello di sviluppo, universale ed accettato da tutti, basato sulle esportazioni e che poi è stato alla base della crisi del '29 sfociata nella II guerra mondiale;
nel caso dell'Europa, nell'adozione di una moneta unica (il famoso e famigerato EURO) in economie molto diverse e con obiettivi strategici addirittura opposti. Un effetto “moltiplicatore” della crisi in questo continente è stato sicuramente modellare i parametri "dell'unione" sulla base dell'unico paese strutturalmente esportatore.
L'azione di questi nuovi organismi economici -”veri e propri anticorpi capaci di attaccare e distruggere tutti gli agenti patogeni portatori più o meno sani di crisi”- dovrà “raggirare” tali meccanismi e tenere il più possibile all'interno -nel paese, nelle regioni, nelle città e nelle singole comunità- il reddito che queste hanno prodotto ed utilizzarlo come volano di ulteriore sviluppo in una specie di circolo virtuoso che miri a creare e consolidare condizioni di sviluppo economico pienamente sostenibile con l'ambiente e capace di imporre realmente migliori condizioni (ricordando anche che “la quantità non migliora la qualità”) di vita al di fuori dei meccanismi del consumismo e del degradante sviluppo indotto attraverso di esso, giocando da entrambi i lati dell'economia, non solo producendo unità economiche capaci di soppiantare le imprese capitalistiche, ma usando il potere d'acquisto di ogni singolo individuo in maniera, tendenzialmente e potenzialmente esclusiva per far crescere queste nuove realtà economiche.
In ultimo ma non per ultimo non basta mettere insieme, “raggruppare”, fare la sommatoria delle esperienze “alternative” che si sperimentano in campo economico per formare un partito, è necessario che queste esperienze siano cementate da un collante comune, da un comune sentire, da una identica aspirazione e questa non può essere che, di nuovo, l'aspirazione comune ad una società comunista.

domenica 11 novembre 2012



La Strada

sabato 10 novembre 2012

Incoscio conscio, io e super io. Una inusuale ricerca del "Se?".
"... si Mao dice così è perchè non ha capito Freud"
 La qualità della vita è peggiorata - tutt'ora è in picchiata accelerata con leggero avvitamento-, nonostante le analisi tecniche e la delega omnicomprensiva e permanente.
Ho delegato al commercialista la gestione dei miei affari, al legale i rapporti giuridici, al clero i rapporti con Dio..., ma nonostante ciò la vita... la mia vita si è ingolfata in un enorme vortice dal quale è impossibile uscire. Sono un giovane uomo in cerca di "identità", ma potrei anche essere una giovane donna in cerca di "affermazione", tanto ... sarebbe la stessa cosa.
Il prete, il commercialista, l'avvocato... in un gioco delle parti affidano a me la loro psiche sempre in cerca di cosa, ad un certo punto indefinito, ha impedito e menomato e causato involuzione della propria vita interiore... le malattie del fegato, dello stomaco, delle reni, delle vie biliari.
La scoperta di un nuovo blocco emotivo/emozionale è un progresso la cui soluzione è sempre una tappa fondamentale dell'invenzione e ricostruzione del "vero" proprio io. Si tratta di una evoluzione senza fine, di una soluzione insoluta perchè la scoperta di un "blocco" rimanda sempre ad un altro ancora più profondo e complesso e tutta questa attività di ricerca interiore conduce, alla fine, ad uno stato primordiale che confina inevitabilmente con l'ameba. Non potrebbe essere altrimenti al cospetto "della potenza formale del confine".
Non ci sarebbe niente di male in tutto ciò, se non interferisse con l'attività professionale. La ricerca del "se" incide negativamente sul rendimento lavorativo e ha influenze nefaste su quel che ho loro affidato. Il prete, a fronte dei miei peccati, non da più un'assoluzione piena, certa e tangibile, ma cerca di ricondurli alla propria esperienza, rileggendoli in chiave psicanalitica, in un devastante effetto eco al contrario che ogni volta rimbalza e torna indietro ingigantito.
L'avvocato invece di fornirmi assistenza e tutela legale, anche se su questo io qualche dubbio l'ho sempre avuto, si limita a dire "tutto è relativo".
Il commercialista, avvolto in una nube esistenzialista, non fa più la dichiarazione dei redditi e non segue più la mia contabilità, perchè le ritiene amene stronzate. Io, di contro, sono giunto invece alla conclusione che la psicoanalisi è uno strumento inadeguato a risolvere questioni che hanno a che fare con il decadimento dell'intera società. Mi rendo conto, sempre più spesso, della sua inefficacia e inconsistenza e mi diletto nello studio del diritto, dell'economia e dei rapporti con Dio.
Io, a dirla tutta, ho sempre avuto dubbi anche sulla capacità della moderna Psico-Logia di risolvere conflitti e problemi individuali. "la soluzione ottenuta per via psico-coitale porta sempre con se una strana tendenza al suicidio". Comunque qui non si tratta più di traumi subiti in età infantile o di bisogni libidici malamente repressi, che, quando meno te lo aspetti, vengono fuori da sotto il letto come il comune ba-bau della dorata età pre-adolescenziale, anche perchè ormai, già da lungo tempo, non hanno più ragione d'essere. Inoltre studi consolidati hanno dimostrato la loro scarsa influenza nella configurazione psichica di ogni individuo. Ognuno può esprimere liberamente la propria sessualità. È finita, purtroppo da un bel pezzo, l'età d'oro in cui si poteva dare la responsabilità delle costrizioni e degli impedimenti dello sviluppo della propria personalità ai traumi pre o post parto, pre o post infanzia, pre o pro adolescenza.
Ad esempio l'altro giorno ero in metropolitana, sudato e accaldato, quando si è avvicinata una bellissima fanciulla piuttosto discinta che, solleticandomi con l'alito tiepido e la voce roca mi ha sussurrato in un orecchio che mi avrebbe volentieri fatto un "vestito di saliva". Io, lo confesso, nonostante la notevole esperienza in campo psichiatrico, sono violentemente arrossito e, impacciato come un giovane liceale alle prese con la sua prima esperienza sessuale, ho garbatamente rifiutato. Tanto è bastato a scatenare una vera e propria crisi "isterica". Lacrime e urla hanno deformato il bel volto e sciolto il mascara in una maschera grottesca. Alla fine la "signorina" ha preteso l'intervento dell'autorità costituita ed io mi sono sentito un malfattore. Il tutto è finito, si fa per dire, anche perchè a volere essere precisi si potrebbe dire, viceversa, che è iniziato, con una denunzia querela. n111, la graziosa signorina discinta, riteneva che il mio rifiuto le avesse irrimediabilmente compromesso l'equilibrio interiore e minato irrimediabilmente ala fiducia nelle proprie capacità seduttive. Un muro di sguardi di riprovazione mi ha accompagnato fuori dalla vettura, e nessuno si è minimamente preoccupato dei guasti che questa esperienza mi ha causato, quali la diffidenza verso l'altro sesso, la sfiducia verso il genere umano tutto, l'incapacità, per il resto della mia vita, a "lasciarmi andare" e/o la frigidità fisico/emotiva generata dall'evento shock-ante.
L'epilogo, poi, è stato un processo nel quale un P.M., nella sua magnanimità, ha richiesto che rifondessi le spese per un ciclo di sedute psicanalitiche necessarie al ripristino dell'equilibrio compromesso di n111, con il plauso del mio avvocato difensore che si è dichiarato completamente d'accordo con la controparte e anzi ha proprosto, una ammenda ulteriore di 5.800n. Alla fine il giudice, con una sentenza di compromesso, che ha tenuto conto anche delle mie fondate richieste, mi ha condannato a curare n111 gratuitamente, soluzione che mi sono visto costretto ad assecondare di buon grado al fine di evitare sostanziosi esborsi di denaro. Il giudice, sicuramente montessoriano convinto, ha anche aggiunto che in sede di Psico-Terapia, io e la "paziente" impaziente, a scopo esclusivamente terapeutico e per un recupero più rapido e duraturo a favore delle parte lesa, avremmo potuto riprendere il discorso "interruptus" sulla vettura della metropolitana, magari dopo una seduta in sauna. A questo punto ho fatto umilmente notare che i canoni della moderna psicoanalisi  escludono categoricamente il coinvolgimento fisico/emotivo tra paziente e analista, facendo verbalizzare la mia ferma opposizione. Il giudice ha concluso dicendo: "ah, bè allora...".
Comunque a processo finito e a "bocce ferme" il magistrato mi ha richiamato nella stanza "a porte chiuse" e mi ha confidato che secondo lui, che nei momenti di tempo libero, come secondo lavoro, svolge attività di psichiatra, la psicoanalisi è fondamentalmente sessuofobica e repressiva.
"non necessariamente..." ho ribattuto ... "Il fatto è che gli uomini si smarriscono dentro mondi che loro stessi costruiscono. Quelli che hanno capacità di "guardarsi" da fuori sono pochi ed è in uso chiamarli "maestri".

