martedì 1 aprile 2014

Quando il cinema è capace di VOLARE.
Rivisto "l'inquilino del terzo piano".
Un bel film...
Polanski potrebbe essere tranquillamente
una reincarnazione di F. Kafka.

mercoledì 26 marzo 2014

Lo sviluppo dei popoli
"Marx ha scoperto la legge dello sviluppo della storia umana cioè il fatto elementare, sinora nascosto sotto l'orpello ideologico, che gli uomini devono innanzi tutto mangiare, bere, avere un tetto e vestirsi, prima di occuparsi di politica, di scienza, d'arte, di religione; e che, per conseguenza, la produzione dei mezzi materiali immediati di esistenza e, con essa, il grado di sviluppo economico di un popolo e di un'epoca in ogni momento determinato costituiscono la base dalla quale si sviluppano le istituzioni statali, le concezioni giuridiche, l'arte e anche le idee religiose degli uomini, e partendo dalla quale esse devono venir spiegate, e non inversamente, come si era fatto finora" 

Friedrich Engels -un ometto delizioso con due baffi da lontra.

giovedì 20 marzo 2014

Numeri buoni da giocare al lotto:
20,15,3
2,2,2
"Eugenetica Domestica"
nato con occhi già aperti di diametro di 5 cm completamente scuri, come una notte senza stelle, e segni evidenti, già allora, così piccolo, così vulnerabile, di camicia e abito elegante blu scuro, no, meglio grigio antracite o "canna di fucile". Appena tagliato il cordone ombelicale evita di misura la "levatrice" e inizia a correre, ... appena tre giri completi della sala "parto" poi si ferma esausto ma felice e si fuma una sigaretta.
a sei giorni il primo dente, un incisivo di 25,58 grammi.
a 20 giorni dentatura completa: peso totale=peso medio x numero= 30,2X32;
svezzamento completo dopo un solo mese!
prima "fidanzatina" ad un mese e un giorno, prima scopata sei ore dopo, compreso corteggiamento e "preliminari".
a tre mesi apprendimento delle quattro operazioni, lettura, scrittura e apprendimento veloce della moderna stenografia "metodo Montessori".
a 5 primo scritto su mercato e sinergie degli "spiriti animali".
ad un anno partecipazione al "Premio Strega".
a 5 anni vince primo "Premio Strega".
ad 8 primo cortometraggio che si aggiudica il "david di donatello" per i "corti" e prima opera letteraria completa candidata a premio nobel per la letteratura;
a 15 prima laurea cum lode in filosofia, a 16 in matematica, a 17 in ingegneria, a 19 in lingue, a 20 quelle in lingue antiche e archeologia, a 21 primo saggio di economia sul falso problema del lavoro precario e della disoccupazione giovanile. La tesi principale di questo scritto è che i due fenomeni "speciosi" sono eliminati alla radice da un'adeguata "formazione professionale", come nel suo caso;
Tossicomane irrecuperabile dedito all'osservAAAAAAzione del proprio ombelico per il resto della vita, non avendo più un cazzo da fare e, avendo i genetisti, dimenticato di predisporlo geneticamente all'ozio.

lunedì 17 marzo 2014

Sogno di una notte di quasi primavera incipiente che prepotentemente e insensatamente preme per realizzarsi; ma che cazzo premi, primavera! è una cosa che ripeti ogni anno. Potresti provare, invece, dopo tanto tempo, ad arrivare con passo leggero, lieve come "lo schiudersi, magari cigolando -o pigolando cinguettio sommesso di "passeraceo" appena nato- del coperchio di un vecchio scrigno ricolmo di tesori" e sorprendere tutti.
Alla veneranda età di 98 anni ho perduto tutto.
Entrambi i genitori dei quali non mi sono mai curato e ai quali ho sempre rivolto uno sguardo ingrato di sfida da ragazzaccio ribelle;
tutte le, altre, persone che hanno avuto un significato importante nella mia vita: qualche amico si è perso dietro lo studio della teologia -povero M., soprattutto dopo M. B.!-, qualche altra, che non ha mai smesso di correre dietro la carriera, impenitente edonista intossicata dalla concorrenza, sempre in "graduatoria" per essere la "migliore" non si sa bene di che, senza, peraltro, mai riuscirci, una cultrice della propria immagine mentale, non fisica -per la quale la battaglia sarebbe stata persa in partenza-, da adepta fedele e convinta della "potenza formale del confine" che ha sacrificato tutto, pure la possibilità di avere figli, alla sacrosanta "affermazione" propria in ambito lavorativo, una mediocre -egoista, incapace di provare sentimenti o dare amore con il quale ha lo stesso rapporto dello "stitico con la sua merda"- che, in quanto tale, ha continuamente bisogno di "misurarsi" con tutti gli aspetti del mondo che la circonda -manifesta patologia dell'"invidia del pene"?... forse-, insomma, una di sinistra - povera, povera L. che nonostante tutto ha ottenuto risultati davvero mediocri-, qualche altro, che definisce se stesso "eclettico", ma che in realtà è solo stronzo, ha deciso di "mollare", si è ridotto a fare "elemosina", nella migliore tradizione beghina cristiana. Spezza il suo "fisico pane della conoscenza" tra i "poveri, gli umili e gli afflitti"  che, peraltro, non sanno proprio che farsene e preferirebbero pane vero, fatto con farina, acqua, lievito e, perchè no, additivi, conservanti e coloranti vari, e tanto basta - Povero A. che per tanto tempo è stato un rivoluzionario comunista o almeno sembrava tale...;
ho smesso, e questa è la cosa più devastante, di credere negli altri. Si tratta di involuzione sartriana grave de "la nausea", talmente grave da dare "allucinazioni". Sempre più frequentemente ho la sensazione di essere "caduto" nel film "l'inquilino del terzo piano". Ho smeSSSo di sognare. Non riesco più nemmeno ad immaginare il volo di un "gabbiano ipotetico" rachitico. Ogni volta che provo a lanciare le ali, guardo gli altri, l'universo mondo costituito da varia, multicolore umanità, e rovinosamente cado... non mi capita più di provare simpatia.

domenica 16 marzo 2014


Cattivi Maestri.
Solo piccoli, geniali frammenti, foto istantanee su dettagli.
Eppure questi piccoli frammenti riescono a restituire per intero la realtà marcescente del carcere... viene automaticamente alla mente l'inferno di Dante.
"19/7/97 - C'è un lavorante, mezzo matto, che interpella i suoi commilitoni con un "negro,servo...", gli dà da mangiare, è un 'portavitto'; altre volte attraversa il passeggio gridando a tutti, indistintiamente, 'negri, servi...' - grida secche, intempestive. E' completamente assurda questa pantomima, ma -lo riconosco volentieri- rende al nostro lebbrosario in po' di verità.

23/7/97 - Antonio sente le voci. Giulio gli chiede se le voci hanno corpo. Lui gli risponde si sì: 'sono come delle piccole gocce solide, che si ingrossano quando si parla'. 'ti ho visto in Tv' riesce solo a dirmi Antonio. Me lo ripete ogni mattina da tre giorni. 'che cosa dicevi?' insiste stamani. 'era per divertirti' gli rispondo... Non reagisce.

26/7/97 - Ho un nuovo vicino di cella: è un ragazzo di una grassezza enorme, esorbitante. E' aggressivo, moto aggressivo quando mi chiede delle sigarette, in continuazione in ogni momento della giornata. Mi dicono che abbia ucciso un vecchietto che lo derideva. Ormai ho capito di essere completamente circondato da seminfermi mentali. Qui li chiamano'mattarelli'. Vincenzo, elegante portamento, chiuso in se stesso (devono averlo caricato di chimica) mi dicono abbia ucciso un prete; Giacomo invece ha ucciso uno stretto parente. Vittorio ha ucciso un poliziotto durante una rapina, ma probabilmente altri. Carlo ha stuprato e ucciso due donne, ecc..

29/7/97 - Mi raccontano una strana storia, di un omosessuale, A., che ora è in semilibertà. A. mentre è in un altro periodo di semilibertà (e lavora in un ambiente cinematografico) scopre di essere malato di Aids. Comincia ad ubriacarsi e a ritardare il rientro fino a quanto la semilibertà gli è tolta ed è di nuovo rinchiuso al Penale. Qui è messo in cella con un uomo che lo sfrutta sessualmento. Quest'uomo (che chiamiamo P.) è molto ben visto dalla custodia: quando chiede che A. sia messo in cella con lui acconsentono per compiacerlo. Avrà osato A. dire a P. di essere sieropositivo? Certo che P. rinizia a violentarlo. Si sentono urla nella notte. Questa mattina ho saputo che A. ha chiesto di essere portato nelle celle di isolamento. P. è da parte sua, estremamente scosso. P. ama A., il violentatore ama il violentato che non osa parlargli dell'Aids. Passando davanti alla cella aperta ho visto P. piangere.

30/7/97 - L'obeso che sta nella cella accanto alla mia si aggira seminudo nei corridoi. E' talmente grasso che non entra in nessuno dei vestiti che l'amministrazione gli fornisce. Quando mette dei pantaloni sono solo sostenuti dal 'pisello', il ventre viene fuori, esplode spropositato. Fortunatamente preferisce stare seminuto, avvolgendosi nell'asciugamano o in un lenzuolo. Ma tutto questo è alla fine secondario: è durante la notte che esplode la sua sofferenza. Russa: no, non russa, emette urla e lamenti. Un'intera giungla di anumali feroci è espressa da questo notturno lamento. Tutto trema intorno. Così tutte le notti. Si sveglia stranito, stanco, e tutti gli altri attorno a lui.

3/8/97 - Un altro 'mattarello', Michele. Ha violentato e ucciso una coppia, mi dicono. Seminfermo lo hanno proclamato. Poi, dopo aver attraversato una serie di manicomi criminali, è diventato davvero e definitivamente matto. Urla, rubacchia, straparla, delira, gli altri detenuti lo evitano, molti urlano per spaventarlo e per allontanarlo. Quando va in crisi sta per ore e ore seduto sulla testiera del letto, guardando fuori attraverso le sbarre. La sporcizia della cella è indicibile.

4/8/97 - Hanno dato a G., seminfermo DOC, dieci giorni di permesso. Gli chiedo che cosa vuol fare quando esce. Mi dice che deve dare realtà alla 'femmina virtuale' che ha in testa. E' un uomo estremamente intelligente, ha vissuto tutto la vita di carcerato (più di vent'anni) attraversando Ospedali Psichiatrici e isolamenti. Ora ha finito di essere matto, dice lui. Vedremo come rientra dal permesso.