mercoledì 7 novembre 2012

 Scherzi del tempo.

Anziana Signora "democratico-progressista", ex-sessantottina, riflussiva, pentita praticamente di tutto, incline al privato, sostanzialmente in accordo con il concetto di "governance" mondiale, sostenitrice dei "governi tecnici", intimamente convinta che esista una società strutturata che prevede "i monaci, i guerrieri, un apparato digestivo-escretore e chi "sta sotto i piedi": "Quando vedo il film "It's a Wonderful Life" del 1946 diretto da Frank Capra e interpretato da James Stewart, tratto dal racconto The Greatest Gift di Philip Van Doren Stern,  scoppio in pianti dirotti"...

ed io: "Lo stesso a me "Stalingrado" dall'album "un biglietto del tram" del 1975 degli Stormy Six".
... a questo punto l'anziana signora ha mormorato: "oh, Gesù!", e con un tonfo carnoso, è caduta svenuta secca, segno che pure lei conosceva il "complesso".


http://youtu.be/QJynB7MPEuw 


Am I Blue




http://youtu.be/cuu-pEEIfuw




http://youtu.be/g9x9XEWC31g

domenica 4 novembre 2012

Potere Talismanico Del Viaggio.
Ernesto Guevara de la Serna 
partì "Fuser" ed arrivò "Che".

giovedì 1 novembre 2012


Cancro in tutte le lingue del mondo.
Tumor;ورم;ուռուցք;şiş;tumore;অর্বুদ;пухліна;тумор;nádor;肿瘤;腫瘤;timè;הגידול; kasvaja;pamamaga;kasvain;latumeur;tiwmor;სიმსივნის;腫瘍;όγκος;ગાંઠ;ट्यूमर; meall;æxli;ಗೆಡ್ಡೆ;PANUS;audzējs;auglys;туморот;ketumbuhan;tumur;svulst;تومور;;guz;tumoare;опухоль;тумор;nádor;tumör;เนื้องอก;கட்டி;గ్రంథి;tümör;пухлина;ٹیومر;khối
u;
אָנוווקס;kanker;kancer;سرطان;քաղցկեղ; xərçəng;minbizia;ক্যান্সার;рак;càncer;rakovina;;kansè
nan; rak; kræft;
סרטן; vähk; vähk;syöpä;le
cancer;canser; კიბოს;
がん; καρκίνος; કેન્સર;kanker;cancer; ailse; krabbamein;ಕ್ಯಾನ್ಸರ್;vēzis;vėžys;рак;kanser;kanċer;kreft;سرطان;câncer;рак;rakovina;raka;cáncer;kansa;โรคมะเร็ง;புற்றுநோய்;Krebs;క్యాన్సర్;kanser;rák;کینسر;ung
thư;
    ראַק

"Ci troviamo nel bel mezzo di una epidemia. Un uomo su due e una donna su tre si ammalano di cancro..."

"se prendo una pistola e ti sparo è un crimine; se ti espongo a sostanze chimiche che so che ti uccideranno, quale è la differenza?... solo che morirai più lentamente"... Una differenza c'è ed è nelle "curve di preferenza". Infatti preferirei essere sparato piuttosto che ammalarmi di cancro!



martedì 30 ottobre 2012

"a Napolità l'hai sentito er BOOOM?"
Il Dottor StranamONTI
ovvero: come imparare a non preoccuparsi ed ad amare lo spread

...
Qualcuno non è in linea
con il programma "mONTI",
articolazione locale
dei "padroni della terra"?
... lo spread cresce!
Il M5S ottiene risultati
da guinness dei primati?... 
lo spread cresce!
... 

Lo spread, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, è manovrato da quattro loschi figuri che pesano sulle vite di tutti i "comuni mortali" come una montagna.

Dietro tutto questo
c'è un concetto
estremamente semplice
e, soprattutto,
estremamente pericoloso:
esiste un solo modo
di "governare" il mondo.

domenica 28 ottobre 2012

Limiti temporali
Maestro: "cosa pensi in merito al fatto che
la corteccia celebrale frontale
si struttura definitivamente
tra 25-28 anni e
dopo i 40 inizia
il processo di
rincoglionimento?"
Allievo: "mi viene in mente che...
devo darmi una mossa!!!"

venerdì 26 ottobre 2012

"Elettrodomestici"
Marx nei "Grundrisse" ha dato una definizione esemplare di... sviluppo... no, non sviluppo (potrebbe suggerire un'idea di continuo, indefinito progresso),... evoluzione... (no, nemmeno evoluzione, dato che potrebbe suggerire la stessa idea di sviluppo, di "magnifiche sorti e progressive")... modifica delle condizioni storico-sociali. Quest'idea è assolutamente non deterministica. La modifica di questo insieme di condizioni è dato dai rapporti di forza tra gli aggregati che spingono per l'ulteriore sviluppo delle forze produttive e quelle che vogliono mantenere i rapporti di produzione attuali. Il motore della "storia è semplicemente questo e non vi è nulla di meccanico e/o deterministico. All'interno di questo quadro si inseriscono tutte le azioni, individuali e collettive, ognuna con il suo carico di carne, sangue, sogni, speranze, fantasia... e "risultati raggiunti". Se le cose stanno così le forze di progresso, quelle forze che spingono per l'ulteriore avanzamento delle forze produttive hanno già perso. Le forze reazionarie, quelle che si battono per il mantenimento dello status quo hanno fatto breccia nella sfera individuale, nell"'anima" di ogni soggetto che hanno corrotto e reso vile, andando ad amputare la naturale capacità alla socializzazione (capacità, peraltro limitata, dello stare insieme, dell'interrelazione personale) degli individui e, perciò stesso, creando un "uomo nuovo" isolato, psichicamente instabile, psicotico/psicopatico a 48 carati. Ogni possibilità di cambiamento poggia su un aspetto essenziale, vale a dire la capacità dei soggetti di essere soggetti sociali e dunque capaci di entrare in relazione gli uni con gli altri. Il capitalismo, e tutti i suoi apprendisti stregoni sono riusciti a spezzare la capacità di interrelazione e dunque di integrazione degli individui che sono stati frantumati in atomi, in automi funzionali al sistema dato. "chi è dentro il sistema, fa parte del sistema". Questo risultato è stato possibile grazie ad un abnorme crescita dell'IO associata alla capacità del cervello di inventare "realtà" fittizie entro i cui limiti gli individui stessi si costringono, con compiacimento, a vivere. Questa situazione di nascita di una "infinità" di universi paralleli destinati a non incontrarsi mai, impediscono un qualsiasi sblocco del sistema. La situazione di stallo, a questo punto, si tende fino a spezzarsi e a rovesciarsi al di fuori di se solo attraverso un evento fortemente traumatico, il solo capace, a questo punto, di strappare gli individui a quella specie di sonno ipnotico generato dalla realtà che essi stessi "inventano". La guerra, forse davvero "igiene del mondo", consente di "ridurre" drasticamente il numero di realtà individuali inconoscibili e non commensurabili tra loro  attraverso un "meccanismo di condivisione" che si instaura tra carnefice e vittima. Un proiettile, la forza "vitale" di un pezzo di metallo nell'impatto con la carne, manda in frantumi le proiezioni mentali individuali e permette di incontrare una "realtà" aliena fatta di terra, gelo, fame, macerie...

I sistemi, tutti i sistemi, evolvono fino a raggiungere il massimo della complessità "intrinseca" compatibile con il loro funzionamento... poi si bloccano.
Questo è il (un) tempo in cui un dato sistema ha raggiunto il proprio limite intrinseco di complessità ed è entrato in stallo.
Quando ciò accade, deve emergere un "nuovo" sistema che consente di gestire più elevati livelli di complessità. Nell'intervallo tra la caduta del vecchio sistema e l'emergere del nuovo -ammesso che qualcosa di nuovo possa o faccia in tempo ad emergere- l'intera struttura deve necessariamente regredire e trasformasi in un tritacarne.

domenica 21 ottobre 2012

Avatar.
Solito polpettone effettistico/speciale. L'industria cinematografica e con essa i registi statunitensi sono, nella maggior parte dei casi, patetici e riflettono l'arroganza militaristico-imperialista degli Stati Uniti d'America. Sono delle vere macchine propagandistico-governative. Nel film Ho trovato degne di interesse:
la ricostruzione "verde". Si tratta di bisogno reale, primordiale, viscerale, impellente, immediato, bisogno di assetato disperso nel deserto,  di ambiente incontaminato. Mi fa venire in mente un mondo antico, non ancora impestato dai residui tossico-radio-attivi della, prima di tutto, mutazione genetico-cancerogena del cervello umano;
il meccanismo di condivisione che ogni essere, vivente e non, di "Pandora" aveva con il tutto-unico aggregato. Ecco di questo ci sarebbe veramente bisogno, e non averlo è una disgrazia .-SIAMO SOLI E SÒLE!-, perché non abbiamo, non abbiamo più - forse non lo abbiamo mai avuto - né un contatto né una vaga idea del livello aggregato che, forse, possiamo identificare con Dio, e che è -sarebbe- l'unica cosa che a questo punto potrebbe salvarci. Da questo punto di vista siamo "ciechi", e questo, forse, spiega perché siamo cosi spietati e privi di scrupoli con il sistema-mondo che ci circonda, in primis con gli individui della nostra stessa specie.

domenica 14 ottobre 2012

trasformata di Fourier consumistico/reale.
Goffe, incerte, gonfie, grasse, avariate,
marce, putrescenti, fetide statue di cera,
pronte ad accendersi e a consumarsi
 per un: "no!-nulla!",
quint'essenza della "bellezza" post-moderna.
Cera! Si, come cera possono annientarsi
i tratti somatici tornando ad essere "tabula rasa".
Finti manichini, che ogni tanto vanno in vacanza
come in un vecchio film di fantascienza.
Dire si, dire no, ballare...
 come tanti orsi ammaestrati
che attendono lo zuccherino
quando fanno bene il loro numero.
Arrossire, sbiancare, abbronzarsi,
sbronzarsi, decolorarsi,
tirarsi le zampe di gallina
per un successivo, ulteriore, ennesimo
tagliando di bellezza
obliterato nell'officina più vicina.
Fare inchini, riverenza, blandire...
a comando...
senza convinzione.
Annoiandosi e sbadigliando,
grattarsi dove il pelo è più folto.
Stiracchiarsi, massaggiarsi, spulciarsi
e poi, in "premio",
sfregarsi nevroticamente
fino ad accendersi
in una parodia
di tanti piccoli, gratificanti,
meschini orgasmini
non nocivi per alla salute.
Esseri fantascientifici dotati
di umorismo addomesticato
capace di tirare appena
le labbra come in rigor mortis,
per evitare di "sciupare" merce.
Sepolcri imbiancati,
"esteriormente perfetti
e capaci di fare cose atroci",
in cambio di "pochi
- nemmeno trenta- denari"
... la paghetta del soldato
a cui hanno estirparto il
"sennò la coscienza...",
a conferma che si tratta
di un optional.
Dopo, a casa, basta
un "optalidon"
un "prozac"
un "ropnol",
un'anfetamina,
un acido,
una dose letale di dopamina,
una "pera",
unica via per i vegetariani
con la convinzione
di poter cambiare il mondo
semplicemente ingollando
flora ad ornamento
delle pietre tombali
residenti nell'alveo
della cavità virtuale.

domenica 7 ottobre 2012

Maestro: "Da cosa deriva Credenza?"
allievo: "da Credere, prestar fede e quindi affidare, confidare, consegnare, depositare per mezzo del..."
Maestro: "... e allora che cosa è la Credenza?"
Allievo: "Mobile in cui si tengono stoviglie, posaterie, bicchieri o alimenti, gener. composto da una parte bassa a ripiani, chiusa da sportelli, e da un'alzata a ripiani aperta o chiusa... poi c'è pure la Credenzina..."

sabato 6 ottobre 2012

Reati di Opinione?
Carcere a vita per Sallusti!
Qui non si tratta di reati di opinione,
ma di ricostruzione intenzionalmente
 falsa dei fatti.
... e non finisce qui, non solo un organo di stampa
( "iL gIORNALE") si presta ad una ricostruzione 
intenzionalmente e totalmente falsa dei fatti, 
ma, addirittura, fa scrivere UN radiatO
dall'albo dei giornalisti.
Farina, alias Betulla, alias Dreyfus 
venne radiato dall'albo dei giornalisti nel 2006. 

mercoledì 3 ottobre 2012

Sogno di una notte di primo autunno - I HAVE A DREAM.
"Forza Grillo... DAJE GIÙ...FACCE SOGNÀ".
Se si sommano le percentuali accreditate al M5S con le percentuali dei "disillusi", di quelli che non votano, perchè hanno il disgusto e le palle piene della classe "dirigente"/"politica", il M5S potrebbe raggiungere e superare la fatidica soglia del 50% dei  consensi elettorali. potrebbe dare uno scossone ai martirizzati popoli europei e far tremare fin dalle fondamenta la discomunità europea. Si tratta di un sogno... soltanto un sogno, ma se il M5S riuscisse a prospettare una rinascita economica sana, virtuosa ed ecologica in Italia, riuscendo a mobilitare tutti i quelli che non ne possono più di questo stato di cose, forse avrebbe una possibilità, solo una possibilità, di riuscire nell'impresa "titanica" di abbattere questa "tirannia". A queste cose la gente si appassiona, potrebbe diventare una specie di "Rocky Balboa", contro i professionisti della "disinformazione"/"menzogna", del regresso economico/politico e della deriva di un paese ormai abbrutito, stremato, nauseato, compulsivo -un vero coacervo di individui frustrati e instabili-, che  non ha più voglia nemmeno di protestare. Anzi è arrivato alla convinzione che è diventato inutile protestare. Quindi dare alla gente un obiettivo su cui valga la pena di battersi. Come si può tentare di arrivare ad un tale risultato? La risposta è allo stesso tempo concettualmente semplice, ma  fattualmente complicata. Agire sulla leva economica e far partecipare tutta la popolazione a questa nuova era di sviluppo economico totalmente compatibile con l'ecologia. Provare a dare impulso ad una crescita "sana", ecologica, reale per una economia che ormai è allo sfascio; agire sullo sviluppo di energie realmente rinnovabili; diventare il paese europeo leader in questo settore; rimettere in moto la ricerca e tentare scardinare i progetti dei "dominatori" della terra sulla nuova divisione del lavoro internazionale. 