19/8/97 - Giovanni, pur avendo ormai una sessantina d'anni sembra un Ingrao giovanile, in biondo con occhi azzurri. E' un ciociaro bello, operaio comunista, eppure per una questione di eredità, di quanche campo striminzito e sterile, ha ucciso, più volte ucciso. Da vent'anni è in carcere seminfermo. Ha una vecchia madre che lo attende ancora. Adesso non può più uscire, ma è stato in permesso. Sembra che l'ultima volta, rientrando, fosse arrivato qualche ora prima. Attendendo è andato al bar per un caffè, ha visto delle guardie con cui ha scherzato, ha trovato degli amici e delle donne, si è ubriacato (forse ha anche fatto l'amore); ha tardato dodici ore prima di rientrare. L'hanno trovato che dormiva su una panchina della metropolitana, proprio fuori dal carcere. Disastro. Da due anni non ha più permessi ed ora è nuovamente malato. Il cervello 'non gli tiene'.

20/8/97 - In questo braccio di seminfermi mentali sono uno dei pochi a non esserlo. Mi guardo intorno osservando, cercando di capire, guardando come vivono. Atteggiamenti mansueti, sguardi feroci. Vedo la chimica farmaceutica farli tremare o immobilizzarli, comunque roderli. Come poter sopportare questa miseria? Qui si diventa matti.

25/8/97 - C'è un turco di una cinquantina d'anni precocemente invecchiato, in carcere -credo- per un trasporto internazionale di droga; ha accettato di prendere nella sua cella un 'matterello'. Il turco non aveva scelta, accettarlo oppure andare in un'altra sezione, in un camerone, in una situazione sicuramente più disagiata. Così è nato uno strano ménage. Il turco non parla l'italiano, se non a frasi smozzicate. Il mattarello non parla l'inglese. Eppure si intendono a meraviglia. Il turco ordina con gentilezza al l'mattarello' di tenere pulito il letto, il tavolo, il cesso. Si sbraccia per indicargli quel che deve fare. Poi gli prepara da mangiare, gli stira le cacice... Il 'mattarello' sembra adesso un bambino viziato. Il colmo dello spettacolo è attinto quando il turco stende il tappeto e fa la preghiera, il mattarello seduto sul letto lo guarda con affetto, ne segue i movimenti, li ripete con il corpo in maniera quasi impercettibile. Il turco dice che il mattarello è religiosissimo. Così convivono un mercante internazionale di droga e un 'mattarello' new-age.

29/8/97 - Si susseguono ormai le riunioni per il 'Progetto Ulisse'. Si iniziano a costruire le squadre per pulire le celle dei seminfermi e a scrivere i primi testi per impostare l'assistenza ai 'mattarelli' da parte dei detenuti 'normali'.

30/8/97 - C'è un vecchietto seminfermo che passa le sue giornate davanti alla Tv, fra giornali televisivi e cartoni animati. Esce di rado dalla sua cella per passeggiare sui ballatoi del piano, mai all'aria. Di rado ha una conversazione con altri detenuti. Se parla, parla di politica, con gli accenti e i riflessi di un comunista emiliano degli anni cinquanta. Non si cambia mai d'abito, ma è sempre pulito. L'ho spiato mentre guardava i cartoni animati. Ne ripeteva i gesti, alzava le mani e le agitava, si sollevava dal letto... Sembra un tifoso che guardasse una partita della sua squadra.

6-9-97 - Questa sera, nell'imbrunire, i matti del reparto erano tutti riuniti sul ponte che collega gli opposti ballatoi del reparto. Vincenzo era immobile, catalettico, guardava lontano, nella sua impressionante magrezza. L'obeso portava incessantemente il suo ventre qua e là, e con le due dita della mano destra sostenute dal pollice, tese verso ogni passante, ripeteva 'sigaretta?' e riportava le due dita alla bocca. Vittorio si era disteso quasi nudo accanto a Vincenzo. Antonio attraversava continuamente il passeggio con grande cautela ripetendo sulle labbra la sua poesia: 'pareti muro/manicomio/nuda natura/natura matta'.

7/9/97 - Questa mattina il seminfermo che è arrivato da pochi giorni si è tagliato. Non ha detto nulla, nessuno se ne è accorto. La guardia, quando ha aperto la cella, lo ha visto in un bagno di sangue. O. si è tagliato perchè vuolo tornare in manicomio, vuole essere riempito di chimica fino a non vedere più il mondo attorno a sè. Lo hanno preso e portato in infermeria, poi nelle celle di isolamento. Diversamente da ciò che avveniva nelle mie altre carcerazioni, ora le guardie arrivano, quando i detenuti si tagliano, tutte con i guanti di gomma. Che terribile modernizzazione!

9/9/97 - Passo davanti alla cella del vecchietto seminfermo. Riconosco gli acuti della Callas che canta Verdi; la musica è forte. La tenda tirata sulla porta non è perfettamente chiusa, attraverso lo spiraglio vedo che il letto è vuoto. Nella tenda vedo l'ombra di G. che danza. Non ci credo. Mi faccio coraggio e tiro la tenda. Lui continua a danzare, il volto rapito. Non ha nulla a che fare, il suo movimento con quello della musica, semmai quel Verdi avesse permesso dei movimenti coerenti. Il volto del mattarello è felice. Ore 12 del mattino, una Tv che trasmette Callas-Verdi, il movimento di un corpo, gioia, speranza?

10/9/97 - Lunghe discussioni sul 'Progetto Ulisse'.

15/9/97 - Vincenzo è stato trasferito di nuovo questa mattina all'O.P.G.; mi dicono gli psicologi che nessuno sapeva più cosa farne. Rifiutava le brodaglie chimiche e passava gran parte del suo tempo a guardare dei punti fissi. I suoi occhi cominciavano a vacillare tra una totale incertezza ed una maniacale fissità. Povero Vincenzo! Fra i matti del reparto era l'unico amato dai detenuti normali. Anche io lo amavo, cercavo di rivolgergli la parola. Gli davo volentieri delle sigarette, lo coccolavo persino, povero ometto disperato... Adesso lo hanno rimesso in manicomio. E' il luogo dal quale è uscito cronicamente folle. Il manicomio criminale è la vera discarica della società, il luogo dove gli esclusi divengono dei rifiuti. Ormai non ti legano più. Prima c'erano i manicomi dell'elettricità, dei letti di contenzionee di altri ammennicoli. Poi le droghe, i bomboni, le pasticche, le punture, i calici di merda. Ti legano così. Fra elettricità e chimica si è sviluppato il manicomio della post-modernità.

1/10/97 - Non riesco ad immaginare che cosa sia la pazzia -dentro la testa o nel corpo dei malati. Quando vedo Michele oppure Antonio, rigidi, guardare la finestra, attraverso la finestra -o cominciare a parlare insensatamente, o a ridere (e nessuno capisce perchè): ebbene tutto questo mi lascia immobile, sbalordito, attonito. Non capisco. Quando l'altra sera Michele ha violentemente aggredito un detenuto normale che non gli aveva data una sigaretta la situazione era strana. Solo pochissimi hanno preso le difese del detenuto aggredito. Forse il pazzo anche qui è ten(m)uto per sacro. Ma io non sono del profondo Sud, non capisco. Io ho bisogno di fare.

8/10/97 - Il piccolo Vincenzo, matto gentile, è tornato dall'O.P.G. Sembra chimicizzato per bene. Tutti lo hanno accolto con estremo affetto. E' un piccolo francescano, un uccellino pasoliniano, sempre armato di uno stolto sorriso.

9/10/97 - Ricevo da Giulio, che gli O.P.G. li conosce bene questa nota sugli attrezzi ed altro che si usano in quei luoghi. E' un catalogo archeologico, traversato esso stesso da schizzi di follia. Lo trascrivo,l così comè, ivi compresi gli evidenti errori grammaticali: 'i vari settori, attrezzature, psicofarmaci, negli Ospedali psichiatrici'.
-Reparto agitati: dove vengono richiuse le persone con un alto indice di pericolosità psichica.
-Cella imbottita: dove vengono rinchiusi i ricoverati con alta tendenza al suicidio.
-Letto di contenzione: dove vengono continuamente legati ammalati con disturbi psichici.
-Fasce: vengono utilizzate per legare i ricoverati che mostrano aggressività.
-Fiorentina: è una fascia solida che viene inserita sul torace, sotto le ascelle, e vien fissata al letto.
-Quercizione al muro: dove vengono querciti ammalati in crisi.
-Camicia di forza: che tutti conosciamo, come camicia per bloccare persone in crisi.
-Collare antimorso: viene utilizzato per non farti mordere, sia quercito in piedi che sul letto di contenzione, con spilli sul collare.
Misura cranio: è un arnese di metallo che al primo impatto sembra una tagliola, si misura il cranio, il mento e la testa.
-Martellino: si utilizza sui nervi per vedere le reazioni del paziente.
-Penna elettrica: si utilizza nelle mani e sotto i piedi per stabilire la sensibilità del ricoverato.
-Guanti antimasturbazione: muniti di spilli, vengono messi alle mani per non farti masturbare: gli psichiatrici sostengono che la masturbazione causa depressione.
-Elettroshock: che viene sostituito con il Moditen, considerato dai ricoverati la puntura che uccide l'anima e la voglia di vivere.
-Vari psicofarmaci: Talofer, Serenas, Entomin, Largatin, Valium, Minias, En, Tavor.

 21/10/97 - L'obeso, O'Chiattone, è stato trasferito, povera bestia. Nei giorni scorsi ero riuscito a farlo parlare, a farmi raccontare della sua famiglia che lo aveva abbandonato. Era entrato nel camerone chiedendo sigarette e caffè. Sembrava essersi lavato quella sera. Puzzava di meno. Sono riuscito ad attraversare quel suo fare selvagggio che era un aggredirti per chiederti la sigaretta ed un fuggire subito dopo, impaurito come un timido cane randagio. Mi è sembrato di capire che la sua era una famiglia meridionale trasferitasi nelle campagne del vicentino. Una miseria profondissima vissuta nell'isolamento razziale. Poi il delitto, in reazione al fatto di essere stato respinto da un bar, poi l'insensatezza del manicomio e del carcere, e l'obesità sempre peggio, e l'isolamento sempre più duro... Adesso dunque l'hanno portato di nuovo in un ospedale psichiatrico. Arrivederci a mai, vecchio mio.

28/11/97 - Da qualche giorno è arrivata Marilù. E' un ragazzo di 25 anni, imputato in un sordido processo di violenze familiari e di pedofilia extrafamiliare. Marilù è un 'femminiello' assoluto. Adesca i coatti. Livello mentale di una prostituta seminferma. I compagni dicono: 'Marilù gioca a tombola tutta la giornata, come fanno i femminielli...i vecchi coatti se lo contendono. Ce ne uno, tale B., che pretende di avere su di lui un diritto di protezione. Gli fa la spesa e la carica sul suo proprio conto. Poi arriva C., che è un belll'uomo e che è noto per avere avuto delle altre storie omosessuali, e Marilù gli occhieggia sul piano. Marilù accetta l'invito a passare da C non appena questo si è fatto la doccia. Quando C. esce dalla doccia con l'accappatoio, Marilù entra da lui, lasciano la porta aperta per far capire che stanno insieme. Ma a quel punto sale il magnaccia B. che si mette ad urlare cercando Marilù. Prima di entrare nella cella di C. si incrocia tuttavia con Pasquale (un vecchio coatto che aveva conosciuto, aiutato e posseduto Marilù al reparto giudiziario): si scambiano sottovoce parolaccie. A quel punto Marilù e C. escono sul ballatoio. Ne nasce un'epica rissa. Le guardie non ne sono avvertite. La pace regna a Rebibbia.

30/11/97 - Antonio è un pazzo verace. Catanese; rapina con uccisione di poliziotti. Manicomio criminale, poi Rebibbia Penale. Gli chiedo: 'che cosa fai quando esci?'. Risponde: 'che vuoi, io di soldi ne ho. Dipingo e scrivo libri; poi adesso chiedo la pensione; questi soldi li metto da parte, quanche miliardo, poi penso che una parte li investirò, in quei Paesi con i puntini attorno all'Italia (Antonio possiede una carta geografica nella quale attorno alle frontiere italiane i territori sono segnati con i puntini) come Montecarlo, me lo ha detto un colombiano, Con questi soldi voglio comperare una città, si una città come una campagna, non Catania, ma Roma, una villa voglio comperarmi grande come una campagna. Ci si arriva con la metro nella mia villa. E poi in questa città con la metro ci si sprofonda di nuovo attraverso vicoli, grotte, spirali, che si allungano dappertutto. Ma io so orientarmi perchè sono nella mia villa. Finchè non si arriva in un luogo dove tutti possono stare nudi: una spiaggia, nella mia villa, all'interno della città. E nella mia villa si fa tutto con le mani, nella mia villa grande come una città, che è la mia campagna. Ci si fa il pane con le mani...'. Chiedo: 'Quanta pena hai ancora da scontare?' Risponde: 'Forse 12, 16 anni, ma se si entra in Europa diventeranno la metà. perchè io so vivere: qui la sera con gli altri compagni ci comperiamo i pasticcini, buoni, 500 mila lire di paste, mangiamo, giochiamo, ridiamo tanto, senza che si sappia perchè. La mia villa è bella come qui, non come a Catania. I miei parenti non voglio vederli, no, nella mia villa io posso vivere da solo. E poi c'è la spiaggia dove si va nudi. So dipingere, scrivere, quindi non ho bisogno di niente...'

3/12/97 - Marilù passa le suo giornate davanti alla porta della sua cella ad attendere il cliente, deshabillé grazioso e schiocchi di lingua. Grottesco spettacolo. Tutti gli omosessuali in agitazione, tutti lì attorno da qualche giorno.

4/12/97 - Michele ha dato di matto. Dorme di giorno e si sveglia - veglia la notte. E di notte urla continuamente e batte le sbarre e la porta. Chiede sigarette. Le guardie prima divertite con lui offrendogliele e non dandogliele, poi hanno iniziato a minacciarlo e ad urlare più di lui. Nessuno dorme più. Se questa notte accade ancora, da quel che ho capito, ci sarà una 'battitura' generale di protesta.

17/12/97 - Antonio ha trovato la sua villa, ha conquistato Marilù. Ormai passa la giornata disteso sul suo letto. Marilù ha comperato i depilanti, le creme contro il grasso, i profumi e gli shampoo più costosi. La direzione ha fatto passare tutte le domandine.

12/1/98 - Il Progetto Ulisse prepare la sua esposizione di pittura, 'Una Motta Nonna'. E' un rilancio dell'iniziativa. Qui in carcere però sembra che non succeda nulla. La Direzione si muove per organizzare la mostra, tra noi domina l'inerzia. E' strano il carcere, ci sono momenti in cui, mi diceva ieri un ergastolano, non deve succedere nulla, prima o dopo le feste. Il carcere ha un grado minimo di sopportazione del movimento, poi si stanca. Questo è un momento così ed il Progetto Ulisse langue. I mattarelli quasi non si vedono più, il carcere li ha, alla sua maniera, inghiottiti. Carcere balena, balena dei pidocchi.

13/1/98 - Nel pomeriggio sento gridare nella cella accanto: è la cella di C., ergastolano, pazzo. Ma le grida non erano sue, erano di Marilù: 'non farlo, io ti voglio bene'. Piagnucolava Marilù, poi sempre più forte fino ad urlare. Stavo aprendo la porta quando esce C., stravolto e pieno di sangue: si era tagliato davanti a Marilù, le braccia e il torace. Con me era accorsa la guardia del piano, un giovano, completamente sconvolto. Abbiamo portato C. alla doccia per lavarlo un pò, poi in infermeria. Non sono riuscito a capire perchè l'abbia fatto. Sulle prime pareva una prova d'amore o di gelosia, poi invece mi dicono che avesse litigato per un posto di lavoro e si fosse ubriacato.

14/2/98 - Un mattarello scrive dappertutto sui fogli, sulle tele e soprattutto sui muri di celle e docce: 'io mi amo!'

19/2/98 - Ieri sera Michele mi si presenta in cella, matto furioso, e mi chiede dell'hascish. Mi dice che un mio compagno di camerone gliene dava sempre. Gli dico di smetterla e di andarsene. Ritorna dopo circa una mezz'ora, mi dice che mi vuole bene e che mi deve confidare una cosa, segretamente: 'Domani mattina ci sarà una perquisa. Da me che sono matto non vengono, quindi dammi l'hascish che lo conservo io'.

26/2/98 - Il povero Carmine è un uomo solo, disperato, violento; ma se si riesce a scuotere il suo aspetto affettivo diventa fedele come un cane. Ha l'ergastolo, tutti lo hanno abbandonato. Disagio mentale fortissimo, ignoranza e miseria producono un Q.I. pressochè nullo. Ma se gli vuoi bene ti sta dietro come un cane. Come farne un uomo?

9/3/98 - Carlo non parlava con nessuno. Il suo corpo è pieno di tatuaggi, dai piedi alla testa. Si veste sempre con proprietà: ha un doppio petto blu sul quale mette una cravatta a strisce molto colorata. Finalmente siamo riusciti a convincerlo a dipingere: fa dei grandi autoritratti, piuttosto belli, statici, bizantini. Ha una grande barba che gli incornicia il volto e lui la esalta nei suoi quadri. Poi, snocciola proiettili su tutta la superficie del dipinto -e quanche mitra qua e là. Come Jacovitti metteva lische di pesci e salami, Carlo mette armi da fuoco. Ma ciò che è interessante è che dopo due anni ha ricominciato a parlare. E mi sorride con un volto da adolescente pulito.

10/3/98 - Gli uccellini sono tornati, tranne 5 perduti e due arrivati stanchissimi che si sono posati per terra e i gatti se li sono mangiati. La catastrofe è dunque ridimensionata. I mattarelli hanno fatto fuoco e fiamme oggi contro la Direzione che non avrebbe fatto aggiustare già da tempo i vetri della voliera che si erano fragilizzati, che non ha incitato le guardie a cercare gli uccellini quando il passeggio era chiuso, che non ha chiamato per tempo il veterinario, ecc. Formidabile reazione proletaria dopo un disastro naturale... l'eccitazione era altissima, soprattutto tra i mattarelli, di rado ho visto guardie ed ispettori così imbarazzati. Hanno fatto un sacco di telefonate e hanno assicurato che domani ci saranno gli operai e tutti gli specialisti di riparazione di voliere... e dei malanni degli uccelli.

26/3/98 - Terremoto, oggi ha tremato il carcere; ieri ancora più forte. Giulio sostiene che lui, in quanto pazzo, sa prevedere i terremoti.

28/3/98 - Questa sera Antonio è entrato nel camerone. Dice che c'è un gruppo di vigili urbani di Catania che lo insegue e che si trasformano in poliziotti, poi in secondini che lo perseguitano sempre, ed ora ci sono anche dei detenuti che sono vigili urbani camuffati. Gli dicono di stare zitto e lui salta addosso a Giacomo. Antonio ha un forza tremenda. Una decina di matti cercano di bloccarlo, ma è gia addosso a Giacomo che, per parte sua, difendendosi, sta per spaccargli la testa con uno sgabello. Mi butto addosso a Giacomo e riesco a fermarlo. I compagni nel frattempo sono riusciti ad immobilizzare Antonio. Lo trascinano nella doccia la cui porta è a fianco di quella del camerone. E lì lo bagnano e lo menano. Sembra essersi calmato, invece salta fuori e si precipita di nuovo nel camerone dove è fermato da un pugnaccio in testa. Si calma infine. Un compagno ci ha rimesso gli occhiali, un altro si è quasi spaccato la mano per un pugno finito sul muro, un altro ci ha rimesso tutti i bottoni. Tutto tranquillo infine, ma è una violenza spropositata, paurosa, quella che può scatenarsi.

13/4/98 - E' arrivato Bepi. Mattarello, malavitoso della campagna veneta. Mai come in questo caso riesco nella diagnosi della pazzia. Il Veneto, i ritmi feroci, insensati dello sviluppo: eroi di Ruzante costretti a diventare post-industriali."

martedì 11 marzo 2014

Scelta sci... sci... scientifico/eco... eco... ecologista.
Maestro: "hai messo le mutande al rovescio"
allievo: "Lo so. Ho preso
ispirazione dal movimento per il 
riutilizzo dei calzini spaiati. Ho  fondato
il movimento ambientalista per l'uso
delle mutande da entrambi i lati:
si consumano, e si sporcano, di meno,
anche se più uniformemente, e durano di più.
Ciò significa meno lavaggi -meno "consumo di acqua",
meno consumo di detersivo-,
uso più prolungato, e maggiore resistenza
all'obsolescenza programmata, reale o casuale del prodotto.
Le mutande, da indumenti di intimo,
si trasformano in
una "precisa risorsa per l'ambiente"
Maestro: "ma... e i germi?"
Allievo: "anzichè trasferire i germi
nell'ambiente, li conservo in casa
riducendo la carica microbica globale,
dei rifiuti, impedendo che si generino
trasformazioni e/o mutazioni."