martedì 2 ottobre 2012

Il Sesso? "Roba" Tattile.
Se dio, nella sua infinita bontà e saggezza,
avesse voluto che vedessimo durante
l'atto sessuale avrebbe posizionato
gli "organuli" sessuali in mezzo alla fronte
e saremmo tutti affetti da "strabismo di venere".

domenica 30 settembre 2012

Capacità Manipolatorie
Con  una sufficiente massa di manovra monetaria, 
un adeguato apparato mass-mediatico, 
un efficiente e ben armato "esercito", 
un adeguato centro di potere 
si può rendere "reale" qualsiasi scenario
elaborato da follemente instabili 
menti compulsive, 
fino a riprodurre  un qualsiasi,
 immaginario, impossibile mondo, 
semplicemente creando 
le condizioni, fittizie, per renderlo possibile
all'interno di milioni di sinapsi
spinte a forza in miliardi di persone,
tant'è influenzabile e manipolabile
quel rugginoso e scricchiolante oggetto
che comunemente, sopravvalutandolo, 
viene chiamato "organo di pensiero",
suggestionabile al punto 
di vedere quel che non esiste
e di rendere invisibile quel che esiste.
A questo punto dovrebbe essere evidente, ma così non è, a tutti che il governo mONTI mente. I "tecnici" sanno benissimo che le misure che vanno proponendo sono inapplicabili: ucciderebbero l'economia italiana. Allora è opportuno chiedersi perchè agitano lo "spauracchio" del rischio di "default"; adottano misure economiche che sanno benissimo che non riusciranno a rispettare; demonizzano il debito pubblico e arrivano addirittura a rinominarlo "debito sovrano" (l'incolpevole "debito pubblico" che per più di 50 anni ha garantito piena occupazione e benessere crescente) . 
Misure Economiche per Grulli.
Per avere un'idea della "inutilità" anzi della dannosità delle misure economiche di cui vanno cianciando, va ricordato che prima della "cura" a cui hanno sottoposto il "paziente" Grecia (che sono le stesse che propongono per l'Italia e tutti gli altri paesi dell'Europa "minore"), il debito pubblico era un terzo di quello di oggi. Si, non si tratta di un errore: il risultato delle politiche economiche pretese, in un connivente e criminale piano, dall'"uNIONE eUROPEA", dalle bANCHE e dalla fINANZA iNTERNAZIONALE, è stato il triplicarsi del debito pubblico greco.
È evidente pertanto che queste misure economiche non solo non producono nessun risultato, ammesso che ce ne sia bisogno, in termini di "risanamento del debito pubblico, anzi "sovrano", ma, al contrario, "aggravano" la situazione del paese che ha la sfortuna di ricorrere ad esse. Allora perchè continuano ad insistere nel voler ricorrere a "ricette" non solo inefficaci, ma addirittura dannose e capaci solo di imporre alla popolazione privazioni e sacrifici senza nessuna ragione  ed alcun costrutto?
Stanno usando, in maniera spregiudicata -anzi, di più, stanno "falsificando" la "realtà", costruendone una fittizia, - la "crisi" creata ad hoc come un "grimaldello" per "modificare" le condizioni di vita di milioni di individui.  Si tratta di un gigantesco esperimento che ha come "oggetto sacrificabile" e incolpevole le "patetiche masse".
Soltanto una manica di spostati, di individui estremamente pericolosi e mentalmente disturbati, potrebbe pensare di imporre povertà, miseria e fame a milioni di persone, allo scopo di contrarre le condizioni di vita delle popolazioni dell'europa meridionale, al fine di renderle "equiparabili" a quelle dei paesi sottosviluppati, in modo da rendere possibile una "rilocalizzazione" delle industrie e delle attività economiche. 
Quel che sembra possibile intravedere, dietro questa situazione creata artificialmente, è una nuova "divisione internazionale del lavoro", che vede una sorta di "polarizzazione" -in una specie di riproposizione di quel che succede a livello globale- all'interno della Europa, con la Germania e, forse, la Francia e i pochi altri paesi del "nord" Europa accaparrarsi i segmenti più appetibili e vantaggiosi della divisione del lavoro e i paesi del "sud" Europa (Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia, Italia...) quelli meno importanti, andandosi ad "allineare", per quel che riguarda le condizioni materiali, a quelle dei paesi in via di sviluppo e contro questi, lottare strenuamente, in feroce concorrenza più o meno perfetta - con buona pace dei "mercati" e dei loro esegeti-, per conquistarsi il diritto di "produrre, vendere e consumare" inutili -e dannose per l'ambiente- cianfrusaglie, con il plauso ed il consenso di gran parte delle entità "sacrificabili". In tutto questo marasma i più ottusi -il loro encefalogramma è piatto, come quello di chi è "entrato irreversibilmente in coma"- sono i "sostenitori" -veri e propri campioni cerebrolesi- del PD, sotto la magnifica direzione dei loro "dirigenti" dirigibili locali e nazionali -come le sigarette.
... la cosa che più lascia sgomenti è che comunque questi "apprendisti stregoni", come sempre, hanno pure sbagliato i calcoli, rendendo i sacrifici che stanno imponendo e tenteranno di imporre perfettamente inutili... "tutto grasso -il grasso del maiale- che cola".
p.s. il paese che, in tutto ciò perde di più, o comunque uno di quelli che perde di più, è proprio l'Italia, che ha subito un mostruoso processo di deindustrializzazione a tutto vantaggio di Germania e, in misura minore, Francia. L'Italia ha "svenduto", per il classico tozzo di pane, a questi paesi i suoi più importanti settori industriali, veri e propri gioielli, per diventare un paese di "schiavi" soggetti agli interessi della "Grande Germania", in una specie di incubo che vede per i Tedeschi, finalmente, la realizzazione del grande sogno circa il loro famoso "spazio vitale".
PROPRIO UN BEL RISULTATO TONDO!
... Niente sarà più come prima.

mercoledì 26 settembre 2012

Tutto il sistema dei partiti, 
ad esclusione del M5S, 
è un cancro in metastasi avanzata. 
Bravo Grillo... e vergognoso è quel che tentano di fargli... 
Non resta che "tagliare" 
e far seguire un ciclo intensivo 
di chemioterapia "dura", 
sperando che il "paziente" muoia.

lunedì 24 settembre 2012

... ma a Nanni Moretti
chi cazzo gliela da
tutta quella spocchia.
I suoi film, tutti i suoi film,
ad eccezione, forse, di Bianca,
sono stucchevoli, noiosi e
miseramente patetici,