Allievo: "Maestro hai dei buchi nei calzini, cambiali!"
Maestro: "Ad ognuno il suo. Li tengo fino a che
si trasformano in un buco con dei piccoli
lembi di tessuto. Ho fondato il movimento
ecologista per la Disintegrazione Totale
Dei Calzini Indossati (D.D.T.C.I.);
Meno rifiuti in discarica,
"decremento
della massa globale dei rifiuti prodotti giornalmente".
Ciò significa Riduzione,
in maniera proporzionale,
di "trasporti"e/o vendite.
Allievo: "maestro voglio aderire, anch'io, al
movimento D.D.T.C.I....
siamo il "sale della terra" (s.d.t).
Maestro: "...è che siamo troppo oltre."

In The Garden...

giovedì 6 marzo 2014


Solo "90 minuti".

Tante piccole storie borghesi
che impazziscono all'improvviso.
Si tratta di delitti che maturano
non nelle favelas del famoso villaggio globale,
non il sottoproletariato affogato di miseria,
ma in ceti, tutto sommato, benestanti.

Degno di rilevazione è il contrasto
tra ordine impeccabile delle case
-linee moderne, polifunzionali, d'arredamento,
elettrodomestici e dispositivi elettronici hi tec-,
tra il bianco abbacinante, immacolato, delle mura
e quello che, al loro interno, accade.
E' storia della borghesia, malato terminale,
che sta impazzendo.

Chi poteva, solo 20 anni fa, immaginare
che le repubbliche "nordiche"
dell'occidente ricco, istruito,
sviluppato, industrializzato...
-una per tutte la Svezia-,
quelle che rappresentavano
il punto più alto e illuminato,
l'ideale a cui tutte le altre
"domocrazie" si ispiravano,
potessero produrre tali risultati?

lunedì 3 marzo 2014

Che te ne fai di un'idea in un presente ipertrofico?
Puoi solo fare in modo che precipiti in un buco nero,
insieme a tante, futili/inutili/indifferenti, altre,
sperando che la gravità la faccia implodere
e la restituisca, indistinta, come "marmellata",
buona, tutT'al più, da spalmare
sul pane della matematica combinatoria.
perchè guastarsi nella ricerca ... meglio giocare a meno impegnativi giochi. basta un numero sufficientemente ampio di proposizioni, segmenti di idee, per produrne di sempre nuove, ibride, geneticamente modificate, mutanti, forse, cancerogene, ma sempre inusuali, sorprendenti, eclatanti, patinate, luccicanti tramite permutazione, combinazione, disposizione, crossover... in un caleidoscopico gioco passatempo in attesa di qualche omologante cambiamento apparente -quel tanto che basta per rompere la noia. E' cosi che si impara a galleggiare come stronzi nella, ormai, onnipotente "potenza formale del confine".
E' tutto perduto ed è bastato alzare di qualche tacca il livello di complessità.
Resta solo una consolazione. Questo livello di "complessità" è ingestibile per tutti. 
Non resta che rimanere in attesa, come muti osservatori incapaci di produrre la benchè minima variazione desiderata, completamente in balia "dell'orizzonte degli eventi".
Numeri Giocabili Al Lotto.
9.5.2

domenica 2 marzo 2014

Oggi posso finalmente giocare al lotto: 8.3.2.
Demistificare la Demistificazione.
Giocare ai quattro cantoni con consumismo,
ovvero, contrapporre vanga a trattore.
Antropomorfosi completa capitale
ad effetto totalizzante invasivo/pervasivo:
Conservare un oggetto -immateriale?- passato attraverso
la lama disobsolescente del consumo,
mentre la merda piove
in una inusuale attualizzazione
del diluvio universale?

martedì 25 febbraio 2014

Renzi(e) è Come la Luisa:
"arriva presto, finisce presto
e non pulisce il Water"

domenica 23 febbraio 2014

'Eppur Si Muove'
"La teoria dell'equilibrio elimina la possibilità della crisi. La ragione decisiva, secondo me, del perché la teoria dell'equilibrio è preferita alla teoria del non-equilibrio in pressoché ogni ramo della teoria economica, è che nel quadro teorico dell'equilibrio è di fatto impossibile formulare una teoria della crisi. Invece, la crisi è sempre vista come il risultato di fattori esogeni; del cattivo governo, della cattiva politica monetaria, della politica tecnologica, del sistema di regolamentazione, dei sindacati, dei comunisti, dei terroristi, degli sceicchi del petrolio - di qualsiasi cosa, di fatto, tranne che del sistema stesso.

Eppur si muove. Il sistema produce le crisi. Stiamo attraversando quello che io penso sia la 28esima recessione periodica del capitalismo e la sua quarta onda lunga di declino di accumulazione. Tali eventi si sono manifestati con la regolarità delle comete, con ogni combinazione concepibile di politiche monetarie, di regimi di regolamentazione, di governo politico. Attribuire eventi così regolari, la cui forma è ripetuta più o meno in ciascun caso distinto, a cause storiche e effimere o transitorie mi sembra essere del tutto non scientifico. Chiaramente queste cause esterne interagiscono con, e hanno un impatto profondo sul corso di, queste crisi ma penso che noi dobbiamo considerare almeno la possibilità che il loro determinante ultimo sia il mercato stesso, e questa è l'idea che è intollerabile e inaccettabile da coloro il cui potere e la cui ricchezza derivano da questo mercato.
Perché è inaccettabile? Perché, se è chiaro che il sistema produce le sue proprie crisi, la prospettiva cambia. Quello che veramente accade è questo: il sistema del mercato, e soprattutto il mercato dei capitali, pone i suoi propri limiti a se stesso. Il problema è concepito capovolto perfino da parte degli oppositori più incisivi della globalizzazione, perché in effetti essi accettano il punto di vista teorico che la globalizzazione è un processo automatico e naturale, e limitano i loro obiettivi (decisamente nel caso della Tobin Tax) a 'gettare un granello di sabbia nel meccanismo'. Non ho nulla contro il gettare sabbia nel meccanismo se ciò migliora la condizione umana, ma il problema è secondo me molto più serio, perché l'intero veicolo esce periodicamente di strada con o senza la sabbia. In questo caso, il problema è completamente diverso: scappare con le minime perdite di vita. Il punto non è quello di fermarlo o di farlo avanzare; questo è un falso dibattito. Il problema è cosa fare riguardo ai terribili risultati che si verificano quando il veicolo si ferma da solo.
Che fare? è precisamente in momenti di crisi che la coscienza umana diviene un fattore. In una macchina veloce su un rettilineo autostradale, il conducente deve stare attento solamente all'acceleratore e perfino questo è automatico nelle macchine americane. Ma se la macchina incomincia a virare, il conducente deve guidare. In questo caso anche piccole azioni contano, e quello che diviene importante non è quanto uno sia grande ma quanto uno conosce. Gli architetti della globalizzazione devono usare una teoria che oscura quello che sta succedendo. Le vittime della globalizzazione hanno bisogno di una teoria che renda chiaro quello che sta succedendo; questo è ciò che la nuova ricerca offre."


La teoria liberista e non solo, essendo l'economia un frattale ricorsivo dove è complicato capire chi determina chi, favorisce la mistificazione della crisi, la nasconde, privilegiando una nozione di equilibrio ex post, cioè l'equilibrio, meramente definitorio, si da una volta che le grandezze si sono "aggiustate".



http://youtu.be/_BMsIOe2ryI

giovedì 20 febbraio 2014

L'uomo Nuovo
'"Io cerco l'uomo nuovo, l'ha incontrato?"
"E' uscito proprio adesso, che peccato"
"Ha mica detto niente, se tornava".
Chissà se era serio o se scherzava.
Chissà se era serio o se scherzava 

 Io cerco l'uomo nuovo e sono stanco.
"Può mica darmi un po' di vino bianco?"
io cerco l'uomo nuovo e non so più che fare
chissà se è meglio andare o restare
chissà se è meglio andare o restare.'
Quali le caratteristiche salienti dell'uomo nuovo?
Biondo con gli occhi azzurri? non sbaglia mai? non ha mai paura? migliorato eu-geneticamente? un pò sul tipo nazista?
noooo, quel tipo è vecchio come il mondo, e sai già come va a finire la storia.
No, ha un livello culturale elevatissimo; ha smesso di essere alienato rispetto a quel che usa; costruisce da se, o almeno lo progetta, quello di cui ha bisogno; è perfettamente integrato nella sua comunità con cui scambia conoscenze umano/scientifiche e consolida legami all'interno del suo gruppo di riferimento; decide lo stock di oggetti di cui abbisogna e, conseguentemente, decide quanto lavorare, purchè il tempo dedicato al lavoro sia una frazione trascurabile della ore disponibili nell'arco della giornata; è stato capace di arrestare la deriva della riduzione del tempo per unità di prodotto; applica le sue notevoli conoscenze per migliorare il progresso tecnico comune a tutti; non produce rifiuti; ha eliminato alla radice il profitto; acquisisce , nel processo di redistribuzione della nuova ricchezza prodotta, esattamente, in base al proprio contributo alla produzione, seguendo un criterio di ripartizione condiviso con tutta l'umanità e senza distinzioni di sesso, religione o razza; tutto ciò fa si che viva dignitosamente una vita che vale la pena di essere vissuta... è perfettamente integrato nel suo gruppo di riferimento e nell'ambiente che lo circonda di cui è divenuto un forte fattore di difesa anzichè di rischio.

mercoledì 19 febbraio 2014

Maestro: "Ho Visto All Is Lost. 
si tratta di "una lotta uomo-natura"?
si tratta di "uomo contro la morte"?
si tratta di "pessimistica suspense esistenziale del quotidiano"?
si tratta di "metafora in agguato""?
Allievo: "Nin ZO!
Certo è che un contaner
zeppo di scarpe da ginnastica di PLASTICA
-di quelle che fanno puzzo da morto-
procura una falla nel suo guscio
alla deriva nell'oceano;
certo è che in tutto il film
il protagonista è praticamente immerso
ed asfissiato, oserei dire, da inutili
-inevitabilmente quando servono si rompono
o hanno la strana tendenza a perdersi-
oggetti di PLASTICA;
certo è che le navi che dovrebbero salvarlo
ma che, volutamente,
lo ignorano -lo trattano come se fosse invisibile,
senza più alcuna capacità interlocutoria,
o un disagiato mentale-
sono navi container che,
sicuramente, trasportano
PLASTICA, merci o ricconi
-che poi in fondo è lo stesso.
'Oggetti' che una volta
erano uomini e che hanno subito
un processo di reificazione,
un processo di oggettivazione-
certo è che il titolo del film è
'tutto è perduto'.
non sarà mica una metafora del futuro che ci attende?"

martedì 18 febbraio 2014

Moretti Nanni:
uno affetto
da albagia
di sinistra.

venerdì 14 febbraio 2014

prepuzio iuvant
Visto Avatar. Solito polpettone effettistico/speciale. L'industria cinematografica e con essa i registi statunitensi sono, nella maggior parte dei casi, patetici e riflettono l'arroganza militaristico-imperialista degli Stati Uniti d'America... Sono vere macchine propagandistico-governative.
Nel film Ho trovato degne di interesse:
la ricostruzione "verde". Si tratta di un bisogno reale, primordiale, viscerale, impellente, immediato, bisogno di assetato disperso nel deserto,  di ambiente incontaminato. Mi fa venire in mente un mondo antico, non ancora impestato dai residui tossico-radiattivi, della, prima di tutto, mutazione genetico-cancerogena del cervello umano;
il meccanismo di condivisione che ogni essere, vivente e non, di "Pandora" aveva con il tutto-unico aggregato. Ecco di questo ci sarebbe veramente bisogno, e non averlo è una disgrazia, perchè non abbiamo, non abbiamo più - forse non lo abbiamo mai avuto - nè un contatto nè una vaga idea del livello aggregato che, forse, possiamo identificare con Dio, e che è -sarebbe- l'unica cosa che a questo punto potrebbe salvarci. Da questo punto di vista siamo "ciechi", e questo, forse, spiega perchè siamo cosi spietati e privi di scrupoli con il mondo che ci circonda, in primis con gli individui della nostra stessa specie.
"Diseconomie esterne"
Le diseconomie esterne alle volte vengono chiamate, confondendole, con il termine di esternalità e consistono nel trasferire quote consistenti di costi (addirittura qualcuno sostiene che tali costi, attribuiti all'esterno, sono addirittura uguali o maggiori dei profitti stessi) all'esterno dell'impresa che li genera. Per associazione di idee fa venire in mente un qualsiasi "coglione" che si trova a passare casualmente in un luogo dove si scatena un conflitto a fuoco tra bande o tra malviventi e "forze dell'ordine" (che poi è lo stesso!) e viene ammazzato, o, e questo è un classico, le comiche delle torte in faccia che coinvolgono, casualmente, via via un numero sempre maggiore di persone. Un pò, per capirci, quel che succede in un condominio quando qualcuno rompe un vetro o una qualsiasi cosa comune che poi si dovrà riparare o sostituire con il costo a carico dell'intera comunità, o quello che spara all'amante della moglie, ma sbaglia persona... C'è però una differenza tra questi esempi e le "diseconomie esterne", in quanto nel primo caso l'errore è non voluto, capita per caso. Nel caso delle "diseconomie esterne" -o più correttamente si dovrebbe parlare di un caso particolare di "falsi positivi"?- invece è un processo intenzionale. Assomiglia di più a una truffa tra due compari a danno degli ignari "grulli" che di volta in volta "capitano". Solo che gli ignari "grulli" che si accollano il costo sono tutti i membri esterni alla/e "impresa/e" che sarebbe più corretto chiamare banda di terroristi oppure serial killers di massa, o con qualsiasi altro nome la creatività del momento suggerisce. La tentazione è irresistibile anche per il più "irreprensibile" ed "onesto", anzi proprio per i più "irreprensibili ed "onesti" degli uomini e le somme in gioco estremamente consistenti. Quello che si frega 100 unità di qualche cosa e poi, dato che sono 100, gli individui che, loro malgrado, partecipano al "gioco" ripaga al massimo 1. Un bel guadagno, non c'è che dire, 100 su 1... e se i partecipanti, mantenendo lo stesso rapporto, al gioco fossero 1.000... 1.000.000... 1.000.000.000... Certo, in tutto questo, ci sono anche "effetti collaterali" "spiacevoli" -come del resto in tutte le cose che ci circondano- tipo far ammalare di cancro un certo numero di persone -come nel caso della produzione, delle scorie o degli incidenti nucleari- o gassificarle o fargli ingerire misture chimiche o fargli venire le malattie più atroci che si possano immaginare come la SLA o il morbo della mucca "che passa", cioè no, della mucca "che se la spassa", cioè no della mucca "a spasso", cioè no, della mucca "pazza. Comunque niente che non si possa rimediare con la frase magica: "vittime del progresso", o meglio ancora: "lo faccio solo una volta"... E già, il potenziale di "ricchezza" insito in queste operazioni è talmente elevato che basta farlo un'unica volta, o almeno "una alla volta" ripetendo, però sempre "lo faccio solo..." per potersi "sistemare" per tutta la vita. naturalmente parliamo di individui "(r)capaci", dotati di cultura elevata, che occupano posti chiave -infatti sono dei "chiavatori" eccezionali capaci di chiavare o vendere la loro stessa madre- nella società "avanzata" e dotati anche di un certo rigore morale che li porta a provare anche rimorso -niente che non si possa dimenticare con una certa dose, considerevole e abbondante, di denaro e coca(r)ina-, altrimenti non sarebbero individui da "una botta e via". Non sono da biasimare: parliamo di anime gentili, della elite, della "crema" -anzi per meglio dire della schiuma-,  persone che al di sotto di un certo ammontare di ricchezza non si sporcherebbero mai le mani... eppoi c'è di peggio... quelli -appartenenti sempre all'"aristocrazia"- che lo fanno ripetutamente, quelli con il pelo sullo stomaco capaci di assassinare, in caso di necessità, una anziana signora per rubargli la pensione minima per poter andare a sputtanarsela con quelle trojone che oggi prendono il nome di "escort" -che fino a poco tempo fa era un'auto probabilmente a noleggio-, e dormono come i putti di Michelangelo... e non è finita... ci sono quelli-i livelli "esecutivi" che le stesse cose le fanno per mantenersi un lavoro di merda, quelli che godono a farle a prescindere dal lavoro che fanno... e giù giù, fino ad arrivare alle favelas, dove per 50 o anche per 25 o anche per 12,5 o anche per 6,25 o anche per... $ puoi far ammazzare una persona ed avere, con un piccolissimo incremento di prezzo, come simpatico souvenir le sue mani o le sue orecchie o il suo pene o il suo buco di culo con annesso un pezzo di "intestino crasso" da usare come originale posacenere. Favelas, favelas -La favela è una robusta pianta che cresce in climi semi-aridi-... equivalente sociale di "pattumiera", di "buco nero" indistinto capace di ingoiare i detriti e trattenerli con la "forza di gravità" al suo interno... frammenti delle macerie di formazioni sociali che via via vengono distrutte da quella specie di erpice che è la forma attuale di capitalismo, cioè consumismo edonista omologante. Anche in queste condizioni di povertà estrema gli individui che la popolano continuano ad essere "abbagliati" da una forma particolare di denaro -il dollaro americano la vera forza di gravità che schiaccia questi individui all'interno del "buco nero"- che gli impedisce -in una specie di legge dell'entropia sociale- di organizzarsi tra loro per migliorare le loro stesse condizioni di vita.
Qualcuno potrà dire: "niente di nuovo sotto il sole". È comportamento tipico del genere umano. Vero, sacrosanto, nulla è cambiato -l'uomo è biologicamente identico al suo antenato primitivo. il suo rugginoso organo di pensiero è immodificato-, ma sono cresciute in maniera esponenziale le sue conoscenze e capacità tecnologiche, è cambiato l'impatto che il genere umano, grazie alla tecnologia -la tecnologia ci salvera?-, ha sulla terra. I danni provocati da una sola bomba atomica o da "processi produttivi "disinvolti" non sono minimamente paragonabili a quelli conseguenti a una qualsiasi calamità che poteva avvenire nei secoli passati... e non è tutto. È  enormemente aumentato il numero di esseri umani sul pianeta. Pertanto quel che poteva essere "sostenibile", in termini di comportamenti distruttivi per l'ecosistema, non lo è più.
Progresso sc... sc... scientifico (2)
Premessa.
Ho potuto vedere cervello organizzare "pensiero", oppure "pensiero" organizzare cervello. Sembrava di essere nel centro di Milano in una giornata piovigginosa e di intenso traffico, con il grasso e lo sporco che sfrigolavano come "bacon" sulla piastra.

Maestro: "ieri ho fatto un esame che ha mostrato l'attività psico/magneto/elettrica del mio cervello"
Allievo: "cosa ne ha dedotto?"
Maestro: "che la tecnologia è meravigliosa... peccato. Solo "cacche di mosca sopra e sotto le righe"". 

mercoledì 12 febbraio 2014

Renzi dice che si romperà
o l'osso del collo o il buco del culo.
Sono convinto che alla fine scegliera,
con un certo piacere, la seconda possibilità.

lunedì 10 febbraio 2014

perchè una merce è una merce.