domenica 23 settembre 2012

"Quarto Fronte".
Tenere in conto aspettative, bisogni ed esigenze diverse
nella formulazione di un'altra economia. 
Il "conflitto" sembra essere stato neutralizzato da una serie di meccanismi che agiscono, prevalentemente e preventivamente a livello internazionale, dunque ben al di là dell'orizzonte di una qualsiasi lotta e di macrostrutture aggregate a livello nazionale (è forse per questo che lo sciopero generale o qualsiasi altra forma di "conflitto" "tradizionale" sembrano essere -sono di fatto- armi spuntate?). La messa a punto di particolari meccanismi internazionali ha reso sterile il conflitto in ambiti nazionali, al punto che contestazioni come quella in Grecia, dove oltre il 90% della popolazione ha partecipato con una radicalità da rivoluzione incipiente, non sembrano capaci di generare nessun risultato apprezzabile. I "padroni del mondo" continuano tranquillamente a procedere come un "rullo compressore", senza avere, nemmeno, alcun timore per quel che i greci, praticamente una intera popolazione (inclusa peraltro, e questo rappresenta un elemento di novità, la borghesia stessa), hanno messo in campo! Non sembrerebbe ,altresì, capace di produrre alcun risultato, "inseguire" il capitale a livello sovranazionale, costruendo strutture anch'esse internazionali. Tale strada non sembra percorribile, trovandosi di fronte un ostacolo insormontabile: la complessità. A fronte di questa situazione, foriera di forme di fascismo vecchio e nuovo, risulta ancora più necessario aprire un "quarto fronte", porre in campo strutture economiche "diffuse" e capaci di implementare, al limite, un tipo di democrazia economica diretta.
È molto più semplice mettere d'accordo qualche decina di persone che miliardi con tradizioni, consuetudini e lingue diverse. Inoltre anche se questo fosse possibile, il risultato di tutto ciò sarebbe ancora un confronto che si limita al solo livello politico e che pertanto rischia di fare, nell'ipotesi migliore, la stessa fine delle rivoluzioni comuniste realizzate fino ad ora.
In che modo è possibile "disegnare" una struttura economica "alternativa"?
Naturalmente qualsiasi tentativo di costruzione di una economia comunista, per definizione, non può essere che totalmente sostenibile. Soltanto una economia totalmente sostenibile può essere presa in considerazione. Quello che la terra può offrire senza essere sistematicamente impoverita, avvelenata o umiliata rappresenta l'unica base possibile su cui è possibile costruire economia. Un ecosistema integro ed incontaminato è la cosa più importante in assoluto. Soltanto un pazzo maniaco suicida (i Rapa Nui sono un esempio emblematico) può pensare di costruire, data la consistenza demografica raggiunta, un sistema economico che prescinda dall'ambiente. Nessuna ragione, di nessun tipo e men che mai di tipo economico può causare inquinamento del mare, dell'aria o della terra. La possibilità di bagnarsi in un mare incontaminato o la possibilità di respirare aria pura o poter fare affidamento su una terra e cibo integri non ha prezzo. L'ecosistema non può essere in alcun modo oggetto di compromesso alcuno.
L'obiettivo "a ciascuno secondo i propri bisogni" sembra essere, al momento, troppo avanzato. Un obiettivo "intermedio" potrebbe essere: "a ciascuno secondo il proprio lavoro" (in una fase di transizione questo tipo di criterio eliminerebbe derive come quelle che si sperimentano ad esempio nelle cooperative o in strutture economiche "alternative"). Sarebbe comunque un bel risultato: eliminerebbe il profitto anche se non realizzerebbe una società di eguali e, anche se dovesse fallire, si sarebbe trattato di un evento incruento capace di conseguire, comunque, come minimo, una più diffusa democrazia economica.
È possibile definire esattamente quanta parte di ricchezza prodotta va a ciascun individuo in base a quanto quell'individuo ha contribuito alla ricchezza complessiva? per fare questo è necessario innanzitutto mettere a punto uno strumento capace di non tenere conto delle variazioni dei prezzi -che non variano tutti nella stessa direzione, ma gli uni rispetto agli altri. Una volta eliminato questo tipo di interferenza, è necessario comunque uno strumento che consenta di attribuire, in termini reali, a ogni individuo quel che quell'individuo stesso è stato capace di produrre. Uno strumento di questo tipo è già disponibile, ed è l'economia sraffiana.
Accanto a questo sarebbe necessario poter disporre di un sostrato che consenta di organizzare concretamente gli individui -le masse proletarie, i marginali, "gli esuberi", i disoccupati, i precari- su base essenzialmente territoriale. Il gruppo organizzato territorialmente è il solo strumento capace di ridurre la distanza tra obiettivi individuali e obiettivi aggregati, dato che questi, sfortunatamente, risultano essere, nella logica alienante individualista, in contraddizione tra loro. L'unico antitodo al conseguimento di "vantaggi" individuali a scapito di quelli "aggregati" -le cosiddette "diseconomie esterne"- è proprio il "gruppo" organizzato territorialmente, cioè una struttura capace di integrare e rendere gli individui partecipi e attivamente pronti a tutelare l'ambiente e lo spazio virtuale che si crea attorno ad una struttura territoriale riconosciuta come parte integrante del "se" collettivo, capace di riconoscere come propria l'integrità e del gruppo e del territorio. A questo proposito sembrerebbe necessario fondare un nuovo tipo di agglomerato, il gruppo aperto. Finora si è conosciuto un solo tipo di gruppo, quello chiuso, capace, al contrario di quello aperto, di provocare disastri ambientali a fronte di privilegi per pochi, secondo il criterio infame secondo cui se produco un beneficio a pochi a fronte di un disastro che dovranno pagare in molti ho procurato un "lauto guadagno", una enorme differenza tra ricavi e costi, per quei pochi. Gli esempi di gruppi chiusi vanno dal micro al macro. Sono esempi di gruppi chiusi i soci di una srl, un club esclusivo per soli miliardari, una istituzione finanziaria, una multinazionale, una ONG con lo scopo di creare "geopolitiche"...
Il gruppo aperto, che è pur sempre un gruppo, si caratterizza per la messa in comune della conoscenza, del cosiddetto "know-out" e per l'incondizionata disponibilità ad indicare ad altri come costruire concretamente nuovi gruppi economici aperti, prendendo esempio da quella meravigliosa esperienza che è il software libero che può essere fatto rientrare tra ciò che è genuinamente pubblico senza essere amministrato o creato o gestito da organi dell'"esecutivo".
Un ultimo meccanismo necessario al corretto funzionamento di una economia sana consiste nel prevedere che tutto ciò che viene prodotto, a prescindere che si tratti di beni di consumo o di investimento, deve essere "allocato" ex-ante.