Esistono sostanze con effetti più o meno stupi-facenti,
ed esistono gli effetti psicotropici che si generano
in distinti individui i quali hanno un certo quantum
quali/quantitativo di attività psichica in diversi istanti spazio/temporali.
gli effetti possono essere infiniti, completamente aleatori
e quasi certamente non ripetersi mai,
la sostanza, invece è unica e ha precise caratteristiche fisico-chimiche.
mettersi a discutere degli effetti è come cercare
di fissare le figure che il "fumo" disegna
in ogni istante e chiedersi perchè
si è manifestata una data figura.
è più utile discutere della sostanza.

posso usare una merce, una volta che entra nella mia "sfera di influenza"-e farei meglio a capire in che modo entra nella "mia sfera di influenza", piuttosto che perdermi in vanegiamenti sulle sue capacità ammaestrative- come meglio mi aggrada... uno stecchino per le caccole del naso, una forchetta per il brodo, un cellulare come corpo fallico vibrante, un portatile come supporto pubblicitario per realizzare una locandina a "bandiera" oppure un oggetto secondo il suo valore d'uso, cioè secondo la sua attitudine a soddisfare meglio di altri un certo bisogno specifico. Non è l'oggetto di per se che mi impone un certo uso, non mi "parla", a meno che io non sia quel tipo speciale di persona che "sente" le voci. no, sono i rapporti tra le persone, l'organizzazione sociale che mi impone di trattare quel dato oggetto che ha certe caratteristiche intrinseche come una merce, ma come ha potuto l'edonismo consumista indurre una mutazione ... non modificazione... -il primo termine rende meglio il carattere cancerogeno intrinseco al consumismo- antropologica?

venerdì 7 febbraio 2014

Nanostorie Pasolinisticamente Fondanti
"Come sai il film è preso dalle 120 giornate di sodoma di De Sade, ma è ambientato durante la repubblica di Salò, cioè circa il '44-45'. Quindi c'è molto sesso, ma il sesso che c'è nel film è il tipico sesso di De Sade, cioè un sesso la cui caratteristica è esclusivamente sadomasochistica, in tutta l'atrocità dei suoi dettagli e delle sue situazioni. Ora a me interessa questo sesso, come, appunto interessa a De Sade, cioè per quello che è, ma nel mio film tutto questo sesso assume un significato particolare ed è la metafora di ciò che il potere fa del corpo umano, è la mercificazione del corpo umano, la riduzione del corpo umano a cosa, che è tipico del potere, di qualsiasi potere, cioè se io al posto della parola Dio, in De Sade, metto la parola potere, viene fuori una strana ideologia estremamente attuale e questa attualità segna un salto, un vero e proprio salto rispetto a film precedenti che ho fatto fino ad ora, cioè la trilogia della vita, Il Decamerone, I Racconti di Canterbury e le mille e una notte. È il marxismo puro, il “manifesto” di Marx dice proprio questo: il potere mercifica i corpi, trasforma il corpo in merce, quando Marx parla dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo parla effettivamente di un rapporto sadico. Che i sadici fossero dei potenti è un dato di fatto. In De Sade i quattro che fanno le cose tremende delle 120 giornate sono un banchiere, un duca, un vescovo e un presidente di tribunale, cioè rappresentano il potere, il braccio secolare del potere, sono 4 nazi-fascisti di quel periodo, però sono persone particolarmente colte, in grado di leggere veramente bene Nietzsche o Baudelaire o magari anche lautréamont, sono personaggi piuttosto ambigui e poi, soprattutto il film è privo di psicologia e quindi di dati anagrafici reali. Un altro elementi di ispirazione del film è rievocare quei giorni che io ho vissuto

Pasolini e i “giovani”
In che modo la lezione di questo film potrebbe essere capita dai giovani?
R. Io credo che i giovani non lo capiranno, non mi illudo di essere capito dai giovani, perchè con i giovani è impossibile instaurare un rapporto di carattere culturale, perchè i giovani vivono nuovi valori con cui i miei vecchi valori in nome dei quali io parlo sono incommensurabili. Sembra che si mettano d'accordo, parlano nello stesso modo, ridono nello stesso modo, si comportano nello stesso modo, fanno gli stessi gesti, amano le stesse cose. Insomma io ho visto delle divise, perchè io quando ero ragazzo ho visto i balilla, gli avanguardisti, però non ho mai visto la gente in divisa come oggi. Non si chiamano boy scout o balilla o gioventù nazista, però è tutto fondato su questo movimento informale ed autocreantesi di gioventù, è tutto fondato sui giovani. La cosa orrenda di tutto il giornalismo e la cultura italiana è che invece i giovani siano liberi, siano privi di complessi, siano disinibiti, vivano una vita felice... pensa che tutta la borghesia italiana è convinta di questo … anche tutta la sinistra.
L'ideale del consumismo.
C'è un enorme gruppo che si estende da mILANO a bOLOGNA, comprende rOMA, arriva, serpeggiando, al sud, è una società omologatrice che rende tutto uguale da cima a fondo, e quindi è chiaro che cadono i confini, i piccoli gruppi.
Senza ideologia?
...Come non ha ideologia... l'ideologia consumistica... invece che sotto una bandiera si mettono un vestito che è una bandiera. Sono cambiati alcuni strumenti esterni, ma in pratica tutto è una depauperizzazione dell'individualità che si maschera attraverso una sua valorizzazione...
Durante la cosiddetta età repressiva il sesso era una gioia, perchè avveniva di nascosto ed era un'irrisione di tutti gli obblighi e i doveri che il potere repressivo imponeva, invece nelle società tolleranti, come si dichiara la nostra, quella in cui viviamo, il sesso è semplicemente nevrotizzante, perchè la libertà concessa è falsa e soprattutto è concessa dall'alto e non conquistata dal basso, quindi non si tratta di vivere una libertà sessuale, ma di adeguarsi a una libertà che viene concessa.
Le società repressive reprimono tutto e quindi gli uomini possono fare tutto, invece le società permissive permettono qualche cosa e si può fare solo quello.
Vi è una grande libertà nella coppia eterosessuale, però è una libertà per modo di dire, perchè deve essere quella e poi è obbligatoria, e siccome è concesso, è diventato obbligatorio. Perchè un individuo, visto che è una libertà concessa, non può non approfittare di questa concessione, quindi si sente obbligato ad essere sempre in coppia, quindi la coppia è diventato un incubo, un'ossessione, invece che una libertà.
si tratta di una coppia totalmente insincera e falsa, di una insincerità spaventosa. Vedi i ragazzi presi da chissà quale slancio romantico, per strada camminano tenendosi per mano o abbracciati. Cosa è questo improvviso romanticismo? È semplicemente la nuova coppia rilanciata dal consumismo è una coppia che “compra”???? Tenendosi per mano vanno alla rinascente o all'upim. Con la tolleranza sono diventati tutti nevroTiCi. Gli italiani sono nevrotici, quando c'era la repressione erano molto equilibrati.
Modernità coincidenza di libertà con razionalità
Mutazione antropologica
La vera apocalisse è che la tecnologia, l'era della scienza applicata farà dell'uomo qualcos'altro da quello che era prima, è adesso che è successo qualcosa che non ha equivalenti nella storia dell'uomo e siamo terrorizzati che i nostri discendenti non siano più come noi. È un po' la fine del mondo...
Il sm è una categoria eterna dell'uomo, c'era al tempo di De Sade, c'è adesso, ma non è quello che mi importa... Ma il reale senso del sesso nel mio film è una metafora del rapporto del poterE con chi gli è sottoposto e quindi vale in realtà per tutti i tempi. Evidentemente la spinta è venuta dal fatto che iO detesto il potere di oggi. Ognuno odia il potere che subisce e dunque io odio con particolare veemenza il potere di oggi. È un potere che manipola i corpi in un modo orribile e che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o da Hitler. Li manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore. Istituendo dei nuovi valori che sono alienanti e falsi, i valori del consumo che compiono, quello che Marx chiama un genocidio delle culture viventi, reali, precedenti. Ha distrutto rOMA. Per esempio non esistono più i romani. Un giovane romano non c'è più, è un cadavere, il cadavere di se stesso che vive ancora biologicamente ed è in uno stato di imponderabilità tra gli antichi valori della sua cultura popolare romana e i nuovi valori piccolo borghesi consumistici che gli sono stati imposti

In realtà i produttori costringono i consumatori a mangiare merda... tutte robe sofisticate e adulterate che sono merda. Io potrei fare un film su un industrialotto milanese che produce biscotti e poi fa la pubblicità e poi li fa mangiare ai consumatori. Sarebbe un film terribile.
Il potere resta tale e uguale, soltanto cambia carattere. Il suo suddito anziché essere risparmiatore, religioso … è consumatore, imprevidente, irreligioso, laico... cambiano dei caratteri culturali, ma il rapporto è identico. Quindi un film non soltanto sul potere, ma su quella che io chiamo l'anarchia del potere, perchè nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole e ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettatogli da sue necessità economiche che sfuggono alla logica comune.
Sia il cristianesimo che il marxismo sono stati imposti dall'alto, non sono mai venuti dal basso. Questo principio della sottomissione che sarà un po' analogo all'istinto di morte di Marx, coesistente allo spirito aggressivo dell'amore è continuato a vivere inalterato sotto il cristianesimo, perchè il cristianesimo è diventato immediatamente religione di stato, religione della classe dominante, ed è stato imposto, e quindi non ha cambiato questi istinti profondi. L'unico sistema ideologico che ha veramente coinvolto anche le classi dominate è il consumismo che dà una certa aggressività, perchè questa aggressività è necessaria al consumo, perchè se uno è puramente sottomesso, segue l'istinto puro della sottomissione, che consumatore è? ...Uno che accetta il suo stato di inferiore. Il consumatore deve lottare per elevare il suo stato sociale. Si crede falsamente e stupidamente aggressivo e non sottomesso.

Forme di rito

vari tipi di linguaggi
il cinema è più di un linguaggio. Un regista esprime la realtà attraverso la realtà è per questo che mi piace di più il cinema della letteratura. La lingua esprime la realtà attraverso un sistema di segni, esprimendo la realtà attraverso la realtà, opero e vivo continuamente a livello della realtà.
L'immagine su quali linguaggi si fonda? Si fonda sulle immagini dei sogni e della memoria. Quando sognamo e ricordiamo giriamo dentro di noi dei piccoli film. Allora il cinema ha le sue fondamenta su un linguaggio completamente irrazionale – i sogni, la memoria e la realtà come fatto bruto. In fondo una immagine è infinitamente più onirica che la parola".