sabato 22 settembre 2012

"Quarto Fronte"
K-Pax esiste per davvero. Io ci sono stato!
I K-Paxiani sono tipi simpatici, disponibili, sempre pronti al confronto e all'amicizia.
Sono più o meno come noi, anche se il loro colorito tende lievemente al blu e i loro occhi percepiscono una più ampia gamma dello spettro della luce. Ci sono stato e sono entusiasta del loro "modo di vivere". Sono tutti liberi dal "bisogno" ed affrancati dal lavoro. Era mia intenzione rimanerci per tutto il resto della mia "piccola, inutile, stupida vita", ma loro mi hanno convinto a tornare sulla terra. Non potevano credere che io volessi rimanere su K-Pax, senza, almeno, tentare prima di riportare armonia e pace nel nostro mondo. Tale è l'amore incondizionato e il rispetto che loro portano per tutti gli esseri viventi e per tutti i luoghi che ospitano la vita. Mi hanno convinto a tornare sulla terra per illustrare il loro sistema di vita, sperando che gli "americani" non se l'abbiano a male e non vedano in questo mirabile modello una minaccia intollerabile al loro "stile di vita" che prevede inquinamento di terra aria e acqua, armi nucleari o all'uranio impoverito, uso indiscriminato della chimica e di qualunque altra scienza, la crescita continua ed inarrestabile dello sviluppo secondo il modello del consumo interattivo e l'idea malsana che attraverso le radiazioni gamma o di altro tipo si possa costruire una, "migliore", disumanizzante umanità dotata di poteri straordinari e... di tanta di quella merda da poterci affogare.
Una volta accettato il sostanziale fallimento dell'"autonomia del politico"; la "distonia" divaricantesi tra interessi individuali e interessi generali; l'impossibilità, per chiunque, di gestire il "livello aggregato"; l'enorme potenzialità della leva "economica" è necessario prevedere l'apertura di un quarto fronte, -il principale terreno strategico di "scontro" capace di relegare il livello "politico" a ruolo, tutto sommato, secondario e marginale-, in grado di realizzare sviluppo di istanze economiche capaci di creare un circuito estraneo alla logica del profitto e capire con che modalità si deve svolgere l'attività economica al suo interno, sapendo sin dall'inizio che una qualche l'iniziativa economica non regolamentata e lasciata a se stessa finisce, inevitabilmente, per ricadere all'interno dell'impresa di tipo capitalistico.
Si è già fatto ricorso, in passato, a questo tipo di strutture "autonome" dalla borghesia senza che questo abbia generato risultati apprezzabili (tali strutture sono rimaste "autonome" per un periodo di tempo molto limitato). Sembra pertanto necessario, ammesso che ciò sia possibile, stabilire dei criteri formali capaci di indirizzare l'azione di queste strutture e di permettere di verificare la loro "tendenza" "mutante" a trasformarsi in imprese di tipo capitalistico.
È possibile costruire organismi economici che si muovano immediatamente, prima ancora della cosiddetta "presa del palazzo di inverno", verso un orizzonte comunista in una economia in cui sono predominanti ed operano i principi capitalistici?
Si tratta, naturalmente, di una "forzatura" rispetto all'evoluzione "naturale" della dinamica storico/sociale capace di rovesciare l'attuale sistema in un sistema comunista, ma anche l'ipotesi leninista lo era!
Già ci sono stati in passato tentativi simili. Costruzione di organismi autonomi rispetto alla borghesia, anche se non è mai stato posto il problema di un loro utilizzo immediato come strutture economiche avanzate che già fin da subito si caratterizzano come comuniste. La storia ad esempio della "Coop. Estense" o dei "mercatini rossi" ne sono testimonianza. Del resto Tutto era concepito ed utilizzato in funzione della "rivoluzione politica", della presa del "palazzo di inverno". Queste esperienze avevano altri obiettivi. Erano delle strutture di "autodifesa" create per rendere meno dura la vita dei lavoratori (rendendo meno aspre le condizioni per l'acquisto di beni materiali). Quando la crisi esplode, il "quarto fronte" ha sempre rappresentato, in passato, uno strumento capace allo stesso tempo di attenuare le condizioni imposte dalla crisi e da cui attingere risorse finanziarie per la costruzione del partito. (È chiaro che, allora, queste strutture si ponevano, sin dalla nascita, sullo stesso piano delle imprese capitalistiche. Anche loro erano alla ricerca di "profitto" da impiegare per uno "scopo buono" e dunque ponevano in atto gli stessi comportamenti delle imprese capitalistiche e alla lunga hanno finito per essere indistinguibili da queste ultime). Dunque non hanno mai avuto una rilevanza di primo piano, sono sempre state pensate, progettate e considerate come un terreno secondario, nè tantomeno si è mai pensato che potessero essere lo strumento principe per il raggiungimento di una società comunista. Da qui la scarsa attenzione che gli si è sempre data. Man mano che questi strumenti crescevano e cominciavano a diventare economicamente appetibili, è cominciata la corsa alla loro occupazione da parte di singoli individui e la progressiva marginalizzazaione di tutti gli altri ed è cominciato il percorso che le ha riportate nell'alveo capitalista. Sembra pertanto opportuno, in questa epoca in cui il politico è molto meno autonomo di quel che sembrava; in cui l'essenza stessa dell'essere comunista risulta spezzata (Avendo visto che fine ha fatto la "rivoluzione russa" o qualsiasi altra rivoluzione; avendo assistito al fallimento di ogni ipotesi strategica, da quella socialdemocratica a quelle più estreme), nessun individuo sano di mente, oggi, può riproporre, ancora, quello schema di "presa del potere" e di "transizione" ad un tipo diverso di società. Nessuno oggi, al di là di generiche indicazioni di massima, ha la benchè minima idea di riproporre realmente il percorso indicato da Lenin. Si viene a creare una strana situazione in cui si continua ad insistere, in una specie di parodia di personalità radicalmente scissa e schizzoide, sull'autonomia del politico, senza avere alcuna intenzione di procedere "all'assalto al cielo". (segue)

mercoledì 19 settembre 2012

Arco Riflesso
SNC: contenuto nella scatola cranica e nello speco vertebrale.
SNP: costituito dai nervi cranici e spinali.
SNV: regola l'attività dei visceri.
L'SNP è costituito da nervi, fasci di assoni con guaina mielinica. Se sono costituiti solo da fibre effettrici sono nervi motori, se composti da fibre ricettrici sono nervi sensitivi, se composti da entrambi sono misti.
Gli organi di senso hanno la funzione di ricevere gli stimoli esterni e quelli interni all'organismo e di trasmetterli in forma di segnali ai centri nervosi. Le cellule sensoriali captano gli stimoli, ma non tutte le risposte corporee a questi segnali sono coscienti. Di fronte a un pericolo, ad un evento potenzialmente pericoloso, il corpo reagisce immediatamente (alla velocità di 40 m/s) e indipendentemente dai controlli coscienti. La risposta non viene elaborata dalla parte cosciente perchè impiegherebbe troppo tempo ed esporrebbe il corpo al rischio di "danneggiamento". Al midollo spinale è relegato tutto il processo. A scatenare il riflesso sono gli impulsi provenienti dalla periferia. Il tutto è mediato da almeno 2 neuroni, uno afferente ed uno efferente, tra cui è interposta almeno una sinapsi. Il neurone sensitivo, perpepisce lo stimolo potenzialmente pericoloso, e lo trasmette al midollo spinale, nella zona del corno anteriore, e, anzichè essere traspesso alle vie "superiori", attraverso una sinapsi, viene attivato immediatamente il neurone motorio che parte dal corno posteriore del midollo, arriva al muscololo/effettore e scatena la reazione appropriata...

Questura centrale -> Un giorno qualsiasi ->. Cella degli arrestati.
La mia vita non è stata un granchè. Lunghi anni di studio, poi la laurea, tanti contratti a termine, tanto call-center, tante collaborazioni a progetto. Da piccino volevo fare lo scienziato... il ricercatore... o il giardiniere.
Ho vissuto precariamente la mia vita. Da che mi ricordo, sono sempre stato precario. Precario nel lavoro, precario nella casa, precario nella vita... Forse avrei dovuto emigrare. Unirmi alla "fuga di cervelli". Invece, vigliaccamente, per paura e, un po', per convinzione,sono rimasto. Sognavo di contribuire a creare un paese, il mio paese che amo profondamente, più forte e più dignitoso... Invece mi è capitata questa cosa qui. Non riesco a dare una spiegazione, non riesco a darne contro. Stavo guidando, andavo piano e... l'ho investito. Ho ucciso un uomo. Gli sono passato sopra la testa con un pneumatico. Adesso sono dispiaciuto... davvero dispiaciuto, ma immediatamente dopo l'incidente mi ha fatto piacere vederlo così. Ho sentito un enorme sollievo, come subito dopo aver corso un pericolo mortale. Non ricordo esattamente perchè, nè come è successo. Ho ricordi confusi... frammenti... come quello che è rimasto sull'asfalto. Ricordo che stava attraversando e, al centro della mia carreggiata, ha alzato il giornale...

n256: "Come ti chiami?"
n√-2: "n√-2"
n256: "Perchè l'hai fatto?"
n√-2: "fatto cosa? Io non ho fatto niente."
n256: "Andiamo, ti hanno visto almeno 30 persone. Hai improvvisamente accelerato, appena hai visto quel poveraccio."
n√-2: "non sono stato io... sono innocente."
n256: "non hai via di scampo, la macchina targata n128n è risultata di tua proprietà, sul volante sono state trovate solo le tue impronte, per non parlare, poi, della sezione fibre e fili. Poi ci sono almeno 30 persone che hanno assistito al fatto. Dai, dimmi perchè l'hai fatto... parlo nel tuo interesse. A questo punto una confessione può soltanto agevolarti..."