mercoledì 5 febbraio 2014

Cuore di gatta.
Avevo tre gatte. ne è rimasta una sola, ed io ne ho la massima cura. È per questo che nemmeno mi avvicino. io ero un ragazzaccio, quando una fattucchiera mi regalò una gatta. Le avevo fatto un grosso favore. Volle darmela per forza. Io non la volevo. Mi disse che era per sdebitarsi, che dovevo assolutamente accettarla. "è un grosso dono. Usala bene. Trattala con cura, falla accoppiare il più spesso possibile, deve fare tanti cuccioli, perchè, si sa, ogni nuova vita significa aver cura della propria vita. Questo è vero in particolar modo per questa razza... non la sterilizzare, mantienila integra. Te la cedo a questa condizione".
Io pensavo, allora, data l'inesperienza, volesse disfarsene, ed ero fermamente convinto di rifiutare.
Bip: "no grazie... come se avessi accettato.Non potrei proprio privarti di un animale a cui tieni così tanto... davvero... non saprei dove metterla, e poi, mamma, sono sicuro, non la vorrebbe".
Alla fine, non so bene perchè, accettai e promisi, soprattutto dopo averla vista. Me ne sentii subito particolarmente attratto. Apparentemente era una normale gatta. Perciò la chiamai "Micia". In realtà era di più, anche se me ne resi conto solo con il tempo. La fattucchiera nel consegnarmi la gatta mormorò, con un filo di voce appena udibile,: "pongo lei a protezione della tua vita". Pensai: "manie da fattucchiera". Mi era già comparso un "bozzetto", proprio sopra il capezzolo sinistro, e tanta angoscia o paura mi aveva procurato. Avevo fatto visite specialistiche, consultato luminari. La diagnosi era stata: "niente di preoccupante. Si tratta di una escrescenza fibroso-cistica al seno "sinistro" da tenere sotto controllo. È un inconveniente che normalmente riguarda le donne". Pensai amaramente:; "sarà il mio lato femminile che vuole emergere".
Effetti collaterali: tendeva ad ingrossarsi, e poi, ad un certo punto i linfonodi inguinali avevano cominciato a dolere.
Io, come piccola reazione inconscia, non ci avevo più badato. Altro che tenere sotto controllo, solo a pensarci avevo una fifa blu e poi se poteva rappresentare un problema perchè cazzo non lo avevano tolto? Era come guardarsi dentro una bara da morto in divenire. Era l'equivalente del: "pochi, maledetti e subito", cioè fatemi vivere la mia vita "corta e piena di merda" senza tante palle, poi i "resti" ve li potete spartire tranquillamente. Correvo talmente veloce, nella fuga, che per un certo periodo fui davvero imprendibile. Poi venne la gatta e non ebbi più problemi. Avevo legato con lei in modo davvero sorprendente. Dormiva sul mio petto, anzi, adesso ne sono più che mai convinto, vegliava il mio sonno ed io mi sentivo "rilassato e tranquillo" manco fossi "Fonzie". Era l'unico animale con cui dormivo! Con le femmine della mia specie facevo altro, ma mai finivo col dormirci, seguendo l'insegnamento "prima sei o sette di fretta e furia, e poi subito al bar a vantarsi con gli amici". Le femmine della mia specie mi rendevano teso e nervoso, come l'invito a cena da parte di un alieno. Lei invece diffondeva un'aura di benessere. Metteva il suo muso vicino al mio viso, qualche volta leccava il mio naso e poi dormivamo "ignari dei mali del mondo". La feci accoppiare e partorì 2 cuccioli, forse, per rispettare la volontà della fattucchiera, anche se devo dire che non ho onorato i suoi desideri fino in fondo. Ho mantenuto la gatta e i cuccioli sempre integri, però ho interrotto la catena della vita. Avrei dovuto "diffondere" i suoi cuccioli per il mondo, invece, per egoismo, li ho tenuti con me.
"Briciola" e "Golia" -due "gemelle siamesi"-
Gestire tre gatte è un impegno gravoso, ed è per questo che non l'ho più fatta figliare. Delle tre Briciola divenne la mia preferita e, per me lei rimarrà sempre la mia gatta. Per lei avevo, e ancora ho, una predilezione speciale.
Predilezione speciale per una gatta speciale. Non che trascurassi le altre, ma Briciola...
Comunque, e questa è ormai la mia convinzione, suffragata da "prove statistiche oggettive", benche trascurate, le mie gatte mi hanno sempre protetto.
La prima fu la Micia. Sviluppò un cancro alla mammella sinistra al posto mio. Infatti nel corso della sua breve vita, la mia piccola escrescenza fibroso cistica non si è minimamente sviluppata e non mi ha dato alcun fastidio. Lei, poverina, come in una specie di Ritratto di Dorian Gray "popolare", sviluppava un cancro al mio posto. Vedere una massa tumorale in crescita spaventa, soprattutto se c'è in corso un processo di immedesimazione. I bubboni crescevano e poi scoppiavano. Non servì a nulla il veterinario, anzi fu di impaccio e fu motivo di grande imbarazzo. Una volta disse: "...la tenga finchè può, la faccia vivere quanto più possibile... poverina". Aumentai le sue sofferenze. Venne sottoposta ad un intervento chirurgico, ma la massa tumorale accelerò il suo ritmo di crescita. Capii che era inutile continuare a infliggere sofferenze. Gli feci fare una iniezione letale, direttamente nel suo cuore di gatta speciale. Me ne stavo lì, piangendo come un imbecille, mentre una piccola macchia di sangue eccezionalmente scuro gli si spampanava sul petto. Con delicatezza la misi in una scatola di cartone per scarpe, soluzione che in futuro sarà adottata anche per noi immondizia umana, e la seppellii sotto un grande, bellissimo albero a pochi metri dalla mia abitazione.
Ogni tanto, ma non troppo frequentemente, passo di lì per un salutino, anche se mi sento un pò scemo, perchè una volta che qualcuno muore, si sa, è andato per sempre, e quello che rimane è solo interiorità nascosta nelle frattaglie del sistema nervoso centrale. Quel che è rimasto della Micia è stato inglobato in me e vivrà con me fino a quando anch'io morirò e tornerò, informe e indistinto, senza alcuna memoria e consapevolezza da dove sono venuto cioè dal niente. Un frammento di realtà muore, il resto torna a vivere come prima, secondo l'adagio: "chi muore tace, chi vive si dà pace", anche se non è esattamente così. Qualche cosa si modifica permanentemente. È l'aggiornamento della contabilità di chi viene a mancare. Rimane una piccola zona grigia perennemente addolorata. È come se l'atto della morte venisse trascritto in una specie di registro cimiteriale privato esclusivo. E quella zona sarà e rimarrà sempre perennemente in lutto. Non tornerà mai a sorridere finchè vivrò. Dover sotterrare qualcuno è faticoso e lascia ferite che continuano a sanguinare e non si rimarginano mai. Questa è la mia zona privata del dolore, del rimpianto e, quasi sempre, del rimorso. Mi ricordo sempre di qualche cosa che non avrei dovuto fare e di qualche altra che invece avrei dovuto assolutamente fare e mi stupisco sempre della profondità della cosa. Mi torna in mente tutto, ma proprio tutto, quello che ho sbagliato. È come un filo seppellito con cui ho legato avvenimenti, emozioni e interazione con chi non c'è più. Ad un tratto lo tendo, scuoto la terra e ritorna nuovo, mai logoro, intatto e completo, come fosse stato sempre presente. Ricordo cose e particolari insignificanti che credevo di avere perduto per sempre. È per via della "profondità" del cosiddetto 'animo umano'. Il filo dei ricordi mi porta sempre a ricordare qualche luogo dell'immaginario remoto e, probabilmente, il tutto ha un senso, solo che non so quale è.
Dopo la Micia toccò a Briciola. Una gatta fantastica. Senza età. Perennemente cucciola, minuta, accattivante, simpatica, indipendente. Una volta con un morso, mi procurò una ferita da sette punti di sutura... un ricordino. Non sembrava reale. Coda da bamby, zampe lunghissime, muscolatura talmente tonica da dare piacere al solo toccarla e carisma da capo. Era piccola, minuta, graziosa, ma egemonizzava l'altra gatta e mai avrebbe permesso a nessuno di sottometterla. Anche lei sviluppò un cancro alla mammella al posto mio, esattamente nello stesso punto. La feci operare precocemente, e anche in questo caso sbagliai. L'errore fu anche più grande. Era ancora solo un minuscolo bozzetto che dopo si riformò orrendamente ad una velocità quadrupla. Se non l'avessi fatta operare, probabilmente sarebbe durata di più. È stato per la legge dei grandi numeri. mi sono detto: "non voglio ripetere gli stessi errori della Micia. Se la prendo in tempo forse riesco a salvarla". Solo che quando giochi a mosca cieca o ai quattro cantoni con quel figlio di puttana del cancro, non hai modo di rimediare. Ogni mossa è definitiva e irrimediabile ed ogni più piccolo sbaglio è anche quello definitivo.
Qualcuno dice che i gatti hanno nove vite, ma io so per certo che non è vero..Questa volta però niente iniezione letale nel cuore. Non ho avuto il coraggio di portarla da quei loschi individui che chiamano veterrinari. La mancanza di coraggio, insieme ad una piccola, assurda, inconsistente, irraggiungibile, misera speranza, mi hanno impedito di fare ciò che sarebbe stato giusto. Ho prolungato, oltre il ragionevole, le sue sofferenze. È morta, lacera e con la sola pelle, perchè solo quella era rimasta, una sera di febbraio, risucchiata all'interno del suo personalissimo buco nero. L'ho messa in una borsa, ho atteso le ore piccole, poi, come un ladro, l'ho seppellita ai piedi di un giovane albero, in un posto dove, mi è stato assicurato, non sorgerà mai edificio. Ogni tanto ci passo, ma non mi fermo mai. Dopo la morte di briciola mi è venuto un nuovo bozzetto, sulla spalla, dalla stessa parte, quella sinistra, dove ho quella piccola escrescnza "fibroso-cistica". Secondo me è cancro. Finalmente ha iniziato a svilupparsi. Mi è rimasta una sola gatta, Golia, ma io mi guardo bene dall'accarezzarla. Non la guardo neppure. Non voglio che diventi la mia preferita, non voglio che sviluppi un cancro al posto mio.
Forse gli farò fare dei cuccioli, ma li darò via immediatamente, prima di affezionarmi... una razza tanto prodigiosa non deve estinguersi.
Se potessi scegliere il tempo
della mia vita, sceglierei
il '68 o il '77 del secolo passato.
Periodi in cui sembrava possibile
-al limite tentare di rassomigliare ad un "gabbiano ipotetico"-
sognare di poter sperare
in un breve, fugace,
respiro di libertà.

mercoledì 22 gennaio 2014


http://youtu.be/MDAOa5fy-Oc

....Intelliiiiiiiigiiiiiiiente...
Intelliiiiiiiigiiiiiiiente...
ma che ci farai con tutta
questa intelliiiiigiiiiienza!