Cella
nell'interrogatorio non ho detto tutto. Del resto che avrei potuto dire? Non sarebbe stato credibile se avessi raccontato tutta la verità. 
Era vecchio, con i capelli bianchi, il passo sicuro, l'andatura da padrone dell'universo. Ha alzato con gesto energico ed autoritario il braccio teso, la mano aperta e, nel fare ciò, ha mostrato un giornale, "Il Tempo", lo stesso che legge il mio "capo". Mi è sembrato di vedere un ghigno di soddisfazione per l'attraversamento che mi costringeva a una brusca frenata. Mi è sembrato di riconoscere il mio "datore di lavoro". È stato solo un istante... o non so che. È allora che senza alcuna intenzione il mio piede ha pigiato sull'acceleratore invece che sul freno. Giuro davanti a Dio, e a me stesso, che non c'è stata da parte mia nessuna volontà deliberata o attività cosciente. È per questo che mi sono dichiarato innocente, ed è per questo che posso dire "non ero io"... perchè non posso essere responsabile di un "crampo" generato da un arco riflesso. 

martedì 18 settembre 2012

Sistema morfico-monotonico.
I film amaracani rappresentano e si candidano a sostituire tutti gli altri esseri "umani"... come amaracani, cioè pretendono di raccontare le storie dei diversi popoli, delle diverse tradizioni, dei diversi modi di vedere le cose rappresentandoli con attori, contesti, contenuti e stile di vita amaracano. Si tratta, evidentemente di una falsificazione a buon mercato, ma loro non lo "danno" a "vedere". Nel corso della storia del cinema amaracano, ci sono attori amaracani che fanno cinesi, indiani, eschimesi, abitanti del Sahara, orangutan, assiro-babbilonesi, abitanti di atlantide,  lupi mannari, vampiri, lucciole, pidocchi, pinocchi, grilli parlanti, sedie, madie, credenze, quaderni, fogli...
Ripropongono tutti lo stesso schema. C'è il più figo, sempre in primo piano, che fa coppia fissa sempre con la più "piaciona" del momento, tutti gli altri sono comparse. Il tutto inserito in miliardi di situazioni le più disparate possibili. È un caso da manuale di incapace ottusità al cambiamento e non accettazione degli altri in quanto portatori di istanze diverse, a volte, anche, profondamente diverse e devastanti
Visto l'ultimo dei Mohicani.
Si tratta di una storia d'amore
tra due bianchi "amaracani" purosangue...
chissà cosa diavolo 
c'entrano i Mohicani.

domenica 16 settembre 2012

L'11 settembre è stato un massacro scientificamente organizzato dal governo statunitense a danno della popolazione di quello stesso paese.
Nessun uomo di "potere" -dell'apparato politico-militare- ha pagato per quel fatto ed ormai quell'evento è passato nel dimenticatoio ed in suo nome qualcuno ha fatto affari d'"oro", qualcun'altro si è impossessato di imponenti risorse petrolifere. In fondo per alcuni si è trattato di un vero e proprio affare, costato solo 2.752 morti. I responsabili sembrano vivere tranquillamente la loro tranquilla vita e... nessuno si incazza e... non accade nulla. È proprio il caso di dire che la popolazione civile è una mandria, insaccati idrocefali, compressi di carne e sangue, da poter usare per "profitto" o per "diletto" senza riserva, a cui poter "attingere" tranquillamente per scatenare guerra, conquistare donne, fare profitti "illecitamente" leciti o... vincere un'elezione del cazzo. Questa volta non c'è stato nemmeno un qualsiasi "Jim Garrison" che abbia fatto un tentativo serio di individuare i responsabili... segno che la domocrazia statunitense, che è sempre, peraltro, stata di "pessima" qualità,  si è parecchio, ulteriormente, "deteriorata", anzi definitivamente defunta.
Questo è il paese a cui tutto il resto del mondo dovrebbe ispirarsi?
Meglio prendersi, simultaneamente l'aids, la peste bubbonica e il morbo della mucca pazza.
I nostri governanti, in fondo, sono dei poveracci, degli artigiani del terrore, con le loro stragi "straccione" da poche "decine" di morti.

martedì 11 settembre 2012

Buon Compleanno!!!
L'"11 settembre" può essere considerato 
un caso particolare di "falso positivo".
Spettacolare, Eclatante, 
pienamente progettato e ricostruito come
 una "fiction"; più "reale" del "reale" 
e, marginalmente, 
come "condizione al contorno", 
con tanti morti veri,
cinematograficamente equivalenti 
alle "comparse".
Traspare l'amore del "regista",
professionista serio e coscienzioso,
particolarmente attento al "dettaglio"
per il cinema "realista".

lunedì 10 settembre 2012

Progresso Sc... Sc... Scientifico
"Ovvero Come Imparare ad Amare La Bomba Chirurgica", 
in omaggio al Grande Mario.
Ancora una volta l'industria sc... sc... scientifica, cogliendo un prestigioso successo,  ha dimostrato di essere la punta di diamante non solo dell'intera società nordamericana, ma di essere la più avanzata del globo terrestre. È il risultato di continui, crescenti e reiterati investimenti in "ricerca e sviluppo". Dico questo con voce strozzata e spezzata, al massimo della commozione consentita senza che lacrima alcuna rotoli casualmente per gota o naso. Questa mattina alle ore 02:43, è stata lanciata la bomba "nonna abelarda" dalle isole Hawaii (non è un caso la scelta del luogo di lancio, essendo il territorio delle Hawaii, l'unico nostro territorio che ha all'opposto terra), con obiettivo il Botswana, ad una distanza di 12,500 miglia (antipodi!), colmata nel tempo record di 02,46 ore. Arrivata in territorio africano, ha centrato esattamente l'obiettivo: "il culo di un cammello". È esplosa alle ore 05:39. La bomba di potenza di 500.000 milioni di kilotoni, ha annientato e nebulizzato il Botswana stesso, la Namibia, lo Zimbawe e parte dell'Angola, dello Zambia e del Sud Africa; Ha aperto un cratere di profondità superiore alla Fossa delle Marianne; scatenato maremoti e "effetti speciali" -tutti puntualmente ripresi ed i cui diritti sono stati supereroicamente ceduti alla MARVEL COMICS, quale compenso per il loro impegno nella propaganda governativa. È d'obbligo porgere le nostre scuse ufficiali a tutti i paesi che hanno avuto fastidi a seguito della "prova sc... sc... scientifica" (in particolar modo al Sud Africa, paese al quale ci sentiamo intimamente legati), prostrandoci al loro piede, invocando umilmente perdono, ma facendo, al tempo stesso, presente che una "evidenza empirica" di tale portata e rilevanza era necessaria, irrinunciabile, non rimandabile  e tale da giustificare ogni sacrificio. Il progresso sc... sc... scientifico qualche volta richiede, purtroppo, abnegazione, immolazione, martirio, offerta e financo olocausto. Del resto anche noi abbiamo avuto non pochi fastidi a seguito dell'"incidente" di Fukushima per essere stati investiti dalle radiazioni conseguenti alla fusione di "noccioli" e "reattori" vari. Ed è solo in virtù della tolleranza, d'obbligo, verso la "sc... sc... scienza" e la sperimentazione che non abbiamo proceduto alla rappresaglia che pure legittimamente avremmo potuto operare. L'esperimento può dirsi pienamente riuscito. Non sarà più necessario doppiare il Capo di Buona Speranza: è stato aperto un nuovo, rettilineo, ampio varco tra oceano pacifico e oceano indiano le cui rotte potranno essere seguite per splendide crociere intorno al mondo. Meravigliose contaminazioni attendono flora e fauna dei due oceani.
Il prossimo esperimento sc... sc... scientifico consisterà nel "praticare", inizialmente, un foro da un capo all'altro della terra. Seguiti in futuro da almeno altri sei, capaci di collegare direttamente tutti i continenti  I benefici saranno enormi, sarà possibile farvi transitare merci e beni a fronte di un modico contributo.
Con i materiali di risulta potremo ricostruire le nazioni che sono andate "perdute"  oltre a nuove, in luoghi più consoni alla nostra esistenza. Potremo scegliere, un clima più adatto, in luoghi incontaminati, mari cristallini, fondali magici e "paradisi" tropicali. A ben pensarci, lo  annoto sull'agenda sc... sc... scientifica, potremmo svuotare tutto l'interno della terra, lasciare solo un guscio,  per aumentare, indefinitamente, le terre "emerse".
Quelli che seguono non sono la dilatazione estrema -anche se potrebbe a buon diritto esserlo- di buchi di culo -a cui, vale la pena dirlo, segue, oltre un certo limite, la lacerazione e lo squartamento-, così come possibile e auspicabile a "CuloCity" -luogo forzatamente ideale dell'esistenza di ogni individuo degno di questo nome-, ma l'inizio dei lavori per la realizzazione dei primi "fori terrestri".


Caricato da su you tube
http://www.youtube.com/watch?v=5W8z99-3amk&feature=related



Caricato da you tube
http://www.youtube.com/watch?v=k4QkXZcslGI





domenica 9 settembre 2012

Quesito
Interdizione
se i partiti politici nazionali non hanno più alcun potere decisionale (non sono in grado di decidere su materie quali quella fiscale, quella economica, quella redistributiva...), non possono usare alcuna "leva" per modificare orientare o, al "meglio", esprimere la loro capacità manipolatoria per creare "zombi" ed autoreplicarsi in base a un codice genetico di tipo sociale, diffondere morbi pestilenziali, per "addomesticare" l'inconsistente ed insostenibile "vuoto a perdere" della coscienza individuale, allora a che servono?
È rimasta loro un'unica funzione -perfettamente funzionali -servili- al potere dei tecnocrati governatori del mondo, liberi perfino dalla carta igienica chiamata rappresentanza-, possono solo interdire.
Hanno, ormai, un unico potere.L'interdizione è l'unico "terreno" sul quale possono "confrontarsi" con i membri del loro "gregge", dal quale, per altro, continuano a trarre il sostentamento per loro stessi e i loro "cari".
Theo-rema
Condizione sufficiente al cambiamento,
trasformazione, mutazione o rivoluzione
dell'"animo" umano è una qualsiasi modifica,
anche marginale, della struttura economica.
Condizione necessaria alla modificazione
della struttura economica è una
sconvolgente trasformazione
-radicale e profonda-
 nell'"animo" umano.

mercoledì 5 settembre 2012

Nostalgia.
m.l., che si è persa in una montagna di ...  carta.
Ho conosciuto m.l., una specie di gnomo.
Poi casualmente ho letto le sue memorie. In quelle pagine, che dovrebbero essere, per lei, di importanza capitale, ci sono soltanto piccole, stupide esperienze quotidiane. Un tempo era stata comunista, ma oggi non lo capisce più. le cose più significative, le uniche che riesce a dire... riguardano la didattica. Un salto nel passato che prevede impegno, duro studio, duro lavoro. Del passato, che è passato, si è persa traccia e oggi sta o dovrebbe stare perfettamente a suo agio -ammesso che si possa stare a proprio agio in un partito simile- nel p.d. Non la sfiora minimamente il dubbio, almeno il dubbio, che quel che dice è vecchio e decrepito. Parla di amene sciocchezze e lo fa ricordando un periodo particolarmente denso di speranze, illusioni, sogni... forse. Nonostante ciò sento una attrazione fatale verso quel passato. Mi parla di tempi meravigliosi in cui, anche se solo per un istante la gloria di un sogno, aveva spazzato via tonnellate di grigiore che normalmente si accumulano nella vita di uno stronzo mediamente appartenente al ceto medio. È odio di classe? Orecchini? Leggo i suoi aneddoti ed esperienze neanche particolarmente significativi, ma quel che dice mi coinvolge intimamente. È il cosiddetto effetto Blob? non so... blob significa mettere insieme cose, sovraeccitare e stimolare oltre la soglia -sovraesporre- del lecito i recettori senso/motori dei neuroni che provocano overflow di sensazioni che consentono di riaprire una psico-immaginaria porta su fatti e cose importanti in una specie di effetto riverbero. Il fatto stesso che riferisca di persone comuni permette l'evocazione di un meccanismo di complicità e stimolo che la macchina crea-connessioni collega a sensazioni di dolce nostalgia. Basta un calendario svestito, una persona particolarmente antipatica... no, non antipatica, ma sicuramente indigesta, con un Ph particolarmente alto, una incapace di mettere a proprio agio i suoi interlocutori, una che riusciva a disciogliere partner e pene nell'atto d'"amore" e a farne esperti di marketing asessuati per campagne pubblicitarie di politici acclarati. Oppure uno, tale p. che quando camminava faceva venire in mente braccio di ferro, oppure quell'altro con la faccia lasciva da porco fottuto, quello che comunque ti trattava male quando andavi per fare fotocopie. Ecco, tutto questo mare di merda ti colpisce appena un po' sotto la tua personale soglia percettiva... e ti stende come un pugile scorretto. Ti senti invaso da una marea dolce senza nessun particolare motivo. Questo è il particolare modo di rievocare il passato, non con discussioni serie o seriose e importanti sui destini del mondo, ma su una stronza discussione circa il modo di farsi cicatrici. Non è neanche questo. Esiste un luogo fuori dello spazio e del tempo dove convivono simultaneamente immagini significative ritagliate in diversi istanti dello spazio tempo, un tutto integrato interno a quello che molti, sopravalutandolo, chiamano organo pensante. Elaborare simultaneamente connessioni, correlazioni e... restituire un tutto omnicomprensivo di quel che hai introdotto come parziale, fratto e rifratto. Non solo quando sei in galera, ma anche quando sei lontano da un qualsiasi vissuto di merda ti chiedi, al ritorno, "chi andrai a trovare per primo, ma poi le facce delle persone che conoscevi sono diverse da come le ricordavi e vorresti trovarne qualcuna che è rimasta uguale".
Come codificare questa congerie di oggetti gommosi e immateriali, che come la celluloide, deperiscono abbastanza rapidamente trasformandosi in ammassi colloidi in cui si perdono i sorrisi e i colori? La velocità del presente ti fotte senza possibilità di appello. Rimanere "fuori dal gioco", assente, 5 anni ti fa sentire un sopravvissuto, perchè tutto è cambiato, anzi si è trasformato al punto che non lo riconosci più. Quando torni ti ritrovi in un mondo alieno, ed invece avresti bisogno di tornare a casa -"la casa è quel luogo dove ti devono accogliere"-, in un contesto immutabile ed eterno in cui poterti inserire e dire... io sono.
Qualcuno dice: "ho perso un sacco di tempo e vorrei poterlo recuperare". Dovrebbe invece augurarsi di continuare a perderlo... il tempo.  È inevitabile allora che qualcuno si smarrisca. Io se potessi tornare indietro saprei, finalmente, cosa fare, ma non sarebbe sufficiente. Comunque da quel che io posso vedere, da così lontano, m.l. è una che ha smarrito la sua personalissima bussola. Da quel che scrive traspare, se ne sente l'odore, l'orientamento epidermico, una grande voglia di poter tornare ad essere una militante del p.c.i., magari migliore e meno meschina, ma questa voglia la nasconde persino a se stessa.