Non ho conoscenza sufficiente per capire se questo video sta parlando di minacce reali, o se si tratta solo di una elaborazione dell'ennesimo eccellente falsario onanedonista. Il mio io interiore, che da un po' di tempo a questa parte si è messo ad urlare e a pulsare come una sirena, mi dice che si tratta di cose estremamente pericolose e reali e, comunque, è pericoloso e fatalmente reale il presupposto da cui tutto ciò origina.
Come è possibile battere ed eliminare definitivamente tutto ciò?
La sola via d'uscita alla definitiva, imperante, permanente omologazione e controllo completo degli esseri umani è la contrapposizione dura, netta, spietata, senza compromessi e senza quartiere che si giocherà su un unico possibile terreno: l'economia. Tutti dovranno cambiare pelle. Solo i faziosi, gli estremisti e gli indifferenti ai beni materiali potranno avere una qualche possibilità.

venerdì 17 gennaio 2014

Allievo: "Maestro, è bene
reprimere la devianza?"

Maestro: "Se l'obiettivo
è reprimere la devianza
in ogni sua forma,
allora l'omicidio
da ottimi risultati"


Metalinguaggio.
Dovrei concentrarmi 
solo sulla struttura delle storie, 
ma sento che così
perderei definitivamente
e per sempre il gusto per la lettura.

Ago e filo; trinciapollo; bacinelle di raccolta; bisturi; piccola sega circolare elettrica. Trituratore, dispositivo di stoccaggio e compressione dei rifiuti, riempitivo. Insieme di oggetti impersonali necessari a consentire di svolgere decentemente il lavoro. Il lavoro che è diventato il mio... e che, a mia discolpa, non ho sempre svolto. si tratta di un compito che "svuota" completamente e lascia vagamente tramortiti in uno stato di soave lievità. Se si toglie sostanza, carne, nervi, cartilagini, strutture nervose, singoli neuroni - simulacri apparenti effimeri, provvisori, della coscienza del se - non rimarrà più niente, solo un involucro da riempire e ricurire alla bell'e meglio. nel ricamo sono davvero bravo. i punti che metto sono piccoli, ordinati, invisibili, esteticamente ineccepibili- come un cimitero anglosassone-, ridisegnano la geometria corporea evidenziando rilievi che altrimenti rimarrebbero celati. Insomma il mio lavoro consiste nello svuotare corpi, in modo che rimangano solo i simulacri di se stessi -quasi senza tagliare niente-, riempire con rassicurante, inodore, materiale inerte arricchito con piccoli semiconduttori, microchip ed altre piccole, elettroniche, amenità. Quel che mi piace va sotto il nome di "ESTRAZIONE". Ho inventato una tecnica innovativa che impedisce di distinguere i corpi "manipolati" da quelli "manipolabili", salvo qualche ecchimosi e qualche gonfiore localizzato.
Estrazione del nobile "organo di pensiero".
Esistono tecniche di sfondamento del cranio dalla parte della nuca, in modo che ad operazione compiuta risulti pressochè invisibile ad un esame superficiale e l'operazione stessa venga catalogata "a scomparsa", o scoperchiamento tramite utilizzo di piccola potente sega circolare. Il tutto consiste nel segare, all'altezza della fronte, "circolarmente", scoperchiare la calotta cranica rimuovere il contenuto -operazione che lascia sempre e comunque residui, considerando anche il materiale presente nella cavità spinale, ispezionabile tramite "speculum"-  riempire con materiale idoneo, rinsaldare. Ad operazione conclusa rimane una piccola, come una "sottile linea rossa", inestetica cicatrice, che permette di riconoscere i "rianimati" dagli "originari". 
altri metodi consistono nell'"incenerimento", scomparsa/dissolvimento, mineralizzazione ecc. 
I metodi di cui sopra presentano però un, comune, piccolo inconveniente: perdita più o meno rilevante di informazione - da qualche bit a diverse decine di KiloByte. Esiste, poi, il mio metodo, che consiste nell'infilare due piccoli uncinetti ricurvi per maglia nelle narici andando a cercare, con opportuna cautela, i capi - le estremità- del "gomitolo", agganciarle ed estrarle delicatamente e lentamente dal naso secondo la nota tecnica della "candela". Estratto completamente il sistema nervoso centrale, trasferirlo nel setaccio/centrifuga per recuperare completamente tutta l'informazione contenuta e trasferirla su idoneo supporto elettronico/trasmettitore. Riempire, con idonei imbuti, la volta cranica e il "buco" spinale con materiale inerto/semiconduttore, riavvolgere il tutto, creando una vera e propria "unità centrale" associata ad un dispositivo radio ricevente. Analoga operazione è possibile per le "frattaglie" e gli "organi" interni -in fondo sempre di gomitoli si tratta. Terminato il recupero si può procedere al ricollocamento e la fase di programmazione e collaudo, svolgendo estesamente tutti i controlli ed i tests previsti dal protocollo, poi il "manufatto" potrà essere inserito, senza possibilità di trauma, in opportuna sede. Questa nuova tecnica di imbalsamazione è sicuramente una notevole evoluzione del vecchio prodotto "impagliato" ed inanimato che poteva solo essere appeso alle pareti, usato come "soprammobile" o collocato in una "teca" più o meno trasparente, arieggiata e traspirante -o dentro piramidi. Il "prodotto" "finito" potrà essere ricollocato nel proprio ambiente familiare, programmato -essendo dotato di movimento, parola e "elaborazione" del pensiero- per svolgere funzioni più o meno complesse ed in più ricorderà per sempre i propri cari, con cui sarà possibile avviare anche qualche immaginario, topico/esplicativo, rassicurante, circoscritto, limitato dialogo che non è potuto, purtroppo, avvenire prima della scomparsa, o inscenare violente discussioni o lotte furibonde. Il costo è di poco superiore al tradizionale "impagliato". Purtroppo non è stato possibile riproporre il vecchio prezzo, essendo infinitamente più elaborato - e richiedente, per ciò stesso, un tempo maggiore di impiego di risorse e capitale umano- il processo di estrazione dell'organico e di reimmisione del materiale inerto/semiconduttore.
In caso di interruzione temporanea di energia elettrica si consiglia di collocarlo nell'apposito "imballo" - due loculi e cucina- e di mantenere accesa la batteria tampone.
Prodotto soggetto a calo di peso. 
p.s. Il calo di peso farà sembrare i vostri cari, sempre, in forma smagliante.

martedì 14 gennaio 2014

Adeguamento Strutturale 3 - La Società dei Rifiuti

Capitalistiiiiiiiiiii....
Una scorreggia vi seppellirà

Adeguamento Strutturale 2

'"C'è del marcio in Danimarca" ... 
si, ma pure in Italia non scherziamo.'

Adeguamento Strutturale

Dio: "Prevista x lunedì
prossimo ore 07:42
fine del mondo"
S.Casalinga di Vog.: "Oh no, martedì
ho appuntamento
dal parrucchiere!"

domenica 24 novembre 2013

Passato radioso... Presente rognoso



http://www.youtube.com/watch?v=eBLVw92feas

"If You Want To Sing Out, Sing Out"


Well, if you want to sing out, sing out
And if you want to be free, be free
'Cause there's a million things to be
You know that there are

And if you want to live high, live high
And if you want to live low, live low
'Cause there's a million ways to go
You know that there are

[Chorus:]
You can do what you want
The opportunity's on
And if you can find a new way
You can do it today
You can make it all true
And you can make it undo
you see ah ah ah
its easy ah ah ah
You only need to know

Well if you want to say yes, say yes
And if you want to say no, say no
'Cause there's a million ways to go
You know that there are

And if you want to be me, be me
And if you want to be you, be you
'Cause there's a million things to do
You know that there are
Well, if you want to sing out, sing out
And if you want to be free, be free
'Cause there's a million things to be
You know that there are
You know that there are
You know that there are
You know that there are
You know that there are



http://www.youtube.com/watch?v=h804RWA-OgI

-Ho perso il lavoro.
-Nun te preoccupà, 'o ritrovamo...'ndo t'o si perso?
-L'ho perso al ministero.
-Embè? 'o ritrovamo! Quanto po' esse grosso il ministero? 'o mettiamo sottosopra e 'o ritrovamo.
-Ho perso pure tutti gli amici.
-Nun te preoccupà: li ricchiappamo...li ricchiappamo a tutti. cerca de fa mente locale de do' te li si persi...
-Ho perso anche la fiducia, la fiducia nel prossimo, l'ho persa.
-Tranquillo: ritrovamo pure quella. Io sto a fà la lista...hai perso: lavoro, amicizia e fiducia...ritrovamo tutto.
-Ho perso anche la fede.
-Ecco qua: aggiungo io. Se ritrova, basta ricostruì gli ultimi movimenti. Su! Ottimismo! Ritrovamo tutto.
-L' ho perso, l'ottimismo...
-E che ci vo'? E 'ndo...'ndo te lo si perso? Tu ti devi fa' sempre la domanda: 'ndo stavo, che facevo? Che movimenti facevo... ritrovamo tutto.
-Ho perso anche l'entusiasmo.
-Ecco qua, aggiungo, io: entusiasmo. Guarda: ce sta da lavorà, ce sta da lavorà perché i posti so' tanti, però ritrovamo tutto!
-E l'ultima cosa che me so' perso so' stati 'i soldi...
-Eh...e qua, amico mio, non ritrovamo proprio un cazzo

lunedì 18 novembre 2013

Dio,
nella tua infinita
bontà e saggezza,
fa che scampi da:
psicologi,
soprattutto progressisti-
quelli che mirano
all'oggettivazione
degli individui-,
insegnanti,
soprattutto progressisti-
quelli che mirano
a costruire/decostruire
gli individui-,
progressisti,
e serial killer.

"la scuola insegna a confondere processo e sostanza. Una volta confusi questi due momenti, acquista validità una nuova logica: quanto maggiore è l'applicazione, tanto migliori sono i risultati; in altre parole, l'escalation porta al successo. In questo modo si «scolarizza» l'allievo a confondere insegnamento e apprendimento, promozione e istruzione, diploma e competenza, facilità di parola e capacità di dire qualcosa di nuovo. Si «scolarizza» la sua immaginazione ad accettare il servizio al posto del valore. Le cure mediche vengono scambiate per protezione della salute, le attività assistenziali per miglioramento della vita comunitaria, la protezione della polizia per sicurezza personale, l'equilibrio militare per sicurezza nazionale, la corsa al successo per lavoro produttivo. Salute, apprendimento, dignità, indipendenza e creatività si identificano, o quasi, con la prestazione delle istituzioni che si dicono al servizio di questi fini, e si fa credere che per migliorare la salute, l'apprendimento ecc. sia sufficiente stanziare somme maggiori per la gestione degli ospedali, delle scuole e degli altri enti in questione."